La carriera artistica di Adriano Celentano partì ufficialmente 1956, con le primissime esibizioni nei locali milanesi
La carriera di Adriano Celentano, in questo 2026 che abbiamo appena iniziato, compie 70 anni. Iniziò infatti nel 1956 la straordinaria vita artistica di uno dei personaggi dello spettacolo (ma anche del costume e della cultura) più popolari che il nostro paese abbia conosciuto. Dopo 7 decenni di attività possiamo dire che Adriano Celentano è soprattutto un brand. Perchè non è solo un cantante, è anche attore, regista e presentatore. Celentano è riuscito a farsi conoscere addirittura come predicatore, a volte attendibile, altre volte un po’ naif, con un’ingenuità che sfora nella confusione. Ma lui nella confusione, in quel “dire e non dire”, nelle pause che vorrebbero dire ma che sono pause e basta, ci sa sguazzare, con maestria.
Seguendo il percorso artistico e personale di Adriano Celentano, non ci si può annoiare: nasce il 6 gennaio 1938 a Milano, in via Cristoforo Gluck che poi diventò il titolo di una della canzoni più iconiche del “Moleggiato”, simbolo (la canzone) della nostalgia che si prova di fronte alla cementificazione delle città che ha azzerato i campi ed il verde delle periferie. Ma soprattutto la cultura e la vita schietta e sanguigna della campagna. Dopo le scuole commerciali fa il tornitore, il meccanico, l’arrotino e l’orologiaio. “Fui folgorato dal Rock and roll. Imparai una canzone e, per puro divertimento, la cantai in una sala da ballo; ero completamente fuori tempo, ma la gente ad ascoltarmi si divertiva e mi applaudiva. Ci presi gusto”. Fu così che iniziò la carriera artistica di Adriano, nato da una famiglia di origini foggiane, trasferitasi a Milano come tanti emigranti dal Sud dell’Italia.
Dopo quelle prime esibizioni del 1956, il 18 maggio 1957 partecipa al primo concerto Rock italiano, messo in piedi nella sua Milano: la kermesse, che è organizzata da Bruno Dossena, ballerino, principe del boogie woogie, si tiene al Palazzo del Ghiaccio e rappresenta il momento in cui Celentano si fa conoscere da un vasto pubblico. Per partecipare deve mettere su una band e lo fa coinvolgendo i tre fratelli Ratti, Enzo Jannacci al pinaoforte e Pino Sacchetti al sax.
Adriano si fa notare per quel muoversi così esagerto per allora, quasi incontrollabile, ed è qui che viene soprannominato il “molleggiato”. Nel 1959 incide “Il tuo bacio è come un rock”, poi “Il ribelle”. Proprio in un’ intervista di quell’anno, Celentano teneva a sottolineare che “io non sono un ribelle, sono un ragazzo tranquillo”.
Nel 1961 debutta a Sanremo: la canzone è “24 mila baci”; appena entra sul palco, prima di iniziare, rivolgendosi al pubblico dice “uè!!”, un saluto troppo informale per quel contesto così ingessato. Si capisce subito che il suo obiettivo è sorprendere a far parlare di sè.
Sente l’esigenza di avere maggiore autonomia nell’attività artistica, alla fine del 1961 fonda la propria casa discografica “Clan Celentao srl”. Nel 1963 gira il suo decimo film, il titolo è “Uno strano tipo”, e sul set conosce e si fidanza con Claudia Mori, che sposerà l’anno dopo.
Nel frattempo il Clan si “popola” con Ricky Gianco, Guidone e Don Backy, sono ragazzi legati da un’amicizia che sembrerebbe soldida, intramontabile ma, col senno del poi, sono tutti troppo bravi per continuare insieme in quel progetto.
Adriano Celentano va avanti da solo, macinando canzoni di successo, film, come attore e regista e interventi televisivi da cui non si capisce mai bene se sia un rivoluzionario o un reazionario. D’altro canto, però, le sue canzoni parevano sempre “esagerate”, capaci di sprigionare un’irrefrenabile voglia di tarsgressione e di libertà.
Tra musica, cinema, televisione, concerti e ospitate varie, ha trovato anche il tempo per metter su famiglia, con tre figli, Rosita, Rosalinda e Giacomo: tutti e tre hanno provato a percorrere le orme di papà Adriano e mamma Claudia, ma con risultati davvero poco incoraggianti. Tutti e tre, come il padre, hanno personalità complicate, che svariano dall’integralismo cattolico alla lotta per i diritti Lgbtq.
Poi c’è stato il Celentano “predicatore”, quello del 1987, quando a Fantastico (su Rai 1 al sabato sera) si scagliò contro la caccia e per la tutela dell’ambiente, rivolgendosi ai figli dei cacciatori affinchè convincessero i loro padri ad appendere il fucile e non utilizzarlo più. Il Celentano predicatore è stato caratterizzato dalle lunghe pause, diventate proverbiali. Si definì il “Re degli ignoranti”, a voler dimostrare la sua indole a parlare agli ultimi predicando dal palco di un ego a forma di trono.
Cantante, attore, predicatore, regista, ballerino, presentatore … ma Adriano Celentano in cosa si sente più portato? “Mi sono sempre sentito innanzitutto un cantante e le canzoni a cui tengo di più sono Storia d’Amore e Prisencolinensinainciusol, brano che mette a fuoco l’incomprensione che c’è nel mondo”.
La carriera di Adriano Celentano si compone (fin qui) di 48 album in studio, 4 dal vivo, 29 raccolte, 19 cofanetti musicali, un centinaio di singoli, 43 film, tra cui 5 in qualità anche di regista e soggettista. 15 sono le trasmissioni Tv a cui ha partecipato, di cui una decina in veste di “one man show”. E, per non farsi mancare nulla, ha pure fatto la pubblictà, per le caramelle e per la birra.
Fabio Buffa


