Gubbio è per molti una sorpresa, persa tra le colline, in un tempo che lega passato e presente con il filo della magia. Tante sono le bellezze di Gubbio, resa celebre dalla serie Tv “Don Matteo” che per tanti anni ha scelto questo centro cittadino come set stabile.
Nel cuore medievale di Gubbio, di fronte alla Cattedrale, si erge il Palazzo Ducale — o “Corte Nuova” — voluto da Federico da Montefeltro tra il 1470 e il 1476, basato su edifici preesistenti ancora visibili, e firmato dall’architetto Francesco di Giorgio Martini. È l’unico esempio in stile rinascimentale in una città dominata dal gotico, contraddistinto da un cortile luminoso, eleganti decorazioni sui capitelli, portali e camini, tutti impreziositi dagli emblemi della casata Montefeltro.
Il Palazzo Ducale di Gubbio è un raffinato esempio di come medioevo e rinascimento si siano integrati, una architettura rinascimentale inserito nel contesto medievale della città.
Il cortile centrale, dalle delicate tonalità e ritmato da colonne e finestre ornate da lesene, nasce sul sedime dell’antica piazza comunale, riconnettendo idealmente la memoria medievale e la nuova residenza signorile Lo Studiolo: Intimità, Sapere, Prospettiva
Ma il vero tesoro, si nasconde al suo interno sotto l’arte della Tarsia. Uno spazio intimo e meditativo: lo Studiolo, commissionato da Federico e realizzato tra il 1479 e il 1482. Progettato da Francesco di Giorgio Martini e finemente eseguito dalla bottega dei fratelli Giuliano e Benedetto da Maiano, lo studiolo era rivestito da tarsie lignee realizzate con essenze pregiate (noce, pero, ciliegio, acero, quercia, gelso, fusaggine).
Lo Studiolo rappresenta l’anima intellettuale di Federico da Montefeltro: un piccolo sancta sanctorum decorato con talento, eleganza e simbolismo, dove cultura, potere e introspezione si fondono armoniosamente.
La decorazione offre opportunità di perdersi in un piccolo spazio, tra illusioni prospettiche, con armadi aperti o semichiusi, strumenti musicali e scientifici, libri, oggetti e stemmi, tutti resi con maestria per suggerire profondità e realismo — un omaggio al potere, alla sapienza e all’erudizione del duca.
A differenza dello studiolo di Urbino — celebrativo, volto a stupire — quello di Gubbio aveva un carattere più introspettivo: raffigurava le virtù di Federico come condottiero, governante e umanista.
Tanto bello quanto desiderato. E fu così che, nel corso degli anni, lo studiolo fu (s)venduto ad un mercante d’arte tedesco, e infine acquistato dal Metropolitan Museum of Art di New York nel 1939, dove oggi è esposto in una spettacolare ricomposizione. A partire dal 2009, nel Palazzo Ducale di Gubbio è stata installata una splendida replica fedele realizzata dalla bottega Minelli grazie a documentazione fotografica e competenze artigiane di alto livello che ancora stupiscono visitatori da ogni dove.
Se si passa per Gubbio, e non si può non passarci, non si può mancare una visita a Palazzo Ducale.
Marino Ceci


