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Ambiente & Società

Le rinnovabili superano il carbone: un punto di svolta storico per l’energia mondiale

Il primo semestre del 2025 segna un traguardo che resterà nei libri di storia dell’energia: per la prima volta nella storia, le fonti rinnovabili hanno superato il carbone nel mix elettrico globale. Una svolta simbolica e sostanziale che testimonia come la transizione energetica non sia più un obiettivo lontano, ma una realtà in movimento.

Solare ed eolico oltre la domanda

Secondo i dati più recenti, la produzione combinata di solare ed eolico ha non solo soddisfatto, ma superato del 109% la crescita della domanda globale di elettricità. In altre parole, l’espansione delle fonti rinnovabili è stata così rapida da coprire più di quanto il mondo abbia effettivamente richiesto in termini di energia aggiuntiva. Solo il solare, da solo, ha garantito l’83% dell’aumento della domanda globale. Il sorpasso è avvenuto con cifre impressionanti: le rinnovabili sono cresciute di 363 terawattora (+7,7%), raggiungendo quota 5.072 TWh. La loro quota nel mix elettrico mondiale è così salita al 34,3%, mentre quella del carbone è scesa al 33,1%. È la prima volta che l’energia pulita si impone come principale fonte di generazione elettrica, segnando l’inizio di una nuova era.

Otre i numeri

Dietro questi numeri c’è una trasformazione profonda. Il solare, in particolare, è protagonista assoluto di questo cambiamento. Nel primo semestre del 2025, la generazione solare è cresciuta del 31%, pari a 306 TWh in più rispetto all’anno precedente. Si tratta della crescita assoluta più rapida mai registrata. La Cina ha trainato il boom, contribuendo da sola al 55% della crescita globale, seguita da Stati Uniti, Unione Europea e India. Il solare rappresenta oggi quasi il 9% dell’elettricità mondiale e continua a guadagnare terreno sull’eolico, che cresce più lentamente (+7,7%), ma resta una colonna portante del sistema energetico pulito.

La crescita di anidride si arresta

La corsa delle rinnovabili ha avuto un impatto diretto anche sulle emissioni globali. Nonostante la domanda di elettricità sia aumentata del 2,6%, le emissioni di anidride carbonica del settore energetico non sono cresciute, anzi: hanno registrato un leggero calo (-0,2%, pari a 12 milioni di tonnellate di CO₂ in meno). Senza l’aumento di solare ed eolico, le emissioni sarebbero cresciute di quasi il 4%. Un risultato che dimostra come la crescita delle energie pulite sia ormai la chiave per disaccoppiare sviluppo economico ed emissioni. La geografia del cambiamento è interessante. In Cina e India, le rinnovabili hanno soddisfatto interamente l’aumento della domanda, portando a una riduzione delle emissioni rispettivamente dell’1,7% e del 3,6%. Gli Stati Uniti, invece, mostrano ancora un bilancio in chiaroscuro: nonostante la forte crescita del solare, il rallentamento dell’eolico ha portato a un aumento delle emissioni (+4,3%), complice un temporaneo ritorno al carbone. Anche in Europa la situazione resta complessa, con siccità prolungate che hanno penalizzato la produzione idroelettrica e spinto un parziale ritorno al gas.

Un momento storico e di speranza per il futuro

Questo sorpasso, tuttavia, segna un punto di non ritorno. L’energia solare e quella eolica stanno diventando la spina dorsale del sistema elettrico globale, mentre il carbone, simbolo della rivoluzione industriale, inizia la sua lenta e irreversibile uscita di scena. La diminuzione della generazione fossile (-0,3% complessiva) è un segnale chiaro: la domanda di combustibili fossili nel settore elettrico ha raggiunto il suo picco. Eppure, non è il momento di rallentare. Gli esperti avvertono che, per mantenere la traiettoria verso gli obiettivi di neutralità climatica, serviranno investimenti massicci in tecnologie di stoccaggio, batterie e reti intelligenti. Occorre inoltre garantire che l’energia pulita sia accessibile e affidabile in ogni parte del mondo, evitando che le economie emergenti restino indietro nella corsa alla decarbonizzazione.

Per capire la portata di questo cambiamento, possiamo immaginare la transizione energetica come una corsa automobilistica. Per decenni, il motore a combustibili fossili è stato l’unico in grado di spingere l’auto della crescita globale. Ora, però, il motore elettrico, alimentato principalmente dal vento e dal sole, ha superato la velocità del vecchio propulsore, dimostrando di poter sostenere l’intera corsa da solo. È il momento in cui l’umanità, per la prima volta, può davvero allentare la presa sull’acceleratore fossile e affidarsi alla forza inesauribile della natura.

La strada verso il futuro è ancora lunga, ma questo traguardo è un altro segnale potente: il cambiamento è già iniziato, e non è più un’utopia. È un progresso reale, misurabile, luminoso come il sole che lo alimenta.

Riccardo Pallotta

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