La Terra come punto di partenza, quattro giorni tra ambiente, scienza e cultura
La Terra come punto di partenza. Il suolo che sostiene le città, produce cibo, conserva carbonio, ospita biodiversità e determina, in modo sempre più evidente, la qualità della nostra vita. È da qui che riparte Eco Sanfra, il festival dedicato alla sostenibilità economica, ambientale e sociale che, nella sua terza edizione, sceglie “Madre Terra” come bussola culturale. Dopo le precedenti edizioni dedicate a “Sorella Acqua” e “Frate Sole”, la manifestazione ispirata al Cantico delle Creature di San Francesco attraversa l’Umbria e arriva al suo momento centrale a Perugia, dal 24 al 27 settembre 2026. Il festival è già partito. Dopo l’anteprima di Assisi del 18 settembre, con lo spettacolo Occhi e Gabbie, il programma perugino concentrerà in quattro giornate incontri, lectio, panel, documentari, teatro e momenti di confronto. La manifestazione si concluderà poi il 2 ottobre a Terni con Roberto Mercadini. A Perugia gli appuntamenti attraverseranno diversi luoghi della città: dal Teatro Morlacchi all’Auditorium San Francesco al Prato, dalla Fondazione Perugia al Centro Servizi Camerali Galeazzo Alessi, passando per il Teatro Pavone, la Sala dei Notari, i Giardini Carducci e il Complesso Monumentale di San Pietro. Una scelta coerente con la natura itinerante del festival: la sostenibilità non viene raccontata come un tema confinato a una conferenza, ma come qualcosa che riguarda il modo in cui abitiamo città e territori, produciamo valore, utilizziamo il suolo e costruiamo relazioni.
Quattro giorni, quattro modi di guardare la Terra
Il programma di questa edizione segue un percorso che cambia prospettiva ogni giorno. Si parte dallo spazio, per osservare il pianeta da lontano e capire meglio la sua fragilità; si passa alla custodia della Terra, affrontando transizione ecologica e finanza; si arriva all’idea di abitare il pianeta, con suolo, filiere produttive, cibo e sprechi; infine si torna al cammino, inteso come strumento per conoscere e rigenerare i territori. È un percorso che tiene insieme discipline apparentemente lontane, come scienza e filosofia, economia e ambiente, tecnologia e cultura finiscono così nello stesso programma.
Edwige Pezzulli, lo spazio e la Terra vista da lontano
La giornata di apertura, giovedì 24 settembre, parte proprio dallo spazio. Alle 9.30, all’Auditorium San Francesco al Prato, Edwige Pezzulli, astrofisica, comunicatrice scientifica e autrice di Superquark, sarà protagonista della lectio La Terra vista dallo spazio, pensata per le scuole primarie e secondarie di primo grado. Con lei ci sarà il capitano Andrea Patassa, astronauta dell’ESA. L’obiettivo è cambiare il punto di osservazione: guardare la Terra da molto lontano per riconoscerne unicità e fragilità. La stessa mattina, alla Fondazione Perugia, si parlerà di Umbria Aerospace Cluster, mentre il progetto CAOS di Università degli Studi di Perugia e INFN porterà il pubblico dentro le sfide scientifiche dell’Einstein Telescope, dalle tecnologie per l’isolamento sismico alla capacità di misurare spostamenti infinitesimali. Alle 11 si parlerà invece di città e consumo di suolo con Abitare la Terra, senza consumarla, un confronto dedicato alla possibilità di rigenerare gli spazi urbani anche attraverso il riutilizzo degli ambienti ipogei. Nel pomeriggio arriverà il Progetto GAIA, sistema di sensori intelligenti e dati in tempo reale pensato per monitorare territorio, verde urbano ed edifici pubblici. Poi il dibattito sulla sicurezza del suolo e sulla percezione del rischio e, alle 17.30, Il pianeta che vogliamo: comunicare per cambiare, con Caroladivù, Angelica De Vito e Carlotta Sarina, in arte DJ Lotta. A chiudere la giornata sarà il teatro. Alle 21, a San Francesco al Prato, Mario Acampa porterà in scena Madre Patria – Dialoghi con Rudolf / Processo a Nureyev, con Elisa Lombardi e le coreografie della compagnia EgriBiancoDanza. Lo spettacolo, dedicato alla fuga di Nureyev dall’Unione Sovietica e al successivo processo per alto tradimento, diventa anche una riflessione sul rapporto tra identità e libertà.
Sarah Finch e il confronto sul futuro del suolo
Venerdì 25 settembre il festival sposta il proprio baricentro sul suolo e sulla sua capacità di custodire il futuro. La mattina sarà dedicata al Carbon Farming, con il convegno internazionale promosso da PEFC Italia dedicato al ruolo del carbonio presente nei terreni come possibile leva per agricoltura, clima e territori. Il confronto coinvolgerà ricercatori e rappresentanti del mondo agricolo e della ricerca, tra cui Margherita Caggiano, Ilaria Falconi, Roberta Papili, Alessandro Sdoga, Rosa Mosquera, Luisa Massaccesi e Antonio Brunori. Alle 11.30 arriverà uno degli ospiti internazionali più attesi dell’edizione: Sarah Finch, attivista britannica e vincitrice del Goldman Environmental Prize 2026, riconoscimento internazionale dedicato all’attivismo ambientale. Finch, co-fondatrice della rete Weald Climate Group, dialogherà con Angelica De Vito, consulente ONU per le migrazioni climatiche. L’incontro partirà da esperienze concrete di difesa dei territori per arrivare al rapporto tra ambiente, diritti e partecipazione democratica. Il pomeriggio sarà dedicato alla finanza etica e sostenibile, in collaborazione con il Forum per la Finanza Sostenibile. Al centro ci sarà una domanda molto concreta: come possono banche, investitori e istituzioni orientare le risorse economiche verso una transizione ecologica? Un appuntamento che porta il dibattito sulla sostenibilità fuori dal solo terreno ambientale, affrontando il rapporto tra capitale, imprese e trasformazione dei territori. Sempre venerdì prenderà il via Eco Visioni, rassegna cinematografica dedicata ai grandi temi ambientali. In programma Voices of the Boreal, sulle foreste boreali e i popoli indigeni delle First Nations, Dry Sicily, dedicato alla crisi idrica e climatica in Sicilia, e i cortometraggi vincitori del Water Film Prize 2026.Tra gli appuntamenti dei Dialoghi della Terra ci sarà poi Abitare insieme: comunità che coltivano futuro, dedicato alle migrazioni climatiche e alle nuove geografie umane, mentre alla Libreria delle Volte si parlerà di suolo, paesaggio e comunità con Paolo Pileri e Don Bignami. La serata avrà come protagonista Stefano Mancuso, al Teatro Morlacchi, con la nuova lectio magistralis Quelli ke perdonano e sostengo infirmitate e tribulatione. Il neurobiologo vegetale metterà in relazione la scienza del mondo vegetale con la tradizione francescana e con una concezione del vivente costruita sulla relazione e sulla capacità di adattamento.
Dalla Terra alla Tavola: il cibo, lo spreco e l’economia circolare
Sabato 26 settembre il tema della sostenibilità entra direttamente nei sistemi produttivi. La mattina si apre con il confronto sugli ESG e sulla sostenibilità delle imprese, insieme a Camera di Commercio dell’Umbria, DINTEC, Ordine dei Commercialisti, ARPA Umbria e Unione forense per la tutela dei diritti umani. Alla Fondazione Perugia si parlerà invece di economia, archivi e memoria del territorio, mentre alle 12.30 Dalla Terra alla Tavola – Il valore del cibo porterà al centro il rapporto tra alimentazione, paesaggio e storia dell’Umbria. Il pomeriggio sarà dedicato allo spreco alimentare e alla Legge Gadda, che nel 2026 compie dieci anni. L’incontro vedrà protagonista l’onorevole Maria Chiara Gadda, prima firmataria della legge 166/2016, insieme a rappresentanti di istituzioni, imprese e reti territoriali. Il tema proseguirà con un confronto sull’impegno delle aziende contro lo spreco nel settore food e non food. Si parlerà anche di comunicazione della sostenibilità e greenwashing. A seguire, il Bosco Monini sarà presentato come esempio di progetto aziendale legato alla cura del territorio, prima dell’appuntamento sull’economia circolare e sullo sviluppo economico. Il panel, con rappresentanti di AURI, Camera di Commercio, Regione Umbria, CONAI, ISPRA e ARPA Umbria, affronterà una questione centrale: come trasformare lo scarto da costo e problema ambientale in una risorsa capace di generare valore. La giornata terminerà al Teatro Pavone con Identità di carta, spettacolo della Fondazione Fo Rame affidato alla compagnia teatrale Itineraria, inserito nel programma delle celebrazioni per il centenario della nascita di Dario Fo.
La Terra si percorre: dalla Climate Walk ai cammini francescani
Domenica 27 settembre il festival esce ancora una volta dalle sale. Alle 9.30 partirà dai Giardini Carducci la Climate Walk, realizzata in collaborazione con il CAI e guidata dalla ricercatrice Anna Laura Pisello. Perugia diventerà così un’aula a cielo aperto, osservata attraverso gli strumenti della scienza del clima. Alle 11, nella Sala dei Notari, il confronto si sposterà sulle esperienze delle città europee e dei comuni italiani, mentre a mezzogiorno sarà la volta di Abitare il cammino – Percorsi francescani e rigenerazione del territorio. Gigi Bettin e Cecilia Dall’Oglio, insieme alle realtà coinvolte nei cammini, discuteranno del valore dei percorsi lenti come strumenti di conoscenza, tutela e costruzione di comunità. La chiusura del programma perugino sarà affidata al giornalismo. Alle 19.30, al Teatro Pavone, Italo Carmignani porterà in scena Calibro 45, racconto dedicato ai giornalisti che hanno attraversato i conflitti contemporanei e ai fixer che ne hanno reso possibile il lavoro.
Un festival che mette in dialogo scienza, economia e cultura
La forza del programma di Eco Sanfra 2026 sta forse proprio nella sua capacità di cambiare linguaggio senza perdere il filo conduttore. Si può partire dall’osservazione della Terra dallo spazio e arrivare al carbonio contenuto nel suolo. Parlare di migrazioni climatiche e subito dopo di finanza. Entrare nel tema dello spreco alimentare, passare per il greenwashing e concludere la giornata a teatro. Accanto ai nomi più conosciuti, da Sarah Finch a Stefano Mancuso, da Edwige Pezzulli a Mario Acampa, da Emilio Cozzi a Roberto Mercadini, il festival riunisce ricercatori, docenti universitari, rappresentanti delle istituzioni, imprese, divulgatori e realtà impegnate sul territorio. Il calendario non si fermerà però a Perugia. Dopo il 27 settembre, Eco Sanfra arriverà a Terni il 2 ottobre, dove Roberto Mercadini porterà a Palazzo Gazzoli Noi siamo il Suolo, Noi siamo la Terra, spettacolo che intreccia divulgazione, filosofia e narrazione poetica. La terza edizione di Eco Sanfra attraversa così l’Umbria seguendo una parola precisa: Madre Terra. E lo fa provando a guardarla da più vicino. O, in alcuni casi, da molto lontano. Per capire che cosa stiamo modificando, che cosa rischiamo di perdere e soprattutto quale rapporto vogliamo costruire con il luogo da cui dipende la nostra stessa possibilità di vivere.

Riccardo Pallotta


