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L’espansione mondiale della carità di Madre Teresa

Il ritratto di una donna che ha illuminato e trasformato il mondo

“Sono come una piccola matita nelle mani di Dio” diceva di sé Madre Teresa di Calcutta. Una metafora che la dice lunga sul senso di umiltà che albergava in questa suora minuta e dai toni dimessi, ma in breve assurta a faro dell’intera umanità. A tracciarne un ritratto è il giornalista e ricercatore Sergio Vicini nel suo volume dal titolo “Le 100 grandi donne” edito da Hobby & Work all’interno della collana “Saggi Storici”. Interessante il sottotitolo scelto a corredo, ovvero “Le stelle dell’altra metà del cielo che hanno illuminato e trasformato il nostro mondo e la nostra storia”

E di luce da quel sari bianco dai bordi azzurri che l’ha contraddistinta agli occhi del mondo, ne deve essere trapelata in maniera sempre più esponenziale nel corso degli anni. Partendo dalle origini, Gonxha Bojaxhiu, nome albanese di Madre Teresa, nel 1910 viene al mondo, ultima di cinque figli, a Skopje. Le difficoltà bussano presto a quella casa che si acutizzano con la morte del padre. Ciò nonostante si manifesta molto presto in lei il desiderio di dedicarsi al prossimo. E così, parafrasando il testo “il suo percorso spirituale inizia in Irlanda, nell’Istituto Beata Vergine, noto anche come “Le suore di Loreto”. Nell’anno successivo si insedia in India, nella città di Calcutta. Qui Madre Teresa insegna in un istituto per ragazze. “Nel 1946 arriva improvvisa l’ispirazione” è Vinci a dire.

L’amore per il prossimo che in lei si manifesta in modo sempre più evidente va di pari passo con la fondazione delle “Missionarie della Carità”. “Una comunità che ha il compito di sostenere i più poveri fra i poveri” è sempre Vinci a sottolineare. All’inizio lei si muove da sola: non teme d’inoltrarsi nei sobborghi di Calcutta dove lava i malati, consola gli afflitti prodigandosi nel prestare le prime cure. In breve tempo il suo esempio trascina alcune sue ex allieve che si uniscono a lei. Nel 1960 è Madre Teresa ad inviare in missione alcune sue consorelle in India. Poi nel 1965 le sue opere travalicano i confini dell’India. In breve cominciano a sorgere nuove case in Venezuela, a Roma e in Tanzania. Ma vi è di più!

“La forza del suo carisma e del suo amore per il prossimo – scrive l’autore – è tale che riesce ad aprire missioni anche nei Paesi del blocco comunista, come l’Albania e Cuba”. Una vera e propria “espansione mondiale della carità”. La sua notevole capacità organizzativa unita ad un indiscusso carisma la mette sempre più al centro dell’attenzione mediatica. Attira laici, uomini di diverso credo religioso e uomini di potere, ottenendo sempre più sostegni e riconoscimenti. Nel 1979 riceve il Nobel per la Pace. Una parabola luminosa nata nel sostegno al prossimo e sfociata in un’opera di pace che non conosce confini.      

Maria Teresa Biscarini

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