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Arte & Cultura

Quella “Reale” famiglia plebea

Nell’estrema periferia di Alessandria troviamo un sobborgo, dal nome Castelceriolo, che ha dato i natali a Vittoria Guerrieri di Mirafiori e di Fontanafredda, figlia illegittima di re Vittorio Emanuele II di Savoia (1820-1878), ultimo re di Sardegna e primo re d’Italia. La madre era Rosa Vercellana, che già a quattordici anni divenne amante del sovrano del regno di Sardegna. Quest’ultimo era sposato con Adelaide d’Asburgo, ma la relazione con Rosa divenne via via sempre più forte e, nel 1869, i due si sposarono con un matrimonio morganatico, ovvero un’unione ufficiale tra due persone di estrazione sociale diversa, che impedisce, a chi non è nobile tra i due, il passaggio di titoli nobiliari del o della coniuge. La Vercellana divenne famosa come “La Bela Rosin”, personalità, si dice, molto influente nelle scelte del Re, ancor prima del loro matrimonio. Dicevamo però di Vittoria Guerrieri: nacque a Castelceriolo il 1 dicembre 1848; il motivo per cui ebbe i natali in questa frazione di Alessandria (visto che la madre era stata mandata dal Vittorio Emanuele II nel palazzo di Stupinigi poco prima del parto), può essere legato alla presenza del Castello che, quando nacque Vittoria, era di proprietà della Contessa Laura di Sambuy, ed è probabile che vi fossero legami di conoscenza tra il sovrano e la nobildonna del Castello di Castelceriolo, che portò la “Bela Rosin” a partorire proprio nella nobile struttura.

Vittoria aveva un fratello, Emanuele, anch’egli figlio del Re: quest’ultimo per i due figli avuti da Rosa, prese una villa a Moncalieri, per poi trasferirli nella Cassina Nuova, una tenuta a Mirafiori. 

Dopo la morte di Adelaide d’Asburgo, la famiglia del sovrano divenne proprio quella composta dalla Vercellana e dai figli Vittoria ed Emanuele. La Bela Rosin, malgrado il matrimonio morganatico, acquisì il titolo nobiliare di Contessa di Mirafiori e di Fontanafredda, che passò poi a Vittoria. 

A vent’anni quest’ultima sposa il colonnello di Cavalleria, Giacomo Filippo Spinola, un marchese che aveva l’incarico di “Primo aiutante di campo” del Re. Dopo la morte di Giacomo, la nativa di Castelceriolo sposa il cognato, Luigi Domenico, e va a risiedere nel palazzo Medici Spinola di Pisa; qui conosce il giovane e bello intendente Ferdinando De Simone, lascia il secondo marito e, con i figli, si sposa a Città della Pieve (in Umbria) con il nuovo amore. Successivamente andrà a Roma, dove morirà il 29 dicembre 1905.  

Gli intrighi amorosi tra personalità di umile estrazione sociale e altre che hanno fatto la storia d’Italia dimostra che, anche nelle remote epoche della monarchia, nobili, borghesi e volgo, mettevano insieme una rete di rapporti che dievntavano l’equivalente del gossip della belle époque. 

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