È un videoracconto live, quarto album in studio del cantautore, uscito in digitale e su supporto fisico lo scorso ottobre
Vincenzo Greco, in arte Evocante, cantautore e artista multimediale, presenta ‘All’improvviso-Canzoni Lievi’, videoracconto live, sabato 22 febbraio 2025 alle 21.00, presso il Pentatonic Live Club di Roma, in via Oscar Sinigaglia. ‘All’improvviso-Canzoni Lievi’ (Dialettica Label – Tunecore – la Stanza Nascosta Records) è il quarto album in studio del cantautore, uscito in digitale e su supporto fisico lo scorso ottobre. In questa occasione sarà presentato dal vivo nella modalità del videoracconto, anticipato da un dialogo moderato dalla giornalista Claudia Erba. Il videoracconto, una delle forme espressive care a Vincenzo Greco/ Evocante, che è anche artista multimediale, promette di portare al calor bianco, in un’autentica escalation emotiva, i temi già esplorati nell’album, con incursioni nel precedente lavoro “Siamo esseri emozionali” (Dialettica Label 2024), anticipazioni del prossimo disco e stralci dello spettacolo teatrale L’infinito fra le mani – Spettacolo su temi proposti da Franco Battiato.
Vincenzo, che ruolo assumono le immagini in un racconto?
«Due tipi di ruoli. Innanzitutto, nei miei videoracconti (che tempo fa chiamavo videomusiracconti) le immagini non sono di puro sfondo o semplice accompagnamento ma costituiscono un terzo livello narrativo oltre alle parole e alla musica. Sono un racconto a parte, che non necessariamente (anzi, nel mio caso quasi mai) coincidono con quello che dicono le parole o esprime la musica. A me piace che anzi rappresentino altro, spiazzando lo spettatore, che magari si aspetta che, se si parla di cielo, ci sia il cielo. Io adotto invece una logica dei rimandi, che però sono tutti miei, e non logici, ma di tipo artistico. Certo, non per tutto il videoracconto di un’ora, sarebbe troppo pesante e impegnativo, ma per una parte. Le immagini, e qui vengo al secondo ruolo, che poi è quello che mi affascina di più, perché il mio approccio al video è sempre quello del musicista, hanno un ruolo prettamente musicale, soprattutto di tipo ritmico: nei miei videoracconti, infatti, il loro susseguirsi è fortemente legato proprio al susseguirsi degli accordi, degli stacchi, dei cambi di ritmo. Ci sono volte in cui, ad esempio, ci sono immagini di danzatori, prese da tutt’altro contesto, e che però sembra ballino sulla mia musica: a volte, c’è una coincidenza impressionante, per come due cose estrapolate da contesti diversi possano dialogare come se fossero nate per stare insieme».
Quale messaggio vuoi inviare con il videoracconto?
«’All’improvviso tornerà la luce’ è un videoracconto basato in gran parte sul disco ‘All’improvviso. Canzoni lievi’, disco che parla del ritorno della luce dopo momenti di buio. E quindi è quasi tutto impostato sull’alternanza di oscurità e luce e sulla loro compenetrazione. In mezzo c’è il richiamo a tre brani del penultimo disco, ‘Siamo esseri emozionali’, incentrato su come il lato emozionale delle cose unisca tutti noi. Sono le emozioni, infatti, a partire da quelle espresse dai sogni (tanto ad occhi aperti che durante il sonno), che ci permettono di uscire dall’oscurità (e anche il contrario, spesso una emozione negativa ci fa entrare nel buio). Il messaggio è di tipo artistico, non psicologico o medico psichiatrico, e neppure antropologico: artisticamente, ho cercato di rappresentare la fase tipica del risveglio, il passaggio dal torpore, che in certi casi può essere anche angoscia, alla rinascita dei sensi. Sono momenti bellissimi, in cui un odore, un sapore, un colore, un suono, una parola ci fanno sentire finalmente di nuovo vivi. Se proprio devo indicare un protagonista, questo è il sole (e subito dopo il compenetrarsi delle varie tonalità di azzurro del cielo e del mare). Il video, infatti, inizia e finisce con due momenti di musica classica da me recentemente scritta per il prossimo disco, che sarà strumentale e si intitolerà ‘A quiet day’ e vuole rappresentare sei momenti di una intera giornata di 24 ore. Il videoracconto inizia con Sunshine, l’alba, e finisce col tramonto, Sunset (nel disco seguito da Night, che invece nel video non c’è). Questi due momenti li ho anche musicalmente congegnati in modo che nel tramonto siano ripresi alcuni suoni presi dall’alba, ma suonati in reverse, all’incontrario. È un esperimento, di quelli che piacciono a me, che ho una parte di anima a forte impronta sperimentale, e il video segue tutto questo. A me il finale, benché ci sia stato molto tempo sopra, e quindi dovrei averne fin troppo, mi commuove ancora tanto. Forse perché mi rende palese quanto i tramonti che vedo nella mia Calabria, in particolare a Pizzo, mi manchino così tanto da sentire il bisogno di rappresentarli sia musicalmente sia cinematograficamente».
Musica e immagini in che modo coinvolgono le persone?
«Io da sempre ho creduto in questo binomio, fin dai primi video pionieristici che facevano storcere il naso ai puristi musicali. Penso che la musica stia bene da sola e che le immagini ce le possiamo creare da noi ascoltandola. Ma penso anche che, se quella canzone si vuole far girare anche con un video, aggiungendo immagini, allora è cosa che deve essere fatta per bene. Non sopporto, infatti, quei video buttati lì tanto per farli, perché se non hai il video il prodotto non gira. Spesso sono fatti senza una logica artistica, come se una immagine valesse l’altra, per non parlare di quei video che, visto che il materiale a disposizione è poco e vanno editati in fretta, si realizzano con la tecnica del rallentatore, come un allungare il poco brodo che si ha. Intendiamoci, canzone e video sono due prodotti diversi, il video musicale è cosa diversa dalla canzone senza video. Si somigliano, ma hanno grammatiche diverse e modi diversi di arrivare e coinvolgere. Però è inevitabile che, se l’ascoltatore viene portato ad associare una immagine a quella musica, poi quella immagine si porterà sempre dietro. Per questo il video va fatto con arte, perché, a suo modo, può essere una violenza, una imposizione: proporre un video è come togliere la possibilità all’ascoltatore di farsi lui il suo video personale e immaginario. E quindi, se eserciti questo potere, lo devi fare per bene, con delicatezza, e anzi lasciando all’ascoltatore sempre una porta aperta e quindi la possibilità di crearsi un suo immaginario video. Immagini forti possono essere la forza di un video ma anche il loro limite. Chi in passato non ha associato a Thriller di Michael Jackson le immagini degli zombie? Riusciresti a immaginare una cosa diversa ascoltando quel brano? Io ragiono diversamente, e cerco di non operare questa imposizione. Do un punto di vista, ma senza che questo sia esclusivo. Ecco perché tengo molto alla parte ritmica: a volte, mi pare che il video diventi uno strumento percussivo in più, così che se gambe e mani le fanno muovere basso e batteria, gli occhi li fanno muovere le immagini. Tutto a tempo. Il massimo della consonanza e del coinvolgimento. I risultati mi confortano, perché da chi ha visto i miei videoracconti ho, nelle diversità, avuto sempre una comune impressione: mi è sembrato di viaggiare. E questo per me è importante, perché la mia musica intende proprio far viaggiare la mente e il cuore. Il video arricchisce questo viaggio, senza sminuirlo o renderlo banale. Per me è stata una conferma importante, e spero lo sia anche ‘All’improvviso tornerà la luce’, a cui tengo molto perché, in qualche modo, anche se spero di vivere ancora a lungo, lo considero un po’ il mio testamento spirituale».
Il videoracconto
Il titolo del videoracconto, che vuole essere, nelle parole di Greco, un terzo livello narrativo, ulteriore a quello della musica e delle parole, è “All’improvviso…tornerà la luce”, un accostamento dei titoli di due tracce dell’album che suona quasi come una salvifica chiusura del cerchio. In sincrono con il videoracconto il concerto, che vede Vincenzo Greco (voce, basso, piano e synth) affiancato da Stefano Cozza (chitarra elettrica), da Roberto Leone (chitarra acustica e basso) e dal produttore Salvatore Papotto (basso).
Chi è Vincenzo Greco
Nato a Vibo Valentia e quasi sempre vissuto a Roma, è cantautore e artista multimediale. Conosciuto col nome d’arte di Evocante, ha già all’attivo gli album “Di questi tempi”, Dialettica Label 2022; “Fino a tardi. Viaggi sonori con Battiato”, Dialettica Label, 2023; “Siamo esseri emozionali”, Dialettica Label, 2024 e i singoli “Troppo/Poco”, Dialettica Label, 2022 e “Lode all’inviolato”, Dialettica Label, 2023. ‘All’improvviso-Canzoni lievi’ è il suo quarto album. Ha dedicato vari studi a Franco Battiato culminati nel libro “Battiato. Una ricostruzione sistematica. Percorsi di ascolto consapevole”pubblicato da Arcana Edizioni, Collana Musica, nel 2023, in contemporanea con l’uscita dell’album “Fino a tardi. Viaggi sonori con Battiato”.
Link Utili
Sito: https://www.vincenzogrecoevocante.it/
Fb: https://www.facebook.com/evocante
https://www.facebook.com/vincenzo.greco.92
Ig: https://www.instagram.com/evocante/
YouTube: https://www.youtube.com/user/gadamer13
Francesco Fravolini


