Ristoranti comunità: le quattro location aperte su iniziativa della rock-star Jon Bon Jovi
Si chiama “ristorante di comunità”, dall’inglese Soul Kitchen, e il suo ideatore è la rock-star statunitense Jon Bon Jovi. Vediamo quindi come funziona questo esperimento di successo che, ad oggi conta già quattro location. Scorrendo le informazioni diffuse tramite la pagina web ufficiale, di cui al presente link, il JBJ Soul Kitchen è un ristorante comunitario senza scopo di lucro fondato dalla Jon Bon Jovi Soul Foundation. Il meccanismo è tale che gli avventori si possono idealmente distinguere in due maxi categorie. Da un canto ci sono i clienti paganti ai quali viene chiesto di contribuire con un “Pay it forward”, così da coprire i costi di coloro che invece non possono pagare. Dall’altro lato ci sono le persone più bisognose che non pagano per mangiare, ma che prestano servizi nel locale a titolo di volontariato. Un circuito virtuoso che peraltro è stato realizzato senza mettere in difficoltà le persone.
Il loro menù infatti non riporta prezzi di listino ma un pasto caldo di tre portate è ugualmente garantito. I piatti, viste le location, si basano sulla cucina regionale americana; per cui si parte da una zuppa o un’insalata al quale si aggiunge, a scelta, un piatto principale a base di pesce, carne o vegetariano. Dulcis in fundo: dessert fresco o un frutto a scelta. Gli chef preparano altresì molti dei piatti con ingredienti naturali e di provenienza locale, con aggiornamento dei menù a cadenza bi-settimanale. Per ricevere altre informazioni viene consigliato di passare al ristorante durante gli orari di apertura o di prendere contatti diretti via e-mail tramite il seguente indirizzo dedicato: info@jbjsoulkitchen.org Indubbiamente una bella iniziativa che meriterebbe di essere replicata anche altrove, compresa l’Italia. Si contribuirebbe così a fare girare l’economia e a promuovere il benessere tra le persone che possono, al contempo, ricevere un buon pasto, intrecciando relazioni e collaborando con altre realtà associative a sfondo sociale.
Maria Teresa Biscarini


