Image default
Ambiente & Società Arte & Cultura

Al teatro Torlonia c’è Ismene

Ismene è una voce disarmata e immensa. Ismene è custode: della casa, dei morti, della storia. Nelle sue parole la memoria non è solo ricordo, ma una forma di resistenza

“Mi piaceva in particolare la vendemmia. Ogni cosa odorava di mosto, la casa, l’aria, l’acqua, le finestre. Ringraziate vostro padre da parte mia e auguri per la sua salute.”

Elena Arvigo continua a confrontarsi con la riscrittura dei miti classici nell’opera di Ghiannis Ritsos e torna in scena al Teatro Torlonia, dal 18 al 21 dicembre con Ismene, un poemetto, ispirato al personaggio mitico di Ismene, sorella di Antigone, facente parte della raccolta “Quarta dimensione” dell’autore greco.

Lo spettacolo prosegue la Trilogia delle Stanze – un progetto dedicato alle figure femminili della “Quarta dimensione” di Ghiannis Ritsos, uno dei massimi poeti del 900. La trilogia comprende: Elena, Ismene e Crisotemi. Elena: il primo passo, la donna dietro il mito, il corpo del desiderio e della disillusione. Ismene: il secondo passo: la custode, la cura, la forza silenziosa che tenta di rimettere ordine tra le macerie. Crisotemi: il terzo passo: la figlia che rimane nella casa degli Atridi, sospesa tra obbedienza, desiderio e attesa Tre stanze, tre femminilità̀, tre modalità̀ di resistere alla violenza della storia. Un’unica domanda che le attraversa: che cosa resta, quando tutto intorno crolla?

Ismene è una voce disarmata e immensa. Ismene è custode: della casa, dei morti, della storia. Nelle sue parole la memoria non è solo ricordo, ma una forma di resistenza. Ricordare è il suo modo di resistere. Ismene non racconta soltanto, si dà forma, si crea, si ricrea. Ritsos porta la tragedia dentro l’intimità̀ e da mito collettivo diventa biografia. Il monologo si colloca dopo gli eventi tragici, dopo Edipo, dopo la guerra, dopo le morti. Ismene parla quando non c’è più̀ nulla da salvare, e proprio per questo può̀ finalmente raccontare. Ritsos le dà̀ una voce che rifiuta l’eccezionalità̀, che rivendica il diritto alla normalità̀, alla paura, al dubbio. In un mondo che celebra gli eroi, lei celebra ciò̀ che è fragile, imperfetto, ordinario. L’elogio della sua mediocrità̀ è un atto politico.

“In tutta Quarta Dimensione, Ritsos inserisce dettagli domestici, oggetti minimi: una sedia, un bicchiere, una finestra, un filo di luce. Ismene è forse la voce che più̀ di tutte vive in questo spazio: parla mentre piega un panno, mentre guarda il cortile, mentre ascolta passi lontani. Lo spazio scenico è una stanza interiore, non un luogo storico: una soglia tra passato e presente, tra ricordo e visione.

        INFO

Fondazione Teatro di Roma _www.teatrodiroma.net

Teatro Torlonia Via Lazzaro Spallanzani 1A- Roma

Orari spettacolo: tutte le sere ore 20 | domenica ore 18

Al teatro Torlonia c’è Ismene

di Ghiannis Ritsos

traduzione di Nicola Crocetti

regia Elena Arvigo

con Elena Arvigo

Bruno Cimino

Altri articoli