Image default
Arte & Cultura

Gurnèa, un regalo ai samideani di tutto il mondo

Gurnèa, un regalo ai samideani di tutto il mondo

È di qualche settimana una nuova pubblicazione dello scrittore Bruno Cimino dal titolo “Gurnèa, Historio de malamikoj, herooj kaj fantomoj”

Il libro Gurnèa, già alla seconda edizione, si presenta ora tradotto in esperanto a cura del professor Giorgio Denti ed è stato pubblicato da Amazon. Molti sanno che questa lingua ha la legittima pretesa di voler trovare accoglimento nelle società civili di tutto il mondo per comunicare senza essere dominati da una sola.

Si sa, l’inglese colonizza tutto della vita, delle attività dell’uomo e del suo divenire in ogni settore: scienza, tecnologia, istruzione, ambiente, alimentazione, politicizzando e indirizzandone gli obiettivi.

L’esperanto si pone come una lingua che assume un significato di massima parità e rispetto reciproco tra le persone, come ha scritto Bruno Cimino: “né per te né per me”, rispettando, cioè, quello che si potrebbe definire un’uguaglianza comunicativa o uno degli aspetti di equità sociale che da secoli si vuole raggiungere tra i popoli.

Scrive Cimino in un suo post: “Siamo sui libri paga di una sola potenza mondiale, economicamente minacciati, inermi e impotenti, sottomessi ad un plagio linguistico che ogni giorno ci costringe ad inserire nel nostro vocabolario decine e decine di termini.

Ma nulla dura per sempre. Pensiamo, ad esempio al nostro latino che era e rimane una lingua nobile! Ovviamente nessun paragone, il latino era destinato ad acculturare e civilizzare tutto il mondo”.

Ciò premesso questa versione in esperanto del romanzo Gurnèa è un contributo di Bruno Cimino alla divulgazione di questa lingua e agli esperantisti di tutto il mondo, denominati dal suo fondatore Ludwik Lejzer Zamenhof (Białystok, 15 dicembre 1859 – Varsavia, 14 aprile 1917) “samideani”.

Sui contenuti del libro siamo di fronte ad un rispettabile lavoro letterario, dove storia, sentimenti, valori sociali e fantasia si intrecciamo per godere di una lettura che ripercorre seicento anni, dal Medioevo ad un futuro auspicabile.

Gurnèa, che in dialetto calabrese vuol dire pozzanghera, racconta un pezzo di storia medioevale durante la disputa tra Aragonesi e Angioini impegnati a contendersi con i loro eserciti il dominio sul Meridione d’Italia.

Ma è anche una storia d’amore perché tra personaggi realmente esisti ed altri nati dalla fantasia dell’autore si intrecciano una serie di situazioni che testimoniano valori assoluti di amicizia, onestà, rispetto, lealtà e attaccamento alla propria terra, qualità annichilite nei tempi che stiamo vivendo

Il luogo in cui si sviluppa il racconto è Tropea, stupenda località turistica calabrese.

Bruna Fiorentino

Altri articoli