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Arte & Cultura

Picasso, il linguaggio delle idee : Roma celebra il genio oltre la pittura

Picasso colora e fa vibrare Roma, al Museo Storico della Fanteria dal 4 ottobre 2025 a gennaio ‘26, con la mostra “Picasso. Il linguaggio delle idee”. Picasso non dipingeva soltanto quadri: trasformava ogni forma, segno e materia in un linguaggio universale di libertà e invenzione.

La mostra si presenta come viaggio inedito nell’universo creativo di Pablo Picasso, che va oltre i dipinti per abbracciare incisioni, ceramiche, manifesti e fotografie. Ben oltre 100 opere regalano uno sguardo ampio e affascinante sul percorso umano e artistico del maestro andaluso, sotto una nuova prospettiva al museo della Fanteria.

Curata da Joan Abellò e prodotta da Navigare srl, l’esposizione si articola in otto sezioni tematiche che raccontano cinquanta anni di carriera e di vita, dall’inizio del Novecento fino agli ultimi anni in Costa Azzurra. Due sono i fili conduttori: da un lato i linguaggi espressivi che Picasso ha sperimentato incessantemente – incisioni, lavori su carta, sculture in ceramica – dall’altro le relazioni e le amicizie che hanno segnato la sua esistenza, come quelle con il pittore Àngel Fernández de Soto e con i fotografi Edward Quinn e André Villers, che ne documentarono gli ultimi anni.

Il percorso si apre con Picasso, Arlecchino e i saltimbanchi, omaggio alla fascinazione dell’artista per il circo e per le maschere popolari, tema centrale del suo “Periodo blu”. Qui spiccano due rari “after work”: l’acquaforte Les Saltimbanques au chien (1905) e la collotipia a colori Arlequin et sa compagne (1901).

Ampio spazio è dedicato alla ceramica, disciplina che Picasso seppe elevare da artigianato ad arte, con dieci esemplari realizzati negli anni ’50 a Vallauris. A corredo, la sezione fotografica presenta quindici scatti che immortalano la vita quotidiana dell’artista: la villa “La Californie” a Cannes, i momenti familiari, l’affetto per la celebre capra Esmeralda, fino all’iconica immagine di Villers che ritrae Picasso come Braccio di ferro (1957).

La mostra accoglie anche dieci manifesti originali ideati da Picasso per promuovere le proprie esposizioni, dieci acquetinte della serie Sable mouvante e un’opera unica: Paesaggio lussureggiante (1930), dipinto a olio attribuito a Fernández de Soto, mai esposto prima.

Prestiti prestigiosi arrivano dal Museo Picasso de A Coruña, dal Museu Picasso di Barcellona e dal Museo Reina Sofía di Madrid, a testimonianza della statura internazionale del progetto.

Quando Pablo Picasso arrivò a Roma nel 1917, era già riconosciuto dall’ambiente artistico italiano e da una insignificante rivista d’avanguardia di provincia, Procellaria di Mantova, che riusciva ad avere contributi di artisti barcellonesi. Fu accolto e gli fu detto di lasciarsi influenzare dai futuristi.

Con oltre un secolo di innovazioni e rivoluzioni artistiche, Picasso continua a parlare al presente. Questa mostra romana non solo celebra l’artista, ma invita il pubblico a scoprirne la dimensione più intima: quella di un uomo che ha fatto del linguaggio delle idee la sua forma più autentica di libertà. E invita tutti a viverla.

Marino Ceci

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