Concludiamo il viaggio tra i muscicapidi italiani con le specie più rare: sono cinque, con tre accidentali e due migratori irregolari.
L’Usignolo d’Africa (Cercotrichas galactotes) è la specie più osservata tra queste. Nonostante il nome italiano, non appartiene al genere Luscinia, anche se appare molto simile all’Usignolo, con piumaggio però rossiccio e sopracciglio evidente. Nidificante in NordAfrica ma anche Spagna e Turchia, in Italia si osserva in periodo migratorio quasi ogni anno, soprattutto al Sud e nel versante tirrenico.
Apparteneva invece al genere Luscinia, ma è stata poi riclassificata, la Calliope (Calliope calliope). Specie nidificante in Asia e Russia, ha sei segnalazioni valide in Italia. Simile a un codirosso, il maschio ha un disegno facciale tipico, con sopracciglio e baffo bianchi e gola rosso acceso, caratteri meno evidenti nella femmina.
Il Codazzurro (Tarsiger cyanurus) è una specie nidificante dalla Finlandia all’Asia. Il maschio sfoggia uno spettacolare piumaggio azzurro intenso superiormente, con parti inferiori chiare e fianchi aranciati, mentre femmine e immaturi somigliano ai codirossi, ma con i fianchi aranciati e senza la coda rossiccia. E’ ormai da considerare un migratore irregolare, ma con pochissime osservazioni quasi tutti gli anni.
Del Pettirosso golabianca (Irania gutturalis) esiste una sola segnalazione italiana, un individuo catturato durante una sessione di inanellamento nel 2005. Specie turco-asiatica, ha struttura da usignolo e piumaggio grigio-bluastro con coda nera tipica e, nel maschio, mascherina nera con stria bianca sulla gola e petto aranciato.
Infine l’ultima “new entry” nella lista italiana è il Pigliamosche mugimaki (Ficedula mugimaki), anch’esso catturato e inanellato in Lombardia, nel 2011. Specie asiatica, ha piumaggio a sua volta da nero (con macchia bianca sull’ala cone le balie, nel maschio) a grigiastro (simile a un pettirosso, nella femmina), ma con gola e petto di un arancione acceso e baffo nerastro.
Daniele Capello


