L’anninnia, cantata a boghe sola, è tra le forme musicali sarde più arcaiche
Anninnia è il singolo che anticipa l’uscita dell’album Armonia, di prossima pubblicazione su etichetta La Stanza Records. Anninnia è disponibile dal 15 dicembre 2025 nelle radio e su tutte le piattaforme digitali.
La canzone
Anninnia dei Prendas unisce l’antichissima tradizione delle pastorali (uno dei momenti fondamentali del repertorio musicale e popolare, profondamente connesso al tempo natalizio), i canti natalizi sardi (celebri, a questo proposito, le Cantones de Nadale di Pietro Casu, composte nel dicembre del 1927) e il canto monodico delle ninne nanne e canti di culla, che vengono denominati principalmente proprio anninnia, dal modulo stereotipo ricorrente “anninnia anninnia”. Normalmente eseguita, in origine, da una voce sola femminile ma spesso reincisa da voce maschile, l’anninnia, cantata a boghe sola, è tra le forme musicali sarde più arcaiche.
Il testo
È strutturato in una catena di distici a rima baciata, intercalati dal modulo stereotipo. Gli archi, il clarinetto e il flauto traverso – con il basso in funzione di prezioso collante – disegnano una melodia suggestiva, in tre quarti (o sei ottavi), che con infinita delicatezza immerge l’ascoltatore nel mistero della nascita di Gesù.
Biografia
Il gruppo musicale Prendas viene fondato nel 1987 da Giovanni Marongiu, diplomato al Conservatorio Luigi Canepa, già armonizzatore di canti popolari per voci virili e voci miste a Berchidda, Silanus, Bultei e Anela, armonizzatore del Coro Sant’Alene di Tula, insegnante di vocalità nella scuola civica di Tula e maestro di canto a cappella della parrocchia di San Sebastiano e di Santa Lucia in Berchidda. L’attuale line-up dei Prendas comprende lo storico fondatore del gruppo, Giovanni Marongiu (compositore e arrangiatore, basso acustico chitarra battente, liuto cantabile e voce), Matteo Sechi (flauto traverso, ottavino, traverso Irlandese, sulittu) e Mirco Doro (chitarre dodici corde barocca, Kiterra Battente mediterranea e voce). L’attitudine alla sperimentazione, alimentata anche dall’avvicendarsi nel gruppo di oltre 26 musicisti di diversa estrazione, ha condotto, nel tempo, all’ibridazione con sonorità greche, balcaniche, montenegrine e arabe.
Francesco Fravolini


