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Arte & Cultura

La Cittadella e il primo tricolore d’Italia

La Cittadella è stata ispirazione di una delle poesie più iconiche di Giosuè Carducci 

Chi ha superato i cinquant’anni d’età, alle scuole elementari si è certamente trovato di fronte a quella poesia (da impararre rigorosamente a memoria) che, ad un certo punto della sua immensa lunghezza, faceva così: “(…) Innanzi a tutti, o nobile Piemonte, quei che a Sfacteria dorme e in Alessandria diè a l’aure primo il tricolor, Santorre di Santarosa (…)”.

Si tratta di “Piemonte”, scritta da Giosuè Carducci: quella citazione ad Alessandria, città piemontese dove già “si sente il mare”, come citava una canzone interpretata da De Andrè, Fossati e De Gregori, è legata ad un fondamentale episodio della nostra storia, relativo alla prima apparizione della bandiera tricolore italiana, sventolante. Questa prima apparizione avvenne nella Cittadella di Alessandria: imponente, geometrica, quasi perfetta nella sua struttura difensiva, la Cittadella rappresenta uno dei complessi militari più straordinari d’Europa e uno dei simboli storici più significativi del Piemonte. Situata sulla riva sinistra del Tanaro, di fronte al centro storico della città, la fortezza racconta quasi tre secoli di storia militare e nazionale.

La costruzione della Cittadella iniziò nel 1732 per volontà di Carlo Emanuele III di Savoia, re di Sardegna, che desiderava rafforzare il sistema difensivo dello Stato sabaudo in una posizione strategica della pianura padana. Il progetto fu affidato all’ingegnere militare Ignazio Bertola, che ideò una poderosa fortificazione a pianta stellare esagonale, con bastioni, fossati e una rete di gallerie sotterranee progettate per resistere agli assedi e controllare il territorio circostante.

Non si trattava soltanto di una fortezza: la Cittadella era una vera e propria città militare. Al suo interno trovavano spazio caserme, depositi di munizioni, magazzini, officine e alloggi per migliaia di soldati. Per dimensioni e complessità rappresentava uno dei più avanzati esempi di architettura militare del Settecento europeo.

Ma la Cittadella di Alessandria è ricordata soprattutto per un episodio che la lega profondamente alla storia nazionale. Nel 1821, durante i moti liberali che attraversarono il Piemonte e l’intero Regno di Sardegna, proprio qui venne fatto sventolare per la prima volta il tricolore italiano come simbolo politico e patriottico. Quel gesto, compiuto dai militari e dai patrioti coinvolti nella rivolta costituzionale, trasformò la fortezza in un luogo simbolo delle aspirazioni di libertà e unità che avrebbero animato il Risorgimento.

Il vessillo verde, bianco e rosso,  destinato a diventare la bandiera dell’Italia unita, trovò quindi nella Cittadella uno dei suoi primi momenti di affermazione pubblica. Un segno forte, destinato a entrare nella memoria storica del Paese.

Nel corso dei secoli la fortezza ha attraversato numerose vicende: dalle guerre napoleoniche alle trasformazioni dell’Italia unita, mantenendo per lungo tempo un ruolo militare attivo. Oggi la Cittadella resta uno dei complessi fortificati meglio conservati d’Europa e costituisce un patrimonio storico e architettonico di grande valore.

Le sue mura monumentali non raccontano soltanto strategie difensive e ingegneria militare, ma custodiscono anche uno dei momenti simbolici della nascita dell’identità nazionale italiana. Tra bastioni e fossati, infatti, prese forma uno dei primi gesti concreti di quell’ideale di unità che avrebbe portato, qualche decennio più tardi, alla nascita dell’Italia.

Fabio Buffa

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