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Ambiente & Società

Anche in Italia gli annunci di lavoro devono indicare la retribuzione

Il decreto che ha recepito la direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza

Stop agli annunci di lavoro cosiddetti “al buio”! Cosa significa nello specifico? Semplicemente che le offerte di lavoro dovranno essere necessariamente “in chiaro”, ovvero dovranno riportare la retribuzione legata all’incarico di lavoro. Una questione che così sulle prime potrebbe apparire scontata, ma che all’atto pratico non lo è affatto. Basta infatti dare un occhio in giro ai vari annunci diramati anche in rete per accorgersi che spesso gli annunci finalizzati alla ricerca di personale sono prodighi nell’elenco dei requisiti chiesti ai candidati, ma non lo sono altrettanto nel definire i termini relativi alla retribuzione. Come se il corrispettivo in termini economici del lavoro sia una questione di poco conto. A mettere un punto a questa errata consuetudine ora interviene però una vera e propria direttiva europea!

Si sta parlando della direttiva UE n. 2023/970 sulla trasparenza retributiva per l’appunto. Una direttiva che gli Stati membri sono chiamati a recepire entro il 30 giugno 2026. Ed infatti l’Italia, con il Decreto Legislativo n.96 del 7 maggio 2026, ha recepito la menzionata direttiva UE sulla trasparenza retributiva. Si introducono così in capo ai datori di lavoro obblighi informativi pre-assunzione, oltre al divieto per gli stessi di chiedere ai candidati la retribuzione pregressa. Un obbligo di trasparenza dunque che deve applicarsi tanto in fase di pre-assunzione che in costanza di rapporto di lavoro.  Pertanto ai candidati per un impiego lavorativo devono essere fornite indicazioni chiare ed esaustive tanto sulla retribuzione iniziale che sulla relativa fascia. Informazioni, tutte queste, che vanno inserite già negli avvisi e nei bandi di lavoro.

Maria Teresa Biscarini

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