La ben nota lista è stata fissata nel Rinascimento quando ormai molte di quelle mirabili strutture erano ridotte in polvere.
La Piramide di Cheope resiste immortale tra le sabbie e il Nilo, la statua fidiaca di Zeus, il tempio di Artemide, la tomba di Mausolo e il Faro di Alessandria ci parlano ancora attraverso quel che ne rimane dello stupore che suscitavano nel visitatore all’apogeo della loro gloria. Sono invece solo ricordi i Giardini Pensili di Babilonia e il Colosso di Rodi.
Il periodo che intercorre fra la costruzione del Faro di Alessandria d’Egitto, considerato l’ultimo delle Sette Meraviglie del mondo antico, costruito sull’isola di Phatos e la distruzione del Colosso di Rodi viene considerato di grande importanza per la creazione del mito sulle Sette Meraviglie del mondo antico.
Proprio in quegli anni Callimaco di Cirene (305-240 a. C.), che occupava un posto importante nella Biblioteca di Alessandria d’Egitto, scrisse un’opera intitolata “Raccolta di meraviglie attraverso i paesi di tutto il mondo”. L’opera non ci è pervenuta, né il suo contenuto ci è noto nel benché minimo particolare; ma il fatto che una simile raccolta esistesse incuriosì e coinvolse molti studiosi tra i quali Peter A. Clayton e Martin J. Price.
Il primo elenco di sette monumenti di tal genere lo si ritrova in un epigramma attribuito ad Antipatro, poeta greco di Sidone, sulla costa palestinese, posteriore di circa un secolo alla morte di Callimaco.
Il carme di Antipatro di Sidone, scritta intorno al 140 a.C. è il più antico testo che nomina le sette meraviglie:
Di Babilonia rocciosa le mura percorse da carri
e lo Zeus presso l’Àlfeo contemplai,
e quegli orti sospesi, quel grande colosso del Sole,
delle eccelse Piramidi il travaglio,
il Mausoleo gigantesco; ma quando di Artèmide vidi
alto svettare nelle nubi il tempio,
tutto sbiadito mi parve, pensai che all’infuori d’Olimpo
Elio giammai tale beltà non vide.
(Antologia Palatina IX 58; trad. di F. M. Pontani).
Le mura e i giardini pensili di Babilonia, le piramidi d’Egitto, la statua di Zeus a Olimpia, il Colosso di Rodi, la tomba di Mausoleo di Alicarnasso e il tempio di Artemide a Efeso e il Faro di Alessandria d’Egitto rappresentano le Sette Meraviglie da noi oggi conosciute.
Le Sette Meraviglie del mondo moderno che possiamo ammirare nella loro più imponente bellezza sono: la Grande Muraglia Cinese, il Colosseo, Machu Picchu, Petra, il Cristo Redentore, Chichén Itzá e il Taj Mahal.
Prossimamente dedicheremo un articolo ad ognuno di essi soffermandoci sul loro valore storico, culturale e ingegneristico.
by Bruno Cimino


