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Lavoro, in Italia sale il numero degli occupati

Nel mese di luglio, in Italia si osserva un incremento delle persone che hanno ottenuto un’occupazione. Si assiste anche ad una diminuzione del tasso di disoccupazione.

L’Italia torna a registrare un aumento nel numero degli occupati. Nel mese di luglio 2025 il mercato del lavoro italiano continua a mostrare segnali incoraggianti: secondo l’ultima rilevazione dell’Istat, gli occupati sono aumentati di 13 mila unità rispetto a giugno, portando il totale a circa 24,217 milioni.

Anche il tasso di occupazione risulta in leggero miglioramento, passando al 62,8 %, in aumento di 0,1 punti rispetto al mese precedente, mentre il tasso di disoccupazione scende al 6,0 %, registrando un calo di 0,3 punti percentuali.

Quali sono i protagonisti della crescita? Dobbiamo evidenziare che l’aumento mensile coinvolge principalmente gli uomini, i lavoratori dipendenti sia a tempo indeterminato che determinato, i giovani (15–24 anni) e la fascia 35–49 anni. Risulta invece in calo, sempre su una base mensile, l’occupazione femminile e quella dei lavoratori autonomi.

Nel mese di luglio si riscontra anche un aumento degli inattivi, ovvero delle persone né occupate né in cerca di lavoro rientranti nella fascia 15–64 anni: +30 mila unità (+0,2 %), con un tasso di inattività che sale al 33,2 %. Questo incremento è più pronunciato tra le donne, i 25–34enni e gli over 50, mentre diminuisce tra uomini, ragazzi e la fascia 35–49 anni.

La Premier Giorgia Meloni si è dichiarata soddisfatta e ha commentato positivamente i dati, definendoli “incoraggianti”. A fronte dei dati riportati ha confermato l’efficacia delle recenti politiche attuate per favorire crescita e occupazione.

In sintesi, i dati più recenti — riferiti al mese di luglio 2025 e diffusi all’inizio di settembre — mostrano un chiaro incremento nel numero degli occupati, accompagnato da un calo della disoccupazione. Tuttavia, l’aumento dell’inattività, soprattutto femminile, evidenzia una parte della popolazione che resta fuori dal mercato del lavoro. Le politiche pubbliche dovranno rispondere anche a questa criticità, sostenendo l’occupazione femminile e riducendo il divario tra chi lavora e chi continua a restare escluso.

Manuela Margilio

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