Mentre le estati diventano sempre più torride e le temperature urbane raggiungono picchi estremi, alcune città italiane stanno rispondendo con una misura concreta e innovativa, ovvero delle oasi di fresco nelle città che si surriscaldano sempre più. I rifugi climatici sono spazi pubblici gratuiti, accessibili a tutti, concepiti per offrire riparo dal calore durante le ondate di calore, mantenendo allo stesso tempo le loro funzioni ordinarie. Un’azione semplice, ma dal grande potenziale, per rendere le città più resilienti ai cambiamenti climatici.
Che cosa sono i rifugi climatici
I rifugi climatici non sono nuove costruzioni, ma spazi già esistenti come parchi, giardini, biblioteche o altri luoghi pubblici, selezionati e valorizzati per offrire un’alternativa fresca e sicura nelle giornate più calde. La loro definizione ufficiale, elaborata dal Comune di Firenze, si basa sull’esperienza di altre città europee e prevede due categorie principali: gli spazi aperti ombreggiati da alberi su almeno il 70% della superficie e dotati di fontanelli con acqua fresca, e gli spazi chiusi, come le biblioteche, dove siano presenti sale fresche, aria condizionata e accesso gratuito durante gli orari di apertura.
Nel giugno 2025 Firenze è diventata la prima città italiana a pubblicare una lista ufficiale di rifugi climatici, composta da 44 luoghi, tra cui 37 spazi verdi e 7 biblioteche comunali. Tutti sono stati georeferenziati in una mappa interattiva, pensata per aiutare i cittadini a individuare il rifugio più vicino. Secondo la vicesindaca Paola Galgani, questi spazi offrono una soluzione concreta anche a chi non dispone di ambienti freschi in casa, rappresentando un servizio pubblico fondamentale in un’estate sempre più estrema.
Le altre città seguono l’esempio
Oltre a Firenze, anche Bologna ha attivato un proprio sistema di rifugi climatici, e Roma ha avviato un programma simile, coinvolgendo giardini pubblici e biblioteche. Milano e Torino stanno lavorando allo sviluppo di soluzioni analoghe, concentrandosi su spazi climatizzati come biblioteche, centri culturali e centri commerciali. A Napoli, l’associazione Cleanap ha creato una mappa indipendente dei rifugi ispirata ai modelli fiorentino e bolognese.
Secondo i rapporti dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, le ondate di calore rappresentano una minaccia crescente, soprattutto per le popolazioni urbane vulnerabili come gli anziani, i bambini e le persone con malattie croniche. Le città, con le loro superfici asfaltate e la scarsa ventilazione, si trasformano in vere e proprie isole di calore, dove le temperature possono superare di 5-7 gradi quelle delle aree rurali. In questo contesto, i rifugi climatici non sono un lusso, ma una risposta urgente di sanità pubblica.
Un tassello di una strategia più ampia
L’introduzione dei rifugi climatici rientra in una strategia integrata di adattamento ai cambiamenti climatici. A Firenze, ad esempio, questi spazi si inseriscono all’interno del Piano del Verde, che promuove l’espansione della copertura arborea, la creazione di nuove aree ombreggiate, la depavimentazione di spazi pubblici e l’uso di materiali riflettenti per mitigare l’accumulo di calore. Gli spazi aperti vengono selezionati in base alla presenza significativa di ombreggiatura naturale, alla disponibilità di acqua potabile e all’accessibilità pubblica. Per quanto riguarda gli spazi chiusi, si privilegiano strutture con aria condizionata, orari di apertura regolari e personale in grado di garantire un’accoglienza sicura. Le biblioteche pubbliche si sono rivelate particolarmente efficaci, perché oltre a offrire refrigerio rappresentano un punto di aggregazione sociale e culturale.
L’innovazione digitale al servizio del benessere nel ripensare le città Un elemento centrale per il successo dell’iniziativa è l’uso della tecnologia. Il Comune di Firenze ha creato una mappa interattiva che consente di localizzare in tempo reale i rifugi, visualizzandone le caratteristiche specifiche. L’assessora Laura Sparavigna ha sottolineato come questa strumentazione digitale rappresenti un esempio concreto di innovazione applicata al servizio dei cittadini e della salute urbana. I rifugi climatici sono molto più di una risposta estiva all’aumento delle temperature. Rappresentano un cambio di paradigma nella progettazione urbana, orientata alla protezione dei più fragili e alla costruzione di spazi pubblici che promuovano salute, coesione sociale e resilienza. Le esperienze di Firenze e Bologna dimostrano che è possibile affrontare l’emergenza climatica trasformandola in un’opportunità per ridisegnare la città. In un mondo dove l’aria condizionata domestica è ancora un privilegio, garantire spazi freschi e pubblicamente accessibili è una questione di equità sociale, oltre che di salute.
By Riccardo Pallotta


