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Ambiente & Società

Maturità 2026: tutte le nuove regole

Le novità dell’Esame di Maturità 2026: nuove prove, criteri di valutazione aggiornati e un colloquio più orientato alle competenze.

L’esame di Maturità 2026 segna una svolta significativa nel panorama scolastico italiano. Dopo anni di modifiche temporanee e aggiustamenti legati anche all’emergenza sanitaria, il Ministero dell’Istruzione introduce un impianto più stabile, pensato per valorizzare le competenze degli studenti e rendere la prova più coerente con i percorsi di studio. Le novità riguardano sia la struttura dell’esame sia i criteri di valutazione.

La prima prova scritta di Italiano resta comune a tutti gli indirizzi, ma cambia nella struttura. Le tipologie di tracce vengono riorganizzate per favorire la capacità argomentativa e la comprensione critica dei testi. Accanto all’analisi del testo letterario, tornano con maggiore peso le tracce di attualità e quelle di carattere interdisciplinare, che richiedono allo studente di collegare conoscenze provenienti da più ambiti. L’obiettivo è valutare non solo la padronanza linguistica, ma anche la capacità di interpretare fenomeni complessi.

La seconda prova scritta rimane diversa per ciascun indirizzo, ma viene ripensata per essere più coerente con i programmi effettivamente svolti. Le scuole avranno un margine di personalizzazione maggiore, grazie a quadri di riferimento più flessibili. Nei licei scientifici, ad esempio, la prova potrà integrare quesiti di matematica e fisica, mentre nei tecnici verrà data più attenzione alle competenze professionali. L’intento è superare la logica puramente nozionistica e valorizzare la capacità di applicare conoscenze e metodi.

Il colloquio torna ad assumere un ruolo centrale. Esso verterà su 4 materie scelte dal Ministero a gennaio e dovrà essere preceduto da una presentazione da parte dello studente di se stesso e dei propri impegni anche extrascolastici all’interno della società.

Le quattro discipline non sono uguali per tutti: la commissione le individua tra quelle dell’ultimo anno, garantendo un equilibrio tra aree diverse (umanistica, scientifica, linguistica, tecnico-professionale).

Durante il colloquio, lo studente dovrà:

  • rispondere a domande specifiche su ciascuna delle quattro materie
  • mostrare padronanza dei contenuti
  • collegare i temi tra loro quando possibile
  • applicare conoscenze e metodi, non solo ricordare nozioni

L’idea è superare l’orale “a interrogazione” e valorizzare la capacità di ragionamento.

Manuela Margilio

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