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La Festa dei Ceri di Gubbio

Tra le manifestazioni italiane più celebrate uno dei primi posti lo occupa sicuramente la corsa dei ceri a Gubbio.

La “Corsa dei Ceri” è una delle manifestazioni popolari più celebri e affascinanti d’Italia. Si svolge a Gubbio, splendida città medievale dell’Umbria, in provincia di Perugia, e rappresenta da secoli il cuore pulsante dell’identità eugubina.

Questa antichissima festa, che affonda le sue radici in quasi mille anni di storia, si celebra ogni anno il 15 maggio, vigilia della ricorrenza della morte del patrono della città, Sant’Ubaldo. La tradizione è legata anche a un importante episodio storico: la vittoria ottenuta da Gubbio nel 1151 contro un esercito formato da soldati provenienti da undici Comuni limitrofi. Secondo la credenza popolare, fu proprio l’intercessione di Sant’Ubaldo a proteggere e salvare la città.

I Ceri, divenuti simbolo stesso della Regione Umbria, sono tre imponenti strutture lignee costituite da due tronchi ottagonali cavi. Ognuno, privo della statua posta sulla sommità, raggiunge circa quattro metri d’altezza e pesa complessivamente quasi quattro quintali. In cima ai tre Ceri svettano le statue di Sant’Ubaldo, protettore dei muratori, di San Giorgio, patrono dei commercianti, e di Sant’Antonio Abate, protettore dei contadini e degli studenti.

La festa culmina nella spettacolare corsa che prende il via subito dopo la benedizione del vescovo. I ceraioli, trasportando i giganteschi Ceri sulle spalle, partono da Palazzo dei Consoli per raggiungere il Monte Ingino, dove sorge la Basilica dedicata al Santo Patrono. Il percorso si sviluppa per circa quattro chilometri e trecento metri, tra salite, curve e strade gremite di folla.

Ogni Cero viene sostenuto da dieci ceraioli che, durante la corsa, si alternano frequentemente. Per alleggerire il peso, ciascuno appoggia spesso il braccio libero sulle spalle di un aiutante chiamato “braccere”. Ogni gruppo è preceduto dal Primo Capitano e dal Trombettiere, entrambi a cavallo, mentre il Secondo Capitano segue a piedi con la spada sguainata. I cambi dei portatori avvengono mediamente ogni cento metri.

Le tre squadre si distinguono anche per le caratteristiche divise: pantaloni bianchi per tutti, camicia gialla per i santubaldari, azzurra per i sangiorgiari e nera per i santantoniari. Completano l’abbigliamento il fazzoletto sulle spalle, la fascia rossa in vita e il tradizionale fez dello stesso colore.

La vittoria spetta al Cero che riesce per primo a raggiungere e chiudere il portone del convento di Sant’Ubaldo.

Il coinvolgimento della popolazione è totale e l’atmosfera che si respira è straordinaria. Le strade della città si riempiono di migliaia di persone che seguono con entusiasmo la corsa, tra canti, salti e il suono incessante delle bande musicali che accompagnano la festa fino a notte fonda.

Quella dei Ceri è una tradizione unica al mondo, capace ogni anno di richiamare a Gubbio visitatori e turisti provenienti da ogni parte del pianeta, affascinati da un rito che unisce fede, storia, passione e appartenenza popolare.

Bruna Fiorentino

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