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Arte & Cultura

Il monastero delle clarisse eremite

Monastero delle Clarisse eremite: un luogo dove storia e leggenda si incontrano

Il monastero delle clarisse eremite situato a Fara in Sabina, in provincia di Rieti.

Questo monastero ha sede in uno storico castello le cui origini risalgano all’alto Medioevo e le cui vicende sono legate per molti secoli alla vicina abbazia di Farfa.

Distrutto dai Saraceni nel 600 risorse più rigoglioso e ricco ma nel 1082 fu conquistato dall’imperatore Enrico IV che lo donò ai monaci.

Nel 1137 subì una seconda distruzione da parte dell’esercito Alemanno di Lotario II che gli diede fuoco.

Ricostruito di nuovo dal 1400 divenne dimora dell’abate commendatario di Farda passando di famiglia in famiglia tra cui gli Orsini, i Della Rovere e i Savelli.

Nel XVII secolo il cardinale Francesco Barberini riorganizzo il complesso di edifici costituiti dalla fortezza e dalle costruzioni adiacenti delimitando il terreno antistante con il muro di cinta, per isolarne la clausura dovendo fondarvi nel 1673 il monastero delle Clarisse eremite per cui dettò le costituzioni che rimasero in vigore fino al 1963.

Gli interni del castello medievale ospitano l’antica cucina del XV secolo, il vecchio refettorio, un coro del XVII secolo, una stanza contenente 17 corpi di monache completamente incorrotti rimasti tali dalla fine del 1700 e il museo del silenzio.

E proprio le monache sono forse la caratteristica più particolare del Monastero.

Questi corpi si presentano essiccati e i lineamenti del viso sono ancora pienamente espressi.

Sono stati ritrovati quando, una volta revocati i permessi per mantenere i cimiteri all’interno dei monasteri, vennero aperti i loculi per trasferire le monache al cimitero comunale.

La spiegazione di questo fenomeno non essendo mai intervenuta la mano dell’uomo è considerata soprannaturale e per questo varie comunità del luogo le hanno sempre venerate.

I corpi sono posizionati come un coro in preghiera e ad eccezione di due monache sedute per via dell’eccessivo deterioramento le altre sono in posizione eretta sostenute da corte fissate alla parete.

Unghie di mani e piedi sono intatti e alcuni di loro conservano tutti i denti o parte di essi e altre persino la lingua.

Benedetta Giovannetti

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