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Il senso del lutto negli animali

Recenti indagini rendono sempre più concreta la possibilità che anche altri esseri viventi siano capaci di sperimentare l’esperienza del lutto.

Lo scorso Luglio alcuni ricercatori, che stavano analizzando il comportamento di un gruppo di orche nell’Oceano Pacifico, hanno rilevato un comportamento particolare tra gli esemplari a seguito della morte di
un cucciolo. La madre continuava a sostenere il piccolo defunto con la testa, ogni volta che le scivolava lo
recuperava e lo riportava a galla, mentre le altre orche hanno a lungo formato un cerchio attorno alla femmina.
Il cordoglio è durato per ben 17 giorni, dopo i quali l’orca si è decisa a lasciare sprofondare il corpo del cucciolo.

Nei primi mesi del 2018 un rapporto dal rifugio per animali “Farm Animal Rescue and Rehoming Movement”
di Alberta (Canada) ha messo in evidenza il significativo comportamento che un’asina ha avuto a seguito della
morte di un cavallo a cui era stata particolarmente legata. L’animale ha strappato il telo che copriva il corpo in
attesa della sepoltura e gli è restata accanto. Una volta sepolto è rimasta presso la tomba per diversi giorni
rifiutandosi di allontanarsi e ragliando frequentemente.

I casi sopra descritti, insieme a tanti altri, hanno portato negli ultimi anni i ricercatori ad indagare il senso del
lutto negli animali. Ѐ chiaramente emerso dalle indagini che i sentimenti e le emozioni, tradizionalmente
considerati prerogativa umana, sono in realtà condivisi da moltissime specie. Nello specifico il cordoglio si
manifesta, proprio come per gli uomini, con chiare dimostrazioni di dolore (guaiti o oltre espressioni simili)
accompagnate da un’alterazione evidente delle abitudini di vita. Il fenomeno di cui stiamo parlando implica
coscienza del senso drammatico della perdita ed è diverso da processi simili ma inconsapevoli, regolati da
fattori biologico e segnali chimici (per esempio quelli che vedono le formiche, le termiti e le api, recuperare e
a volte seppellire i corpi dei loro simili). Quanto sopra indicato mette in evidenza dunque la capacità di alcune
specie animali di provare effettivamente emozioni e implica, di conseguenza, anche la facoltà di stabilire con
altri esseri viventi dei legami che vanno oltre una natura meramente utilitaristica ai fini della sopravvivenza.

Glenda Oddi

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