Organizzata da Comitato Santa Lucia ogni anno vede i cinquantenni portare in processione la santa.
Edizione 2025 classe ’75 volano della celebrazione coadiuvata dell’Amministrazione Comunale, Don Daniele e Don Enrico e popolazione tutta.
La nascita delle processioni portando un santo non è di certa datazione, affonda le sue radici nella notte dei tempi forse rimandante all’usanza di portare in spalla il re o la sedia gestatoria del papa ma e soprattutto, nelle sacre scritture lasciamo parlare il Signore Gesù “Il mio giogo è dolce e il mio peso leggero” (Matteo 11).
Concettualmente le esigenze delle comunità hanno molte valenze: devozione, intercessione con Dio, richiesta di protezione espressa con riti propiziatori, soprattutto nelle società agro-pastorali.
A Siamanna eleggere la leva dei cinquantenni quali facchini fu a opera di Antonello Mura oggi vicesindaco.
Correva l’anno 1996 Mura Presidente del Comitato sul palco invitando il Sindaco del paese di allora Claudio Laconi.
Proposta anche in funzione del ritrovarsi in una comunità che ha molti emigrati e fare festa insieme, coincidenza i primi furono quelli del 1954 classe del Laconi.
Il gemellaggio Siamanna-Sacrofano paese alle porte di Roma, comparazione antropologica vige grazie a queta medesima tradizione: cinquantenni portano in processione San Biagio, differenza non trascurabile il villaggio laziale per coesione, no fenomeno storico dell’ emigrazione, fenomeno da rilevare in altra sede.
Veniamo all’edizione 2025 di Siamanna, Santa Messa Mons.Antonio Zedda canonico Capitolo Metropoolitano Arborense, accompagnamento organetto Manuel Tatti.
Sardegna regione dove il folclore è sentito, difeso e divulgato, non lascia fuori la provincia di Oristano e Siamanna ne segue i dettami.
La comunità ha vissuto con gioia e partecipazione la festa solenne, quest’anno in particolar modo con caloroso coinvolgimento il Comitato della leva può ritenersi soddisfatto del suo operato e della forte sinergia con Amministrazione Comunale e associazioni presenti sul territorio.
Logistica, accoglienza, momenti di aggregazione, attività culturali, a ogni realtà il suo contributo portavoce dell’importanza di condivisione e partecipazione .
Comunità non ristagnante su se stessa, integrazione territoriale, cooperazione, confraternite anche dei paesi limitrofi per una mamma comune Ichnusa.
Serata folk speaker Roberto Tangiu gruppi Villaurbana, Simaz, San Sebastiano di Samugheo, Is Cantadoris de su processioi voce anche del Antonello Mura, Maurizio Cominu, Gianni Ore Gruppo Folk di Simaxis.
Cavallo uno degli emblemi della terra nuragica, ha fatto da protagonista anche per la festa di Santa Lucia, destrieri e cavallieri hanno sfilato bardati a festa insieme a comparse in abito tradizionale locale.
Il folclore è colore, il folclore sono note, il folclore sono tradizioni tramandate un tempo orali, oggi la scrittura fa da madrina.
Serata folk speaker Roberto Tangiu gruppi Villaurbana, Simaz, San Sebastiano di Samugheo,
Come per le righe della scrivente sulla Sartiglia di Oristano, anche Siamanna segue i tempi: concerto delle Vibrazioni circa 3.000 passaggi, piazza gremita, 1.000 per i Dj Walter Fargeta, Leonardo Greco vocalist, Dj Andrea Camedda.
Il passato si interseca con la modernità: gara poetica Celestino Mureddu e Diego Porcu accompagnati da Su Contrattu Seneghesu , fisarmonicisti Giuliano Armas e Manuel Tatti.
Lasciamo parlare Antonello Murra Vicesindaco:<<Concordo con i concetti della Dottoressa Tenuta:la celebrazione di Santa Lucia si è trasformata non solo in momento di fede ma occasione di unione e coesione sociale rafforzando vitalità del nostro paese, appartenenza ad esso>>.
Senso di identità regionale ma che accoglie “note degne di nota” con musica contemporanea attraverso Le Vibrazioni attraverso una circolazione dei fatti culturali.
Concludiamo con un concetto ribadito dall’illustre antropologo Alberto Maria Cirese decisamente di stampo gramsciano, oggi vedrebbe la circolazione tra cultura egemonica e cultura subalterna. Gramsci? Sardo dell’oristanese come Siamanna a lui la sua regione, l’Italia tutta devono così come la opinione internazionale non solo accademica, Cirese? Di Rieti Lazio ma a lui la Sardegna deve grazie alle sue capillari ricerche, la chiama l’isola dei sardi così come la chiama l’Ulisse dantesco.
Laura Tenuta


