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Gli ultimi scrittori dopo l’avvento dell’A.I.

Gli scrittori dopo l’avvento dell’Intelligenza Artificiale

Ogni tentativo per conservare la ricchezza di quei libri che hanno accompagnato molte generazioni sarà un atto di eroica resilienza.

Tuttavia, non ci sono speranze per fermare l’A.I. poiché dove si impone danneggia i valori della vita.

In particolare, in tema di letteratura, la fine delle pubblicazioni “originali”, ossia nate dall’ingegno letterario dall’uomo, è databile non oltre il 2030.

Dopo questa data, la stesura creativa stessa cambierà. Qualunque libro sarà pubblicato nessuno potrà mai dimostrare l’originalità creativa dello scrittore.

Con questo non si vuole demonizzare tutta l’A.I., ma i palpiti emozionali non saranno più quelli che sino ad oggi hanno dato vita a correnti letterarie verso cui sono confluiti quei valori artistici che, tuttavia, rimarranno immortali perché nessuna A.I. avrà la forza di obliare.

Tuttavia, la creatività degli scrittori non è destinata a scomparire, ma a trasformarsi. L’intelligenza artificiale diventerà sempre più uno strumento di supporto, capace di facilitare la ricerca, suggerire strutture narrative e accelerare i processi tecnici della composizione. Ciò che resterà insostituibile sarà la capacità umana di dare significato alle parole, di esprimere conflitti interiori e di raccontare l’irriducibile complessità dell’esistenza.

Per molti studiosi (è come chiedere all’oste com’è il vino) l’A.I. non rappresenterebbe una minaccia, ma una sfida culturale che costringerà gli scrittori a riscoprire la propria capacità creativa e a distinguersi non per la quantità, ma per la profondità della visione.

In ultima analisi il futuro della letteratura dipenderà da come gli autori sapranno utilizzare la tecnologia senza rinunciare alla propria umanità, trasformando l’A. I. da potenziale concorrente in alleata della creazione.

È opinione di chi scrive che l’evidente punto interrogativo rimarrà tale perché è impossibile stabilire se le grandi espressioni, che per secoli hanno suscitato immense emozioni nell’animo umano, potranno essere sostituite da pari ispirazioni.

Come fai a superare quel “M’illumino d’immenso”, “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura che la dritta via era smarrita”, “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie“, “Stolto chi pensa che tanto amor nel nulla perisca, perché d’amor si nutre la vita che altra realtà non le è data”, “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi…”,”Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.”.

E se tutto questo non fosse sufficiente è perché “Fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e canoscenza”.

Insomma, non potremo mai dimenticare che “In principio era il verbo”.

Bruna Fiorentino

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