Nel cuore dell’Umbria, tra le colline della provincia di Terni, esiste un luogo capace di trasportare il visitatore indietro di milioni di anni. È la Foresta Fossile di Dunarobba, uno dei siti paleobotanici più sorprendenti d’Europa, dove giganteschi tronchi di alberi antichissimi emergono ancora dal terreno, come silenziosi testimoni di un mondo scomparso.
Uno straordinario patrimonio naturale
La scoperta di questo straordinario patrimonio naturale risale alla fine degli anni Settanta, quando durante lavori di estrazione dell’argilla in una cava della zona, furono scoperti grandi tronchi scuri e massicci. Ciò che inizialmente appariva come un semplice deposito naturale si rivelò presto qualcosa di molto più importante: i resti di una foresta vissuta trail Pliocene e l’inizio del Pleistocene, circa due o tre milioni di anni fa.
La particolarità di Dunarobba è sorprendente. A differenza della maggior parte delle foreste fossili, in cui il legno si è trasformato completamente in pietra, qui i tronchi sono rimasti in gran parte lignei. Non si tratta quindi di pietra fossilizzata, ma di legno antico conservato grazie a condizioni ambientali eccezionali. Gli alberi furono probabilmente sepolti rapidamente da sedimenti argillosi in un ambiente paludoso che impedì il contatto con l’ossigeno e rallentò il processo di decomposizione.
Oggi nel sito si possono osservare numerosi tronchi ancora in posizione verticale, alti fino a otto metri e con diametri che raggiungono anche uno o due metri. Questa posizione eretta dimostra che gli alberi non furono trasportati da corsi d’acqua o da eventi catastrofici, ma morirono esattamente nel luogo in cui crescevano, in una vasta pianura umida popolata da imponenti conifere simili alle attuali sequoie.
Immaginare il paesaggio di quell’epoca significa ricostruire un ambiente molto diverso dall’Umbria di oggi. Milioni di anni fa il clima era più caldo e umido, quasi subtropicale, e la regione era occupata da ampie zone paludose e lagunari, dove prosperavano foreste rigogliose. La foresta fossile rappresenta oggi una preziosa finestra sul passato della Terra. Gli studiosi utilizzano questi tronchi per comprendere meglio i cambiamenti climatici, l’evoluzione della vegetazione e la storia geologica dell’Italia centrale.
Le ricerche più recenti impiegano anche tecnologie avanzate, come scansioni tridimensionali, per monitorare lo stato di conservazione dei tronchi senza danneggiarli.

Per la sua eccezionale importanza scientifica e naturalistica, la Foresta Fossile di Dunarobba è considerata un geosito di rilevanza internazionale e uno dei più importanti esempi al mondo di foresta fossile con alberi conservati in posizione verticali come lo erano in vita. Per proteggere questo patrimonio unico, il sito è stato coperto da una grande struttura che consente di osservare da vicino i tronchi mantenendoli al riparo dalle intemperie. Le visite avvengono esclusivamente con guide specializzate e comprendono anche il Centro di Paleontologia Vegetale, dove pannelli e modelli illustrano l’ambiente e il clima di milioni di anni fa.
Come arrivare
La Foresta Fossile si trova in località Dunarobba, nel comune di Avigliano Umbro, in provincia di Terni.
In automobile è facilmente raggiungibile percorrendo l’autostrada A1 e uscendo a Orte, per poi proseguire verso Terni e Avigliano Umbro seguendo le indicazioni per Dunarobba.
Chi proviene da Perugia o dal centro dell’Umbria può utilizzare la Strada E45 fino all’uscita Todi – Orvieto e proseguire verso Avigliano Umbro.
Con i mezzi pubblici la stazione ferroviaria più vicina è Terni oppure Orte, entrambe collegate con Roma e Firenze. Da qui è possibile raggiungere Avigliano Umbro con autobus di linea e poi proseguire con taxi o mezzi locali fino al sito.
Visitare la Foresta Fossile di Dunarobba significa vivere un’esperienza quasi surreale: ci si trova davanti a giganti silenziosi che hanno attraversato milioni di anni di storia, sopravvivendo ai cambiamenti della Terra e arrivando fino a noi. In un’epoca in cui il rapporto tra uomo e natura è sempre più fragile, questo luogo ricorda quanto il tempo della Terra sia profondo e quanto sia prezioso custodirne le tracce.
Rosa Maria Garofalo


