Gabriele D’Annunzio 105 anni fa ordinò la realizzazione di uno dei complessi monumentali più maestosi d’Italia il Vittoriale
105 anni fa iniziarono i lavori per la realizzazione di uno dei complessi monumentali più maestosi e affascinanti presenti sul territorio nazionale: parliamo del Vittoriale degli italiani, eretto per volontà di Gabriele D’Annunzio a partire dal 1921.
Questa vera opera d’arte si trova a Gardone Riviera, in provincia di Brescia, una delle principali località turistiche del Lago di Garda.
Il poeta abruzzese, alcuni anni prima, aveva soggiornato proprio in questa località ed era rimasto estasiato dal panorama che dall’altura di Gardone si estende fino al lago: una veduta mozzafiato, con lo straordinario effetto cromatico, dal verde all’azzurro, che crea la combinazione tra acqua e vegetazione.
Così convocò l’architetto trentino Giancarlo Moroni per la realizzazione di questo faraonico progetto, che doveva diventare la memoria della vita del poeta-soldato, delle sue imprese e quelle dei militari italiani durante la Prima Guerra Mondiale.
Il Vittoriale è visitato da circa 260 mila turisti all’anno: sono sono numerose le iniziative (musicali e culturali) che vengono organizzate in questo contesto, dove ogni forma di arte crea un’atmosfera magica difficilmente replicabile altrove.
Rappresenta un mondo a sé, che trova un’armonia assoluta con il contesto paesaggistico che lo circonda: all’interno del Vittoriale troviamo giardini, sentieri, vie, piazzette, corsi d’acqua, un anfiteatro e un mausoleo, dove è seppellito D’Annunzio, l’architetto Moroni e dieci militari della Prima Guerra Mondiale.
Rifugio di bellezza e di raccoglimento, dove il Vate viveva con i suoi sogni e i suoi fantasmi, cullando pensieri amorosi per le donne che ne hanno aggrovigliato la mente: trovimo le lettere scritte alla sua Musa Lisa Baccara (pianista) e all’amante (probabilmente mai veramente ricambiato) Luisa Casati Stampa.
In uno dei numerosi giradini del Vittoriale troviamo anche la tomba della figlia di D’Annunzio, Renata Montanarella, nata dalla relazione con la contessa Maria Gravina Cruyllas.
La limonaia con il belvedere, l’aereo SVA del Vate, la nave militare Puglia, il motoscafo silurante Mas 96, poi le automobili utilizzate dal poeta, portici e sculture, sono altre attrazioni della parte esterna del Vittoriale.
Negli interni troviamo, praticamente intatte, tutte le stanze in cui viveva D’Annunzio, con mobili e oggetti utilizzati dallo stesso.
Il 12 settembre 1927 D’Annunzio presentò la propria opera “La figlia di Iorio”, la tragedia in tre atti che inaugurò la vocazione teatrale della struttura esterna.
Gabriele D’annunzio morirà proprio al Vittoriale, nella cucina della sua casa, all’ora di cena del 1 marzo 1938.
Buffa Fabio


