Image default
Arte & Cultura In evidenza

ROSSO DI SERA E VENTO DI SCIROCCO

Tirava di scirocco.

Dalla grande vetrata sul mare guardavamo la burrasca improvvisa che stracciava spietata quella domenica di fine settembre, ultimo scampolo d’estate fin lì ancora splendente in terra d’Otranto.

Sciabolate di vento. Lampi psichedelici e tuoni d’artiglieria. Il pergolato, sul terrazzo davanti a noi, soffriva torcendosi come un bucato nella centrifuga mentre danzavano, follemente, i bellissimi grappoli biondi, non ancora recisi, che nel controluce dell’imminente crepuscolo,apparivano neri di pece.

Qualcuno bussò alla porta.

Era Mino. Il nostro amico Mino. detto il ‘Doge” per le sue origini venete.

Fradicio di pioggia, mostrò, sollevandola con ieratico gesto da sommelier, una bottiglia di Rosso Salento appena stappata.

-Signori! Questa è Luana, la prima dell’annata 2015. Contiene magie e sortilegi per voi tutti.

E’ la migliore medicina che abbia potuto trovare – declamò sussiegoso e benedicente – per un pomeriggio di un giorno da cani come questo.

Luana (Mino aveva dato una nome di donna ad ogni bottiglia della sua cantina) con le sue grazie ci solleverà lo spirito, disse carezzandole dolcemente il collo.

Giovanna da esperta padrona di casa, corse in cucina con mia moglie e in un amen tornò con delle friselle di grano appena bagnate e unte d’olio all’origano, un tagliere di formaggi otrantini, pittole ripiene e dei dolcetti di cotognata leccese.

-Anticipiamo la cena – ordinò  il padrone di casa, avvocato e lupo di mare,chiudendo un libro di Coloan e  su Capo Horn.

– E brindiamo al vino di Mino, al grande Rosso del Salento che Enea stesso reduce da Troia, assaggiò toccando terra a Porto Badisco.

-E guai a chi non beve.-La minaccia era rivolta a Martino, timido degustatore di acque minerali.

– Chi non beve sarà esposto alla gogna perché, è detto nei Salmi “colui che non beve il vino non merita neppure l’acqua”.-

– Berrò solo un goccio per gradire… scusatemi! – protestò timidamente Martino.-

– Accettiamo scuse soltanto se accompagnate da certificato medico o attestato del parroco di dispensa canonica dai piaceri dello spirito, ivi compresi la degustazione del “Vin Santo” e del “Cappello di Prete”.-

Dopo queste amene schermaglie, il gruppo, come mosso da misteriosa regia, tacque, e sembrò raccogliersi in una sorta di religiosa meditazione.

Chi  osservava i calici attraverso la luce dei lampioncini del terrazzo, chi annusava il bouquet

di quel nettare purpureo che si muoveva vivo e lampeggiante nei cristalli.

Il colore! Il colore magico di quel vino! Rosso velluto, rubino cardinalizio con tracce di ardesia. Pomposo, sanguigno in cangiante livrea tramonto-oltremare da mille e una notte.

Una sinfonia di profumi il bouquet; un insieme di melodie olfattive in un crescendo rossiniano: ginepri salmastri, tamerici, cannella, marasche, sentori di mela acerba e fichi marittimi.

La tempesta d’incanto era cessata. Una grande luna di zafferano, stanca e gravida ancora di pioggia arrancava, ora, sull’orizzonte marino di fronte a noi. Tra noi e i cieli di Ulisse.

E Mino, ornai in trance, raccontava ispirato di come gli era nato quel vino, quel divino liquore delle Sue uve, delle sue viti di Negramaro e Malvasia nera,  arrampicate su un fazzoletto di terra irto di sassi, quasi una pietraia sul mare orientale, a scirocco, dietro le case bianche odorose di gaggie e carrubi arsi del Capo di Leuca.

Quella vigna l’aveva voluta, curata e cresciuta con tutto l’entusiasmo di un neofita che aveva

fatto fino a ieri tutt’altro nella vita, in giro per il mondo.

Poi, per un po’ancora fu solo il vino a raccontarsi.

Dal giardino salivano odori di terra bagnata. di gelsomino e di finocchio selvatico

Zar, il pastore maremmano, annusava la coda di una gatta flessuosa e trasognata che girava in tondo, mentre Donatella metteva su un piatto di un vecchio grammofono, un canto grecanico carico di nostalgia e di passione: “Kalinifta,” bella notte. Come quella.

Sul mare di Omero, insieme agli amici, il vento di scirocco e le luminarie incomparabili di un Rosso da Re.

Camillo Tondi

Altri articoli