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Natura&Animali

Le Sterpazzole italiane

Tra le diverse specie del genere Curruca, le Sterpazzole sono uno dei gruppi più eterogenei. Sono quattro le specie segnalate in Italia: la Sterpazzola, la Sterpazzola di Sardegna, la Sterpazzola del deserto e la Sterpazzola nana.

La Sterpazzola (C. communis) è la specie più comune, sia in migrazione che in periodo riproduttivo, nidificando in quasi tutta la penisola, Sardegna esclusa. Migratore transahariano, è un uccello difficile da osservare nel folto della vegetazione, da dove però è facile sentirne il canto. A livello di piumaggio somiglia vagamente alla Bigiarella, per la testa grigiastra (nel maschio), dorso bruno-grigio e gola bianca. Si differenzia principalmente per il tipico pannello alare rossiccio e l’anello perioculare bianco.

La Sterpazzola di Sardegna (C. conspicillata) è molto simile ala precedente, ma presenta più contrasto tra dorso marrone e capo grigio, che appare piu scuro frontalmente, punta del becco nerastra e parti inferiori più scure, fulvicce e non biancastre. Anch’essa transahariana, in Europa nidifica quasi esclusivamente tra Spagna e Italia, diffusa principalmente al centro sud e isole, tranne una segnalazione di maschio in canto in Piemonte nel 2012.

La Sterpazzola del deserto (C. deserti) infine è una specie accidentale in Italia, con una decina di segnalazioni finora in Italia. È limitata all’areale accidentale del Sahara; si distingue facilmente per il color sabbia uniforme (leggermente più chiaro nelle parti inferiori) che la fa sembrare una Sterpazzola leucistica.

Infine una recente “new entry”: la Sterpazzola nana (C. nana), considerata da alcuni autori una sottospecie della precedente, ma diffusa nell’Asia centrale. Esistono 2 segnalazioni finora di questa specie in Italia dal 2018 a oggi. Si distingue dalla precedente per il piumaggio di colore meno uniforme, tendente al grigio-marrone su dorso e capo.

Daniele Capello

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