Sindrome di Dorian Gray : i timori che si celano dietro il passare del tempo
L’hanno chiamata “Sindrome di Dorian Gray” sulla scia del celebre romanzo di Oscar Wilde. Ma se il personaggio di fantasia riesce a mantenere intatta la sua immagine nel tempo, scendendo a patti con il diavolo, l’uomo moderno vive questa sindrome in altro modo. A darcene cognizione è un’Ansa recente che addirittura dichiara quanto segue: “la sindrome di Dorian Gray colpisce un italiano su due”. Ma in cosa si manifesta praticamente questa sindrome moderna?
In primis, c’è una profonda paura di invecchiare e di perdere attrattività fisica. Una paura che poi si riverbera in forme quasi ossessive per il mantenimento dell’eterna giovinezza. E le prove ce le abbiamo di fronte ogni giorno, verrebbe da dire. Si va infatti dai filtri che vengono inseriti nelle immagini per apparire più giovani e in forma, ai cosiddetti filler che attenuano le rughe alterando però spesso anche i lineamenti fino ai veri e propri interventi chirurgici. E questa è una tendenza che, stando a quanto riportato dai principali organi di stampa, vale tanto per gli uomini che per le donne. Quindi una sindrome senza differenze di genere.
Scavando ancora più a fondo, oltre al timore di perdere attrattività fisica, dietro a questi sforzi maniacali per contrastare i segni del tempo, si cela però anche un’altra paura. Quella cioè di perdere utilità sociale e valore personale all’interno del contesto sociale. Quindi oltre alla resistenza patologica verso il naturale processo di maturazione psicofisica, tale sindrome mette in luce pure una società legata in modo esasperato alla cultura dell’immagine e al potere sociale. E la cosa che deve fare riflettere ancora di più è che un italiano/a su due sembra rientrare all’interno di questo target di “figli” di Dorian Gray.
Maria Teresa Biscarini


