L’ultimo gruppo di silvidi appartenenti al genere Curruca è quello degli Occhiocotti
L’ultimo gruppo di silvidi appartenenti al genere Curruca è quello degli Occhiocotti. Il loro buffo nome italiano deriva dal fatto di possedere un anello perioculare di colore rosso intenso, carattere peraltro condiviso con altri uccelli di questo genere come le magnanine. In Italia sono tre le specie finora segnalate nella checklist nazionale, di cui due accidentali.
Quella invece comune è l’Occhiocotto (C. melanocephala), uccello diffuso in tutto il centro-sud della penisola in zone di macchia mediterranea, con isolate presenze nelle prealpi padane nelle cosiddette “aree xerotermiche”, caratterizzate da clima più caldo e secco rispetto alle zone circostanti. Simile alle bigie, presenta un piumaggio grigio ardesia superiormente, leggermente più chiaro nelle parti inferiori, con gola bianca candida e un tipico cappuccio nero da cui spicca il caratteristico occhio rosso. La femmina ha colore più brunastro e cappuccio grigio ardesia. Molto elusivo nel folto dei cespugli, è più facile sentirne i versi e il canto.
L’Occhiocotto di Menetries (C. mystacea) è una specie accidentale che vanta finora una sola osservazione in Italia, un individuo catturato e inanellato a Ponza nel 2007. Presenta una colorazione meno intensa di calotta e dorso e parti inferiori e gola sfumate di rosa e salmone, con un baffo bianco che lo rendono simile a una sterpazzolina.
Infine anche dell’Occhiocotto di Cipro (C. melanothorax) esiste una sola osservazione validata nel nostro paese, di un individuo a sua volta inanellato nella vicina Ventotene nel 2004. Inconfondibile, presenta un piumaggio molto scuro, quasi nero, superiormente che si confonde quasi con il cappuccio, parti inferiori sfumate di grigio e un evidente baffo bianco “sporco”. A differenza degli altri due occhiocotti che possiedono becco grigio uniforme, in questa specie risulta bicolore, scuro sopra, mentre la mandibola è arancione con punta nera.
Daniele Capello


