Il collant, così come lo conosciamo oggi, nasce relativamente tardi: alla fine degli anni ’50, ma affonda le sue radici nella lunga storia delle calze.
Breve storia del collant
Per secoli uomini e donne hanno indossato calze separate, fissate con giarrettiere.
Le prime calze moderne compaiono negli anni ’30 grazie all’invenzione del nylon (1938, Dupont), che rende possibile un filato elastico, resistente e leggero.
La vera svolta arriva però con gli anni ’60, quando la moda della minigonna inventata da Mary Quant, rende scomode le giarrettiere tradizionali.
Nasce così il collant: una calza unica, continua, che copre entrambe le gambe e il bacino, offrendo libertà di movimento e una silhouette più pulita.
Il termine italiano deriva dal francese “collant”, participio presente del verbo “coller” (attaccare, incollare). Si riferisce al fatto che questi indumenti aderiscono strettamente alla gamba, come se incollassero la copertura al corpo.
In italiano, la distinzione con altre calze si fa spesso basandosi su presenza/assenza di copertura all’intero gambale: i collant coprono gambe e fianchi, mentre calze singole o reti possono coprire solo la gamba o avere ganci o accessori diversi. Nel linguaggio comune, il termine è entrato a identificare specificatamente i collant aderenti, elastici e unitari.
Da capo puramente funzionale, il collant diventa presto anche elemento estetico seguendo i cambiamenti sociali: emancipazione femminile, nuovi codici di seduzione, maggiore praticità nella vita quotidiana.
In Italia, i primi collant furono prodotti da Rhodiatoce, società paritetica tra Montecatini e Rhône-Poulenc, che li commercializzò con il marchio Nailon Rhodiatoce – Scala d’Oro, inizialmente in nylon.
Oggi i maggiori produttori di collant in Italia si trovano nel distretto industriale di Castel Goffredo in provincia di Mantova.

Funzionalità: molto più di una semplice calza
Il collant nacque per rispondere a esigenze concrete delle donne: innanzitutto comodità e praticità, offrendo una soluzione rispetto a giarrettiere e calze che scendono. Poi la protezione termica nei mesi invernali seguita dall’uniformità della gamba che appare levigata e con meno imperfezioni, valorizzando la silhouette. Infine, il sostegno: alcuni modelli includono effetti contenitivi o modellanti.
Col tempo si sono aggiunte nuove funzioni: collant riposanti per la circolazione, modelli premaman, versioni tecniche per il lavoro in piedi o per chi viaggia spesso.
In sostanza, il collant ha accompagnato il corpo femminile adattandosi ai suoi ritmi e bisogni.
Oggi il mercato offre una varietà impressionante di collant, e la scelta è sempre più legata allo stile e alla personalità della donna: velati o coprenti, opachi, lucidi o satinati, classici neri o color carne, fantasie, ricamati, geometrici, artistici, eco-friendly in filati riciclati, in lana, cotone, microfibra, pizzo, e infine modelli tecnici o modellanti.
Molti grandi nomi della moda italiana hanno lanciato linee di collant e calze, spesso nell’ambito di collezioni o tramite collaborazioni con produttori specializzati.
Tra questi marchi troviamo Gucci, Prada, Dolce & Gabbana, Armani (incluse le linee Emporio Armani), Versace, Valentino, Fendi e Missoni, che hanno lanciato modelli di collant e calze che si sono aggiunti alle loro raffinate offerte di lifestyle.
La disponibilità di questi prodotti varia naturalmente di stagione, poiché talvolta le maison si affidano a partner esterni specializzati per la produzione.
Per chi ama lo stile retrò, esistono ancora oggi calze di nailon oppure a rete che s’indossano con l’aiuto del reggicalze o delle giarrettiere.
Il collant non è più solo un accessorio necessario: è diventato strumento espressivo, capace di raccontare gli stati d’animo, un’occasione, un’identità. In un’epoca in cui il corpo femminile rivendica libertà e autenticità, anche il collant si trasforma: non più imposizione estetica ma scelta consapevole.
Rosa Maria Garofalo


