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Ambiente & Società

Che cosa è l’Accessibility Act

L’Accessibility Act è una direttiva dell’Unione Europea per favorire le persone disabili sull’utilizzo in autonomia delle piattaforme digitali e dispositivi elettronici. Tutti gli stati membri dovranno adeguarsi alla direttiva che è partita dal 28 giugno 2025. I servizi essenziali riguardano innanzitutto il prelievo di denaro contante dai bancomat, l’acquisto di biglietti presso distributori automatici e l’uso di portali o applicazioni dedicate all’e-commerce.

Il nostro paese, tuttavia, ha già recepito tale direttiva con il Decreto Legislativo del 27 maggio 2022, n. 82 (GU n.152 del 1-7-2022), ampliando gli obblighi anche al settore privato oltre che a quello pubblico.

La deadline è prevista per il 2030 e il cambiamento sarà graduale per gli ovvi tempi tecnici di lavoro, le modifiche tecnologiche da apportare a tutti i sistemi che riguardano per esempio, bancomat, siti internet, sistemi di e-commerce, app, piattaforme di home banking,  distributori automatici di biglietti elettronici, servizi che forniscono accesso a servizi di media audiovisivi, servizi di trasporto passeggeri aerei, con autobus, ferroviari e per vie navigabili, ivi compresi i servizi di trasporto urbani, extraurbani e regionali e, non ultimi, i lettori di eBook.

Tutto ciò deve essere facilmente fruibile in modo autonomo dai disabiliti con problemi visivi, uditive cognitive e motorie. Non solo, gli sportelli ATM così come le biglietterie automatiche dovranno essere accessibili anche ad altezza carrozzina oltre che dotati di sistemi di comando vocale, schermi ad elevato contrasto e tasti riconoscibili al tatto. I portali online dovranno essere utilizzabili anche senza mouse e compatibili con screen reader, mentre i video e in genere i contenuti multimediali avranno sottotitoli e trasposizioni nella lingua dei segni.

Le aziende che hanno l’obbligo di adeguarsi entro il 2030 avranno il supporto dell’AgID, l’Agenzia per l’Italia digitale, ma non tutte saranno interessate dalla rivoluzione: a doversi adeguare saranno solo quelle con oltre 10 dipendenti e fatturato annuo superiore a 2 milioni di euro.

Le sanzioni per chi non si adatta alla direttiva europea sarebbero pesanti, con multe sino a 40mila euro per l’immissione di prodotti nuovi non conformi e da 30mila euro in caso di mancata collaborazione o di non rispetto dei provvedimenti di correzione. Andrà peggio alle aziende con fatturato annuo superiore a 500 milioni di euro, dal momento che l’ammenda potrà raggiungere il 5% degli introiti.

By Bruna Fiorentino

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