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Arte & Cultura

Addio ad Enrica Bonaccorti, regina della TV

La Bonaccorti è mancata il 12 marzo all’età di 76 anni, colpita da un tumore al Pancreas

E così questo 2026 si è portato via anche Enrica Bonaccorti, una delle “Regine” della Tv degli anni ottanta e novanta. Ci ha lasciati in questo 12 marzo, in quella Roma da cui era stata adottata dopo i  natali a Savona.

La Bonaccorti faceva parte di quella generazione di donne dello spettacolo che era cresciuta attraverso una ridondanza di esperienze e competenze artistiche tra di loro diverse: era “nata” come attrice, poi conduttrice televisiva e radiofonica, autrice di trasmisisoni per il piccolo schermo e perfino di celeberrime canzoni. E’ infatti suo il testo (scritto a quattro mani con Domenico Modugno) de “La lontananza”, datata 1970. Sempre in collaborazione con il famoso cantante di Polignano a Mare, creò “Amara terra mia” e “Ti amo, amo te”; la sua vena di autrice nacque quasi per caso, proprio durante una tournée teatrale con Modugno.

Enrica Bonaccorti nasce a Savona il 19 novembre 1949, per il lavoro del padre, da ragazzina si sposta tra Genova e Sassari, per poi accasarsi a Roma. Entra nel mondo dello spettacolo attraverso il teatro; dopo la recitazione in “Alla ringhiera”, entra nella compagnia di Domenico Modugno e Paola Quattrini salendo sul palco in “Mi è cascata una ragazza nel piatto”. Siamo verso la fine degli anni sessanta e, nel 1969, debutta nel Cinema con “Metti una sera a cena”, del regista Giuseppe Patroni Griffi. Enrica è una bellissima ragazza, brava nel proprio lavoro, intelligente e dallo spirito libero, quindi nel 1970 fa parte del cast di “Belle d’amore”, un film “difficile” drammatico sul tema della prostituzione. Dopo l’esperienza con Lina Wertmuller in “Film d’amore e d’anarchia (…)”, ecco che la vediamo in una divertentissima e paradossale commedia del 1980, dal titolo “Rag. Arturo de Fanti, bancario precario”, di Luciano Salce.

Nel frattempo la Bonaccorti aveva recitato anche in diversi sceneggiati televisivi come “La pietra di luna” e “Nostra Dea”, entrambi del 1972.

Nel 1975 fu anche sceneggiatrice del film drammatico “Cagliostro” di Daniele Pettinari.

Ma dalla fine degli anni settanta e per almeno un ventennio, fu tra le protagoniste dei programmi TV di intrattenimento, partendo dal 1978 con il debutto in “Il sesso forte”, accanto a Michele Gammino, una sorta di derby di cultura generale tra maschi e femmine. Dopo il successo di Raffaella Carrà in “Pronto Raffaella” (durato dal 1983 al 1985) la fascia oraria del mezzogiorno di Rai Uno fu presa da Enrica Bonaccorti con il programma “Pronto, chi gioca?”,  una trasmissione che la consacrò “Regina” dell’intrattenimento televisivo. Con il passaggio alle reti Fininvest presentò, “Ciao Enrica”, “La Giostra” e,  nel 1992, “Non è la Rai”, nella sua prima edizione.

“Seratissima” (Canale 5, 1993), “Cuori d’oro” (Rete 4, 1995), “I fatti Vostri” (Rai 2, 1999-2000) e “Buona Domenica” (Canale 5, dal 2000 al 2006) furono le trasmisisoni che regalarono una popolarità granitica ad una donna di spettacolo che si distense anche in radio (con dodici programmi condotti), nelle pubblicità e come autrice di libri (quattrro, tra il 2007 e il 2022).

Madre di Verdiana, nata nel 1974 e di professione giornalista e organizzatrice di eventi, la Bonaccorti ha cresciuto la figlia praticamente da sola.

L’estate scorsa le era stato diagnosticato un tumore la pancreas: “devi cercare di vivere bene quando c’è da vivere…non voglio assolutamtente autocommiserami, perchè non solo è inutile ma sarebbe ancora più dannoso. Io cerco sempre di prendermi un po’ in giro…”, furono le parole che, già ammalata, Enrica rilasciò in un’intervista, che hanno il sapore di un’eredità, preziosa.         

Fabio Buffa

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