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Arte & Cultura

Il corpo diventa natura: i Momix tornano con “Botanica – Season 2”

Al Teatro Olimpico di Roma arriva “Botanica – Season 2” dei Momix: uno spettacolo tra danza, illusioni e tecnologia che trasforma il corpo in natura.

C’è un momento, durante Botanica – Season 2, in cui il corpo umano smette di sembrare tale. Le linee si dissolvono, i confini si sfumano, e quello che resta è una forma nuova, sospesa tra il vegetale e l’immaginato che si muove sul palco e incanta. È lì che i Momix colpiscono davvero: quando la percezione vacilla e lo sguardo è costretto a rimettere insieme ciò che vede senza potersi altrettanto muovere sulla poltrona.

Al Teatro Olimpico di Roma, lo spettacolo si trasforma in un ambiente vivo, quasi organico. Non è semplicemente danza, ma una costruzione visiva in continuo mutamento, dove ogni gesto si prolunga nella luce e ogni movimento sembra generare un’immagine. I performer non interpretano la natura, piuttosto la indossano, la attraversano, la evocano, la diventano per restituirla a noi che forse ce ne siamo svestiti un po’ troppo.

In questa declinazione, la cifra stilistica della compagnia resta riconoscibile, seppur in questa nuova versione tutto appare più stratificato. Le illusioni si fanno più sofisticate, le transizioni più fluide, e la scena si comporta come un ecosistema in equilibrio instabile, creando sequenze che oscillano tra precisione coreografica e suggestione visiva.

Lo spettacolo è godibile per chiunque e non va letto, ma solo vissuto. Non c’è una narrazione lineare, né un messaggio esplicito da decifrare. L’esperienza è sensoriale, quasi fisica. Si passa da momenti di tensione rapida a sospensioni rallentato come corde pizzicate di arpa, in cui il tempo sembra dilatarsi. Alcune immagini restano impresse più di altre: corpi che si aprono come petali, geometrie che ricordano insetti, movimenti che evocano radici o correnti invisibili.

Seppur presente, la tecnologia non copre la scena con protagonismo, ma si integra con naturalezza, diventando parte del linguaggio. Luci, ombre e proiezioni non decorano, ma parlano sul palco e in platea, sussurrano o raccontano a viva voce, costruiscono spazio e profondità, rendendo difficile distinguere ciò che è reale da ciò che è percepito. È proprio questa ambiguità a tenere lo spettatore dentro lo spettacolo, in uno stato di attenzione costante.

Alla fine, ciò che rimane non è tanto una sequenza di quadri, quanto una sensazione: quella di aver assistito a qualcosa che sfugge alle categorie. Botanica – Season 2 non chiede di essere interpretato, ma vissuto. E nel farlo, lascia addosso una leggerezza insolita, come se per un attimo le regole del corpo e della gravità si fossero fatte più elastiche.

Per maggiori info:

https://www.teatroolimpico.it/evento/momix-botanica-season-2/

https://www.momix.com/event/botanica-s2-rome-italy/

Marino Ceci

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