Un omaggio alla settima arte, che ha rappresentato uno dei temi fondamentali nell’immaginario e nella poetica del Maestro del décollage
Paolo Sorrentino riceve il Premio della Fondazione Mimmo Rotella. Il riconoscimento – istituito nel 2001 per volontà di Mimmo Rotella (Catanzaro 1918 – Milano 2006) – celebra la feconda relazione tra i linguaggi del cinema e delle arti visive. Si tratta di un omaggio alla settima arte, che ha rappresentato uno dei temi fondamentali nell’immaginario e nella poetica del Maestro del décollage. A consegnare il Premio – un’opera originale del Maestro Mimmo Rotella – sono stati Nicola Canal, Presidente della Fondazione Mimmo Rotella, Gianvito Casadonte, Direttore Artistico del Premio, e rappresentanti delle istituzioni culturali e del mondo del cinema internazionale.
Il Premio
Dal 2014 sotto la direzione artistica di Gianvito Casadonte, il Premio Fondazione Mimmo Rotella ha visto tra i suoi insigniti protagonisti del calibro di Al Pacino, Michael Caine, Ai Weiwei, Willem Dafoe, Julian Schnabel, Hayao Miyazaki, Shirin Neshat e Mick Jagger. Tra gli italiani, figure che hanno saputo raccontare il Paese con uno sguardo autentico e originale, come Toni Servillo, Mario Martone, Marco Bellocchio e Ascanio Celestini. Nel 2024 il Premio è stato attribuito a Iddu di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza.
Perché a Paolo Sorrentino
Perché il regista Paolo Sorrentino è una figura centrale del cinema contemporaneo, autore di un linguaggio inconfondibile capace di coniugare la tradizione cinematografica italiana con una visione personale e universale, in cui convivono introspezione, ironia, sguardo visionario, e un’estetica che dialoga costantemente con la storia dell’arte. Il Premio è stato conferito per la coerenza di un percorso autoriale che ha saputo dare lustro al cinema italiano nel mondo e per l’intensità con cui La Grazia si propone come un’opera autenticamente originale, problematica e poetica in grado di porci di fronte alle nostre coscienze.
Motivazione del Premio
Con La Grazia, Paolo Sorrentino conferma la sua straordinaria capacità d’integrare profondità narrativa, intensità visiva e raffinata ricerca estetica. Il film si muove tra realtà e trascendenza affrontando i temi universali della fede, del destino e della fragilità umana con una sensibilità capace di coinvolgere intensamente lo spettatore. Lo sguardo poetico e visionario del regista napoletano si intreccia con la forza evocativa delle immagini in un linguaggio cinematografico in costante dialogo con l’estetica e l’arte contemporanea. L’eredità artistica di Mimmo Rotella e in particolare dei suoi décollages si evidenzia in elementi quali la frammentazione, la memoria, la rielaborazione del reale intesi come strumenti necessari per ripensare il presente e costruire nuovi immaginari.
Francesco Fravolini


