La canicola non è una malattia, ma una condizione climatica estrema che può avere conseguenze anche gravi sulla salute. Le elevate temperature, soprattutto se associate a un’elevata umidità, rendono più difficile la naturale termoregolazione dell’organismo e aumentano il rischio di disidratazione, colpi di calore e aggravamento di patologie preesistenti.
Ogni estate torna puntuale, portando con sé giornate roventi, afa soffocante e temperature sempre più elevate. La chiamiamo canicola, ma pochi conoscono l’origine di questo termine, che affonda le sue radici nella mitologia greca.
Lo ricorda il grecista Giorgio Ieranò nel suo libro Olimpos – Vizi, amori e avventure degli antichi dei. Il mito narra che Dionisio, per ringraziare l’anziano Ikarios dell’ospitalità ricevuta durante i suoi viaggi, gli donò un otre di vino, una bevanda allora sconosciuta ai pastori.
Ikarios, ignaro degli effetti del vino, lo offrì ai suoi compagni. Questi, credendo di essere stati avvelenati per sottrarre loro il bestiame, lo uccisero. La figlia Erigone, non vedendolo tornare, partì alla sua ricerca accompagnata dal fedele cagnolino Maira. Quando trovò il corpo senza vita del padre, disperata si impiccò, invocando Dionisio affinché vendicasse quella terribile ingiustizia.
Il dio accolse il suo dolore concedendo a entrambi l’immortalità: Erigone fu trasformata nella costellazione della Vergine, mentre Maira divenne la costellazione del Cane Maggiore, nella quale splende Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno. Nell’antichità si riteneva che il sorgere di Sirio coincidesse con il periodo più caldo dell’anno. Da qui deriva il termine canicola, dal latino canicula (“cagnolino”), in omaggio al fedele compagno di Erigone.
Questo è il mito.
La spiegazione scientifica
La realtà è ben diversa. La canicola, detta anche solleone, indica il periodo dell’anno caratterizzato dal caldo più intenso e afoso, generalmente compreso tra la fine di luglio e la fine di agosto nell’emisfero boreale.
Il fenomeno è il risultato di una combinazione di fattori astronomici e meteorologici. Sebbene il solstizio d’estate, il giorno con il maggior numero di ore di luce, cada intorno al 21 giugno, le temperature massime vengono raggiunte diverse settimane dopo. Ciò avviene perché il suolo, gli oceani e l’atmosfera assorbono e accumulano il calore solare in modo graduale, raggiungendo il loro massimo riscaldamento solo tra la fine di luglio e l’inizio di agosto.
A questo si aggiunge la componente meteorologica. Le ondate di calore si verificano quando vaste masse d’aria molto calda, provenienti dalle aree subtropicali, si stabiliscono sulle nostre regioni a causa della presenza di persistenti aree di alta pressione. Questo “blocco” atmosferico impedisce l’arrivo di correnti più fresche, favorisce il ristagno dell’umidità nei bassi strati dell’atmosfera e determina la tipica afa estiva, mentre il terreno continua a surriscaldarsi giorno dopo giorno.
I rischi per la salute
La canicola non è una malattia, ma una condizione climatica estrema che può avere conseguenze anche gravi sulla salute. Le elevate temperature, soprattutto se associate a un’elevata umidità, rendono più difficile la naturale termoregolazione dell’organismo e aumentano il rischio di disidratazione, colpi di calore e aggravamento di patologie preesistenti.
Le categorie più vulnerabili sono gli anziani, i bambini, le persone affette da malattie croniche e chi svolge attività fisica o lavorativa all’aperto nelle ore più calde della giornata.
Oggi, complice il cambiamento climatico, le ondate di calore sono sempre più frequenti, intense e prolungate. Un fenomeno che rende la canicola non solo un’antica suggestione mitologica, ma una delle principali sfide ambientali e sanitarie delle estati contemporanee.
Bruno Cimino


