Interessi moratori: cosa sono e quando scattano, guida semplice per capire come funzionano
Gli interessi moratori sono una somma di denaro che il debitore deve al creditore come risarcimento del danno da ritardo nel pagamento di una somma dovuta. Si tratta, quindi, di una forma di indennizzo che scatta automaticamente quando chi deve pagare non rispetta la scadenza prevista dal contratto o dalla legge.
Diversamente dagli interessi corrispettivi, che remunerano l’uso del denaro prestato, gli interessi moratori hanno una funzione compensativa: servono a ristorare il creditore del danno derivante dall’attesa del pagamento.
La disciplina generale si trova nell’articolo 1224 del Codice civile, che stabilisce che dal giorno della mora del debitore decorrono di diritto gli interessi legali, salvo che le parti abbiano stabilito un tasso diverso.
Gli interessi moratori scattano automaticamente nel momento in cui il debitore è in mora, ossia quando il creditore ha effettuato quell’adempimento formale che è la costituzione in mora. Nei casi in cui invece la mora è automatica e non è necessaria la messa in mera gli interessi scattano dal momento della scadenza del termine per l’adempimento.
Come si calcolano gli interessi moratori? Il calcolo degli interessi moratori dipende dal tasso applicabile, che può essere:
- quello legale, se non diversamente pattuito;
- oppure, nei rapporti commerciali, il tasso di interesse moratorio pubblicato ogni semestre dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, pari al tasso di riferimento BCE aumentato di 8 punti percentuali.
Il calcolo si effettua moltiplicando l’importo dovuto per il tasso d’interesse e per i giorni di ritardo, divisi per 365.
In sintesi, gli interessi moratori sono uno strumento di tutela per il creditore e una sanzione economica per chi paga in ritardo. Per evitarli, è fondamentale rispettare le scadenze e, se si prevedono difficoltà, comunicare tempestivamente con il creditore per concordare una proroga o una dilazione.
Manuela Margilio


