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IL GREEN PASS SEGNA E FA GOAL: PRENOTAZIONI DEI VACCINI AUMENTANO DEL 40%

A livello nazionale, si è verificato un incremento generalizzato delle prenotazioni di prime dosi tra il 20% e il 40% rispetto alla scorsa settimana.

Considerando che la maggior parte dei centri vaccinali sono ad accesso libero, occorre monitorare, nei prossimi giorni, l’andamento delle adesioni per valutare se il trend attuale si consoliderà in maniera strutturale”, spiega una nota del commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Figliuolo. A oggi 40 milioni 850.892 cittadini hanno completato il ciclo vaccinale, pari al 75,64% della platea di over 12, rende noto, inoltre, la struttura.

Si attendono, intanto, le linee guida del Governo per chiarire alcuni aspetti per l’applicazione delle nuove regole del Green Pass. Ma nel decreto, che riguarda 23 milioni di lavoratori, sono diversi i punti da chiarire: come controllare il certificato digitale e come comportarsi se il dipendente non lo ha.

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini rema contro il governo chiedendo che i lavoratori  non vaccinati, non siano tenuti a pagare il tampone”. Il Governo invece pare irremovibile, avrà forse un costo più basso e una maggiore validità ma non sarà gratis, “altrimenti – ha chiarito il ministro del Lavoro, Andrea Orlando – passerebbe il messaggio politico per cui vaccinarsi o non vaccinarsi sarebbe la stessa cosa”.

Il giuslavorista Pietro Ichino solleva la necessità di appianare a distinzione circa i termini entro i quali presentare il certificato verde: attualmente nel settore pubblico la sospensione scatta dopo 5 giorni di mancata presentazione del certificato verde, mentre in quello privato va eseguita subito. Per i lavoratori le sanzioni sono da 600 a 1.500 euro, per i datori da 400 a mille e valgono anche per le famiglie che impiegano domestici no vax.

Tante le questioni su cui fare chiarezze e con una certa solerzia visto il grande rientro dei lavoratori, nella speranza che si diventi sempre più “verdi”.

Marino Ceci

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