Nelle vecchie case di campagna capita spesso di trovare un mazzo di chiavi magari antico con chiavi che vanno dalla più grande alla più piccola ma che non aprono nessuna porta della abitazione.
Ma se non servono a nulla allora come mai sono lì esposte in bella vista?
Perché si riteneva che le chiavi potassero fortuna e fossero simbolo di nuove opportunità.
In passato infatti si usava regalare una chiave ad un neonato per dargli il benvenuto in questo mondo e per augurargli porte aperte nel corso della vita.
Le ostetriche ebree mettevano delle chiavi nella mano della donna che stava per partorire in modo da garantirle un parto sicuro.
In Europa orientale prevengono i brutti sogni.
Per i giapponesi tre chiavi legate insieme portano fortuna, amore e ricchezza a chi le indossa.
Per la cultura nordica la chiave era la rappresentazione del potere femminile infatti alle donne venivano affidate le chiavi di casa nominandole così protettrici e custodi della casa e della famiglia; le donne erano solite portarle alla cintura o su un cordone insieme ad altri strumenti come un coltello o al materiale per cucire.
La chiave poi rappresenta il potere di varcare una soglia, di aprire un qualcosa di inviolabile, è simbolo di libertà, di scoperte e di conoscenza e di raggiungimento degli obiettivi, pertanto è simbolo di ottimismo e di positività nella vita di tutti i giorni.


