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La pigrizia creativa di Natalia Ginzburg

La singolare galleria di “mostri sacri” dal titolo “Primi Piani”

Anni fa è uscito con Mondadori un libro dal titolo “Primi Piani”, a firma Domenico Porzio, a cui Enzo Biagi ha fatto la prefazione. Ed è qui che Biagi dichiara quanto segue: “Porzio ha una rara qualità: sa ascoltare. Non si sovrappone: registra. Ha un suo metro nel giudizio, ma non lo esibisce”. Eppure Domenico Porzio è stato medico anche se vantava una più che trentennale esperienza a contatto con le redazioni. Ebbene è proprio grazie a questa sua non così comune capacità di ascolto se oggi ci sono stati tramandati i suoi “primi piani” su alcuni mostri sacri del ‘900, tra cui una nutrita schiera di figure femminili. Tra queste non si può non menzionare la scrittrice e giornalista Natalia Ginzburg, su cui, a torto o a ragione, l’autore credeva di sapere molto e invece …

“Credevo – è sempre Porzio a dire – che una informazione su Natalia Ginzburg mi sarebbe stata facile darla ai lettori. E ora mi accorgo che non la conosco”. Per accingersi a scrivere dell’autrice del celebre “Lessico famigliare”, Porzio rivisita i suoi libri, ma anche gli appunti, nonché ritagli di giornali. Da qui l’illuminazione che può racchiudersi in questa scoperta: “pochi scrittori hanno, quanto lei, usato la pagina come veicolo di confessione”. Ne discende, a dire di Porzio, che non c’è quasi argomento che non sia stato da lei presentato come un fatto personale, offerto come esperienza della sua vita affettiva o intellettuale. Ma “autobiografandosi la Ginzburg finge di parlare di sé, mentre in realtà parla di altro.

I suoi romanzi, sottolinea Porzio, li scrive tra un caffè e una sigaretta, nel soggiorno di casa. Del resto, citando testualmente, “svogliata e pigra lo è, tanto che il suo ideale di vita sarebbe trascorrere le giornate fantasticando nella più completa inerzia. Una sorta di “otium”, il suo, da intendersi però alla maniera latina: quindi non dolce far niente ma liberazione dagli affari quotidiani per dedicarsi alla creazione. Del resto, leggendo i suoi articoli, arriva la sua disinvoltura con cui riesce ad affrontare gli argomenti più disparati. Scrive infatti di cinema e psicoanalisi, di ideali politici e femminismo, ma anche di Dio e della morte, di amore e di tanto altro ancora.

“Per quel poco che so di Natalia – chiosa l’autore – credo che il suo segreto alla base del successo, stia nella sua drammatica pigrizia. Infatti giacchè per pigrizia ella esce malvolentieri di casa, né per pigrizia fa vita mondana o sportiva, ha molto tempo libero. “Fin da ragazza – è lei stessa a scrivere – per difendermi dalla pigrizia lavoravo con furia e vertigine”. Così per vincere l’atavica nemica in perenne agguato alle spalle, la Ginzburg scrive romanzi, è divenuta giornalista, commediografa e saggista. “E’ chiaro – conclude Porzio – che per essere così pigri è necessaria una salute di ferro e Natalia ce l’ha avuta”.       

Maria Teresa Biscarini

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