Il 2025 è l’anno del 135° anniversario della nascita di Stan Laurel
Questo 2025 è l’anno del 135° anniversario della nascita e del 60° della morte di un vero mito del cinema e del costume internazionali che, in coppia con un’altrettanta leggenda, ancora oggi, a distanza di quasi un secolo dal loro esordio, rappresentano le “maschere” teatrali più popolari, in tutto in mondo.
Parliamo di Stan Laurel, Stanlio, nato in Inghilterra nel 1890 e mancato in California nel 1965.
Quasi cent’anni fa nasceva la più grande coppia di artisti comici di tutti i tempi. Sì, si tratta proprio di loro, Stan Laurel e Oliver Hardy, ben più noti al pubblico italiano come Stanlio e Ollio. Era infatti il 1926, quando i due attori si trovarono insieme a girare un lavoro cinematografico dal titolo “A 45 minuti da Hollywood”. A dire il vero già nel 1921 Laurel e Hardy recitarono in una stessa “pellicola”, con “The Lucky dog”, ma quello fu un lavoro artistico in cui i due non venivano ancora riconosciuti come sodalizio.
A distanza di quasi un secolo da quegli esordi, ancora oggi i film di Stanlio e Ollio divertono grandi e piccini.
La particolarità dei due comici è che nessun altro attore è più riuscito a rimanere così a lungo attuale e riconoscibile.
Laurel (il cui nome vero era Artur Stanely Jefferson) era figlio di attorti, un destino che lo portò ad affacciarsi al mondo della recitazione giovanissimo, mentre Hardy (Oliver Norvell Hardy), di due anni più giovane del compagno, si accostò al mondo dello spettacolo dopo aver lavorato presso una sala cinematografica come addetto alle proiezioni. La gavetta di colui che diverrà il popolarissimo Ollio è lunga e faticosa e lo porterà a debuttare al cinema nel 1914 con il film “Outwitting dad”.
Il primo film di Stan Laurel risale invece al 1917, con “Nuts in May”, a cui seguirono alcuni anni di collaborazioni con Charlie Chaplin.
Dopo il debutto come coppia nel 1926, nel 1928 i loro lavori vengono proposti con il binomio di Stan e Hardy, ovvero Stanlio e Ollio. Quest’ultimo ricopre la parte dell’apparente serio e infallibile uomo d’esperienza, che vuole condurre l’amico verso la retta via, in tutte le situazioni, anche le più semplici e banali. Stanlio invece è lo sbadato e pasticcione, puntualissimo a mandare all’aria ogni buona intenzione dell’amico, anche se la sbadataggine e l’essere sciocco alla fine sembra quasi prevalere nel ruolo di Ollio che in quello di Stanlio.
Tra i due esiste un’interazione talmente equilibrata e armoniosa, anche nelle scene più vivaci e veementi, che è sempre difficile capire chi è il personaggio trainante e chi è la spalla. La loro verve artistica si poggia su gestualità, battute, smorfie, volutamente stereotipate: come la distruzione di qualche oggetto a cui entrambi tenevano, solo per infantile ripicca, oppure Stanlio che si gratta il ciuffo dei capelli mentre Ollio si aggiusta il bottone della giacca. Tra i due nasce uno scambio di gestualità volutamente ripetute, quasi a voler creare un marchio di fabbrica riconoscibile al mondo e a lungo. Beh, c’è da dire che quell’intenzione era totalmente azzeccata.
L’abilità di Stanlio e Ollio è stata anche quella di riconoscere e scegliere in modo impeccabile i loro collaboratori artistici, infatti gli attori di secondo piano (che in pratica facevano loro da spalla) hanno sempre saputo rimanere all’altezza dei due grandi artisti: i compagni di viaggio di Stan e Hardy sono stati, James Finlayson, Tiny Sandford, Edgar Kennedy e le attrici che interpretavano le mogli, ovvero Doroty Coburn, Anita Garvin, Viola Richard e Doroty Christy.
Verso gli anni trenta c’è la grande rivoluzione del sonoro, così le comiche di Stanlio e Ollio abbandonano il muto, incrementando la fama dei due. Alcuni titoli di film di quegli anni sono, “Il tocco finale”, “Blue Boy” e “Un cavallo per un quadro”; nel 1932 la comica “La scala musicale” vice il premio Oscar come migliore scena umoristica.
Se vogliamo indicare il lavoro cinematografico che ha sancito l’inizio del successo di Stanlio e Ollio possiamo tranquillamente citare “Fra’ Diavolo” che nel 1933 rappresentò la vera consacrazione per i due.
La loro amicizia con Walt Disney fu determinante per la lavorazione de “Nel paese delle meraviglie”, altra opera straordinaria della coppia.
Nel 1945 passarono a case cinematografiche minori, proprio perché Stan Laurel voleva essere maggiormente coinvolto nei lavori che svolgeva con il fido compagno di lavoro: furono i periodi dei film “Dopo Waterloo: il ritorno del Kentuckiano” e “La gioia della vita”. Il loro ultimo lavoro cinematografico fu “Atollo k”, ma senza successo. Per i due girare quella pellicola fu un calvario, anche perché Stan era ammalato e profondamente affaticato.
Ma dopo alcuni anni di “oblio”, vi fu un improvviso ed inaspettato ritorno di popolarità per le comiche di Stanlio e Ollio al punto che i due accettarono la proposta di riprendere a girare pellicole come ai vecchi (e bei) tempi. Finché la malattia non interruppe la carriera di entrambi.
Oliver Hardy morì il 7 agosto del 1957 all’età di 65 anni.
Laurel, avrebbe potuto continuare a lavorare, ma senza l’amico e compagno di carriera non volle girare più nulla. Stan Laurel morì il 23 febbraio del 1965, aveva 74 anni.
In Italia un grande contributo alla popolarità dei due attori la diedero i doppiatori: ricordiamo Alberto Sordi e Mauro Zambuto, seguiti da una quindicina di attori, tra cui Fiorenzo Fiorentini, Carlo Croccolo, Elio Pandolfi, Pino Locchi, Enzo Garinei e Giorgio Ariani.
Fabio Buffa


