Ezio Bosso avrebbe compiuto 54 anni: anzi, considerando quanto ancora sia presente tra noi questa entità umana e artistica, dobbiamo dire che Ezio, ha appena compiuto 54 anni. Nacque infatti il 13 settembre 1971, da una famiglia operaia di Torino, che abitava in via Principessa Clotilde, nel quartiere di Borgo San Donato. Già a quattro anni si appassiona alla musica, influenzato da una prozia pianista e dal fratello. Frequenta il Conservatorio, dove riesce ad incantare il compositore e teorico musicale John Cage, al piano. A 16 anni si esibisce a Lione, e un anno dopo è di nuovo a Torino a suonare il basso nella band “mod” degli Statuto, i principi piemontresi della musica Ska. Il leader degli Statuto, Oscar Giammarinaro, ad un certo punto dell’esperienza artistica lasciò il basso per essere “solo” cantante. Qui Ezio rimane circa due anni, poi il proprio spirito eclettico lo vuole in giro per l’Europa; continua a studiare contrabbasso e si dedica ad apprendere metodi e tecniche della composizione e della direzione d’orchestra. Ezio Bosso la musica vuole impararla e proporla conoscendone le parti più intime e remote, per poter esprimere questa arte con versatilità e generosità uniche.
Bosso è un prodigio, dimostrandolo a quattro anni, a sedici, a diciassette e a venti, quando entra in contatto con Valter Malosti, anima della Compagnia Teatro di Dionisio, che lo ingaggia per le colonne sonore di diversi spettacoli, tra il 1991 e il 1997.
Quella di Ezio Bosso diventerà con gli anni una sublime mescolanza meticcia tra musica classica, pop e jazz, capace di dimostrare al mondo quanto vivace e ricca sia questa arte, soprattutto senza frontiere.
L’impegno sociale di Bosso non può e non si deve disgiungere dalla carriera artistica, in quanto il rapporto di Ezio con il lavoro e con la società va considerato qualcosa di olistico.
Il suo impegno socio-culturale lo portò ad impegnarsi per Palazzo Barolo, la dimora barocca torinese, che con la propria Opera è strumento operativo solidale e di impegno sociale, politico e culturale.
Le collaborazioni di Ezio Bosso con straordinari contesti artistici mondiali dimostra la grandiosità di questo personaggio: lavorò per il Bolshoij di Mosca, per il Wiener Staatsoper (il più importante teatro di Vienna), la Royal Opera House di Covent Garden a Londra, il New York City Ballet e con il Teatro Chatelet di Parigi. Ma la sua arte venne poi prestata anche per la realizzazione dei progetti dei coreografi Christopher Wheedon, Edward Lliang e Rafael Bonchela, nonchè per il regista teatrale James Thierree, nipote di Charlie Chaplin.
Scrisse le colonne sonore dei film di Gabriele Salvatore, “Io non ho paura”, “Quo vadis baby?” e “Il ragazzo invisibile”.
Divenne poi direttore artistico del The London Strings e del Teatro di Bologna.
Nel 2014 avviò una bella collaborazione con la London Symphony Orchestra, uno dei maggiori sodalizi del mondo, il tutto sublimato con la “Fantasia per violini e orchestra”.
Purtoppo parte della carriera di Ezio Bosso fu caratterizzata, ma non rallentata, dalla malattia: una patologia neurodegenerativa.
Nel 2015 pubblica “The 12th Room”, due Cd dove emerge nelle note la consapevolezza del male, in modo lucido e struggente. Questa opera vincerà il disco d’oro.
Ezio Bosso morirà a Bologna il 14 maggio del 2020.
Fabio Buffa


