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L’antica arte giapponese per trapiantare alberi antichi senza danni

Il suo nome è Nemawashi ovvero “Girare attorno alle radici”

Esiste nella tradizione giapponese una tecnica per preparare gli alberi grandi al trapianto. Il suo nome è Nemawashi dove “ne” sta per “radici” e “mawashi” per “girare attorno”. Da qui il significato combinato di “girare attorno alle radici”. Si tratta quindi di una tecnica tradizionale usata in ambito di giardinaggio. Per cui anziché procedere con l’abbattimento di alberi, come spesso si vede accadere in Italia, in Giappone gli alberi sono molto più rispettati. Ma come si agisce nello specifico? In primis, è d’uso preparare l’albero al trapianto. Questo è un passaggio che non avviene bruscamente, né in tempi stretti, bensì gradualmente al fine di minimizzare lo shock del cambiamento aumentando così le probabilità di sopravvivenza. Una filosofia, questa, che trasmette un profondo rispetto per la natura e per i suoi ritmi “lenti”.

Approfondendo l’argomento si apprende che il primo step è rappresentato da uno scavo attorno alle radici più grandi. A questo fa seguito un’operazione di potatura controllata delle radici. Viene poi il tempo dell’attesa: l’albero viene cioè irrigato e lasciato sul posto al fine di consentirgli di abituarsi al nuovo assetto. Una volta che l’albero in questione avrà sviluppato nuovi radicamenti si darà il via al trapianto in altra area nel pieno rispetto del nuovo apparato radicale. Questo iter, che può andare da qualche mese ad un anno, sembra sia in grado di garantire un significativo aumento dei casi di sopravvivenza degli alberi oggetto di trapianto. Una pratica, questa, usata dunque per spostare alberi antichi minimizzando il rischio di danni alle radici e quindi all’albero.      

Maria Teresa Biscarini

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