Consigli e ricette di Maria Cristina

Non soltanto ricette, ma tutto ciò che le rende tali: esperienza, passione, perfezione. Tutto ha un perché e niente è lasciato al caso. Con Maria Cristina, “A modo mio”  è il monito a rendere arte la cucina, così come un vero sapiente insegna.

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Featured VOGLIA DI MARE? UN ANTIPASTO SIMPATICO E GUSTOSO

Cristina Corrieri

Queste carinissime barchette potrebbero essere un’idea di antipasto per la tavola di Pasqua.

Su una base di crostini, tutto quello che la fantasia vi suggerisce. Giocate sull’abbinamento degli ingredienti ed il contrasto dei colori, il buon umore è garantito!

Ingredienti per 6 persone:  

-12 crostini (anche integrali) a forma di barchette

-100 g di salmone affumicato

-3 o 4 foglie di lattuga, tipo cappuccina

A scelta:  12 fettine di Brie (formaggio francese a pasta molle) oppure  6  fette di Magrello o di Primo sale da tagliare in due

Questo antipasto si gusta freddo quindi si può benissimo preparare in anticipo, il che non guasta quando la mente e i fornelli sono impegnati fino all’ultimo in cento altre cose!

Prima di divertirci a comporre queste barchette, dobbiamo tostare i crostini in questo modo, per renderli fragranti e non secchi:  li passiamo uno ad uno velocissimamente sotto un filo d’acqua poi li mettiamo sopra una griglia già bella calda, una bistecchiera o un tostapane. Li togliamo appena si sente con il dito che non c’è più traccia di umidità.

E adesso viene il bello (magari coinvolgendo anche bambini!) Poche mosse e prendiamo il largo…possiamo a piacere alternare gli ingredienti o cambiarli, ad esempio invece del salmone affumicato, prosciutto cotto, prosciutto crudo o bresaola.

Per il formaggio, è consigliabile un certo spessore altrimente “l’effetto scenico” ne risente, quindi non ripieghiamo su un formaggio spalmabile.

Tagliamo  le nostre fette di formaggio della misura del crostino, stessa cosa per il salmone che lasciamo un pò spesso. Adesso piantiamo l’albero maestro che non è altro che uno stuzzicadenti, resta solo da infilarci la vela (un pezzo di lattuga tagliato a triangolo): un passaggio da fare con delicatezza.

Per i più temerari, vi suggerisco un’idea: degli oblò fatti con rondelle di olive nere denocciolate. Le infiliamo lateralmente dentro la fetta di formaggio, scavando prima un buco con uno scovolino. Un consiglio: fate prima qualche prova, ci vuole una certa abilità a fare gli artisti…

Buon divertimento!  

Maria Cristina

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Featured L’ESTRATTORE DI SUCCO: in un bicchiere un elisir di salute e benessere

Cristina Corrieri

Fino all’anno scorso, non avevo capito bene, né la differenza tra un frullatore ed un estrattore, né l’utilità di tenersi in cucina l’ennesimo attrezzo elettrico ingombrante, mentre ero abbastanza convinta che la sua diffusione planetaria fosse una questione di moda.

Poi ci è stato regalato. Così, per onestà intellettuale, prima di confinarlo in qualche angolo remoto della casa, ho deciso di tenermelo, per mettere alla prova le sue potenzialità e verificare se, viste le sue notevoli dimensioni e la pazienza che occorre per lavarlo, ne valesse veramente la pena. Ma come funziona? Diversamente dal frullatore, dall’estrattore esce solo succo,  più o meno denso, in base agli ingredienti usati, quali frutta o verdure. Il vantaggio è che, dopo averli accuratamente lavati, non c’è bisogno di pelarli, né di togliere i semi, perché questi vengono automaticamente convogliati nel contenitore degli scarti. Inoltre la bassa velocità di spremitura dell’estrattore, consente di mantenere inalterate le sostanze nutrienti, i sali minerali e le vitamine. Il “mese di prova”, il nostro estrattore l’ha superato alla grande, non solo: farsi un succo personalizzato è diventato una coccola quotidiana, a colazione, tempo permettendo o a metà pomeriggio. Sappiamo che il modo più salutare che esista è consumare frutti e vegetali così come sono, con tutta la loro polpa e le loro fibre integre. Ma nella giornata di una famiglia, specie se ci sono bambini, per pigrizia o mancanza di tempo, non si riuscirebbe ad assumere tutta quella frutta, tanto meno quelle verdure se, invece di berle, venissero mangiate. Già, perché dentro un solo bicchiere di quel succo fatto in casa, ritroviamo ad esempio una pera più una carota, più qualche chicco d’uva, volendo anche un pezzo di radice di zenzero. Un bello e sano spuntino! E le combinazioni sono infinite.

L’estate e l’autunno scorso sono stati così prodighi di frutta in campagna che, non sapendo più a chi regalarla, se non era per l’amico estrattore, sarebbe andata persa. È così che fino ad ora, mese di marzo, abbiamo fatto i nostri bei succhi di cachi, melagrane, mele, ormai  bruttine da vedersi, piccole o raggrinzite, scomode da pelare. Che bella soddisfazione aver dato loro l’opportunità di un gran bel finale! E che bontà quel succo coloratissimo!

Ma che succederà tra poco con le fragole, le albicocche e le prugne? Per ogni succo un’avventura!

Maria Cristina


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Featured GIRELLE DI RICOTTA E SPINACI

Cristina Corrieri

Un primo piatto scenografico…ma comodo e facile da realizzare

Questa pasta al forno è ideale da preparare quando abbiamo ospiti, sia perché è di grande effetto, sia perché è anticipabile, addirittura in tre fasi diverse della realizzazione. Un gran vantaggio!

Nel cucinare questo piatto, le versioni sono diverse: c’è chi prepara le girelle con la sfoglia cruda e le mette in forno così, il che ci fa correre il rischio di mangiare una pasta secca e ancora cruda. C’è chi invece avvolge i rotoli in teli di cotone e li fa bollire per poi dover aspettare un bel pò che si raffreddino prima di poterli tagliare. Questo procedimento forse va bene per la versione senza forno, da servire con un sugo di pomodoro semplice, la eviterei per la versione gratinata che vi voglio descrivere oggi.Ecco il mio procedimento: semplice, senza tempi di attesa e senza rischi.

Ingredienti per 8 persone:    

– una busta di spinaci freschi (500g)

– 500g di ricotta (due vasetti)

– 2 uova grandi 

– 4 sfoglie di pasta all’uovo lunghe circa 28 cm (oppure 8 corte)

– 500cl di besciamella 

– parmigiano a piacere

Per il ripieno delle girelle, prendete una pentola molto capiente e cuocete gli spinaci al vapore, magari con un dito di acqua nel fondo. Scolateli molto bene e tritateli finemente.

In una ciotola grande, sbattete due tuorli, unite la ricotta, il parmigiano ed infine gli spinaci. Condite con sale, pepe e noce moscata. Il tutto deve risultare ben amalgamato.

Questa è la prima fase della ricetta che potete benissimo eseguire il giorno prima, avendo l’accortezza di coprire la ciotola e tenerla in frigorifero.

In una pentola di medie dimensioni, fate bollire dell’acqua che avrete salato. Immergete la prima sfoglia e fatela a cuocere solo due minuti. Scolatela e adagiatela su un piano (io uso un tagliere di silicone). Ora spalmateci un quarto del ripieno di ricotta e spinaci andando a ricoprire tutta la superficie della sfoglia, senza lasciare bordi. Arrotolate delicatamente esercitando comunque una leggera pressione.

Eseguite questa operazione per le tre sfoglie rimanenti. Nessuna difficoltà: si compatteranno subito. Se le vostre sfoglie sono più corte, sbollentatele due alla volta e mentre le stendete accavallatele per un paio di cm per ottenere una sfoglia lunga.

Questa è la seconda fase della ricetta che potete anticipare, se volete proseguire in un altro momento, mettete i vostri rotoli su un vassoio, copriteteli con della pellicola e metteteli in frigorifero.

Ora prendete i vostri quattro rotoli e con un bel coltello tagliate per ogni rotolo dieci fette, larghe circa 2,5 cm.

Preparate 500cc di besciamella abbastanza liquida oppure usate una busta di besciamella pronta che avrete un pò diluita con del latte e aggiustato di sale, pepe e noce moscata.

Imburrate una grande teglia da forno (tenete presente che avete quaranta pezzi da sistemare), stendete un pò di besciamella a ricoprire tutto il fondo. Adagiate le vostre girelle che ricoprirete con tutta la besciamella rimanente, infine spolverate con il parmigiano.

Anche a questo punto potreste benissimo ricoprire la teglia pronta e conservarla in frigorifero fino al momento della cottura.

Infornare a 200 ° per circa 45 minuti, comunque fino ad una leggera doratura della superficie.

Buon appetito!

Maria Cristina

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Featured STRATEGIE ANTI SPRECO

Cristina Corrieri

Una piccola astuzia: risparmia-tempo in cucina.

L’ultima volta abbiamo puntato il dito su certe confezioni inganna-occhio, dove il contenuto reale arriva solo ai due terzi del volume totale. A volte, sia le confezioni, sia il loro contenuto, sono troppo grandi, troppo abbondanti per le nostre esigenze del momento. Rischiamo di dover buttare via tutto dopo pochi giorni. Abbiamo già ricordato come sia utile il congelatore in questi casi. Oggi vi propongo un’altra astuzia di conservazione: quella del prezzemolo, presente in tantissimi piatti della nostra cucina. Gli irriducibili dell’uso fresco del prezzemolo hanno l’accortezza di comprarlo sempre sfuso, in piccole quantità da tenere in frigorifero dentro un sacchetto o anche con i gambi immersi in un vasetto di acqua. Chi ha la possibilità di tenere una pianta di prezzemolo in terra, magari in un vaso non lontano dalla zona cucina, su un terrazzino un pò riparato in inverno o in una veranda, avrà la gioia di raccoglierlo fresco tutto l’anno: il prezzemolo, tagliato regolarmente, ricresce spontaneamente per qualche anno.

Quando invece ci troviamo a doverlo comprare e magari in un negozio che non lo vende né sfuso né in piccole confezioni, arriviamo a casa e non sappiamo come gestire quella quantità spropositata! C’è chi lo prepara subito con il pangrattato e l’aglio, asciutto o con dell’olio d’oliva. Messo in un contenitore chiuso e posto in frigorifero si manterrà anche diverse settimane, pronto per i nostri ripieni e i nostri piatti gratinati. C’è chi lo trita subito e lo congela o lo mette asciutto dentro una tazzina in frigorifero, ma in questo ultimo caso rischiamo di ritrovarlo secco ed ingiallito.

Un’alternativa c’è: prendete quel mucchio di prezzemolo e, dopo averlo lavato accuratamente, asciugarlo, magari con carta assorbente, aggiungendo uno spicchio d’aglio pelato.
Il prezzemolo va assolutamente tritato ( insieme all’aglio se QUEST’ULTIMO è gradito).
Il tutto si sarà ridimensionato magicamente, a questo punto mettete il trito dentro un vasetto di vetro e ricoprite con olio extra vergine d’oliva. Riposto in frigorifero, anche se l’olio si rapprenderà, conserverà il suo aroma senza rovinarsi per settimane e così pronto all’uso, non avremo la scusa di non aggiungerlo alle nostre pietanze per mancanza di tempo…

Buon lavoro in cucina!

Maria Cristina

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Featured STRATEGIE ANTI-SPRECO

Cristina Corrieri

Eccoci di nuovo a parlare di spreco, quello che ci inducono a fare i produttori agroalimentari  usando confezioni troppo grandi rispetto ai bisogni reali del consumatore.

Prendiamo ad esempio quegli imballaggi dalle dimensioni che traggono in inganno. Solo per citarne alcuni: fustini di detersivo in polvere, caffè solubile, cacao, cereali, crocchette per gatti…come se fossero soggetti a rigonfiamento possibile!

Qui lo spreco è multiplo. Tutta la catena della distribuzione è coinvolta: materiale di confezionamento, cartone esterno, spazi di stoccaggio nei depositi,  spazio all’interno dei camion che consegnano ai negozi, perciò altro spreco di gomme, carburante, eccetera…

Tutto ciò (tutto questo costo in più) per indirizzare il nostro acquisto! Che fare nel nostro piccolo? Quando è possibile, evitare di comprare i marchi che usano quel tranello. Andare a cercare il peso netto o il peso al chilo perché non è detto che più grandi sono le confezioni, più si risparmia.

Riguardo alla problematica dei rifiuti generati dal nostro consolidato sistema di consumo e di distribuzione, c’è comunque da notare che, negli ultimi tempi, a cominciare dall’uso delle buste della spesa riutilizzabili, alla eliminazione attuale delle buste di plastica non biodegradabili, all’invito di riutilizzo dei contenitori, sono cresciute consapevolezza, da parte del consumatore, e attenzione da parte del produttore, all’insegna di una maggiore presa di responsabilità di entrambi.

Ricordiamoci, ogni tanto, che anche facendo banalmente la spesa, ogni singola mossa nostra, ha il suo peso.  Sul nostro portafoglio e anche sull’ambiente.
La prossima volta, resteremo sull’argomento ma ci sposteremo in cucina, a spesa fatta, dove vi farò conoscere una piccola astuzia risparmia-tempo.

A presto!

Maria Cristina

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Featured Il GRATIN DAUPHINOIS (seconda parte)

Cristina Corrieri

Ecco la variante ancora più gustosa e ricca del celebre piatto francese descritto l’ultima volta. La differenza sostanziale è nell’aggiunta di altri ingredienti anche se questo nuovo pasticcio di patate gratinate rimane all’insegna della semplicità e rapidità di esecuzione.

Ingredienti per 6 persone:   1,300g di patate

                                                 1 cipolla di media grandezza

                                                 100g di pancetta a fette fine

                                                 50g di groviera o di emmental grattugiato

                                                 Una bustina di panna da cucina (200ml)

                                                 Un bicchiere piccolo di latte

                                                 30g di burro

Cominciate col pelare la cipolla (se vi volete risparmiare le lacrime, fatelo sotto un filo d’acqua del rubinetto) poi pelate le patate. Lavatele. Come detto nel corso della ricetta precedente, non esitate a usare il robot: piazzate il disco che taglia a fette fine e passateci cipolla e patate.

In una ciotola di grande dimensione versate il latte e la panna, sale (con moderazione), pepe e noce moscata e con un cucchiaione mescolate il tutto. A questo punto aggiungete le fette di patate e cipolla e fate in modo che si rivestino bene dell’intigolo.

Prendete una teglia da forno e imburratela per bene.

Stendete un primo strato di patate e cipolla (la metà della quantità totale) poi adagiate metà delle fette di pancetta e metà del formaggio grattugiato. Secondo strato di patate, di nuovo pancetta e formaggio.

Non resta che distribuire qualche fiocchetto di burro in superficie e mettere nel forno caldo.

Ci vorranno circa ¾ d’ora a 180°, comunque fino a doratura.

Profumo e bontà assicurati!

Maria Cristina


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Featured IL “GRATIN DAUPHINOIS”

Cristina Corrieri

Un piatto gustosissimo e basilare della cucina d’Oltrealpe.

Il Gratin Dauphinois altro non è che un pasticcio di patate gratinate al forno.

Ma si presta a innumerevoli varianti:  aggiungendo ingredienti o modificando la cottura.

Ecco la ricetta base:  

Ingredienti per 4 persone:   un chilo e mezzo di patate

                                                 200 ml di panna da cucina

                                                 un bicchiere piccolo di latte

                                                 aglio, burro, noce moscata

Procedimento:   

Pelate e sciacquate le patate. Asciugatele poi tagliatele a fette fine. Se avete un robot, non esitate ad usarlo!

Mettete le patate dentro una ciotola capiente e conditele con sale, pepe e un pò di noce moscata. Una certa attenzione al sale: le patate “restringono” in cottura e quindi aumentano di sapidità!

Prendete ora una teglia da forno e sfregate il fondo e I bordi con uno spicchio d’aglio schiacciato. Imburrateli.

Disponete le fette di patate un pò accavallate tra loro, versate metà panna diluita con del latte che avrete leggermente salato, fate un’altro strato di patate, quindi di nuovo panna e latte. Distribuite sulla superficie dei fiocchetti di burro.

Infornate a circa 180 gradi per  circa un’ora fino a doratura

Semplice e squisito!

VARIANTI:

– aggiungere groviera o emmental grattugiato, dentro e sopra (in questo caso solo verso la fine della cottura)

– aggiungere alla miscela latte /panna anche un uovo per “legare” di più il pasticcio

– invece delle classiche fette di patate, provare a grattugiarle grossolanamente quindi usare lo stesso                      procedimento

– si può accorciare la cottura in forno facendo sbollentare per cinque minuti le fette di patate appena tagliate.
Il prossimo appuntamento è con una variante ancora più ricca e gustosa!

Intanto…bon appétit!

Maria Cristina

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Featured LE CASTAGNOLE

Cristina Corrieri

È ancora carnevale: siamo in tempo per realizzare questa ricetta infallibile, gustosissima e senza nemmeno tirare fuori la bilancia da cucina. In mezz’ora, con la dose di un uovo, “sfornerete” una ventina di castagnole morbidissime.

Ingredienti:

Un uovodue cucchiai di zucchero semolato

un pizzico di sale

sei cucchiai di latte

½ cucchiao di olio di semi

Una bustina di zucchero vanigliato o mezza fialetta di essenza di

vaniglia

Un cucchiao di mistrà o mezza fialetta di essenza di anice

 La buccia grattugiata di ½ limone non trattato

 Dieci cucchiai rasi di farina 00   (= 100 grammi)

 Tre cucchiaini rasi di lievito per dolci

Per la frittura: olio di semi di girasole o arachide

Per il condimento: miele, zucchero semolato, zucchero al velo, alchermes, eccetera…

Procedimento:

Prendete una ciotola capiente dai bordi alti e con una frusta lavorate mano a mano tutti gli ingredienti nell’ordine esposto.

L’impasto sarà simile a quello di un ciambellone, fluido ma appiccicoso.

Mettete a scaldare bene l’olio per la frittura possibilmente in una padella, un wok o una pentola dai bordi alti: le castagnole non dovrebbero toccarne il fondo mentre cuociono. Ora, le operazioni vanno eseguite in successione molto rapidamente: niente distrazioni!

Munitevi di due cucchiani con i quali prenderete un pò d’impasto e lo “spingerete” con attenzione nell’olio bollente.

Se siete da soli, vi consiglio di cuocere poche castagnole alla volta: 5 o 6, non di più anche perché vanno “cullate” cioè vengono più tonde facendo oscillare la padella mentre cuociono. Rigiratele più volte con l’aiuto di due cucchiai. Appena avranno assunto un bel colore dorato, toglietele rapidamente dall’olio con un mestolo forato, fate scolare bene poi adagiatele su carta assorbente.

Un consiglio: quando l’impasto starà per finire, trasferitelo in una tazza da colazione di ceramica, sarà più facile raccogliere le ultimate cucchiaiate…

Condimento: – zucchero (con o senza alchermes)

  – miele liquido e zucchero al velo (un tocco di raffinatezza: colorare il miele con l’alchermes e farlo colare a strisce trasversali –

Se ci sono bambini nei paraggi, non privateli dello spettacolo delle codine colorate sopra il miele…

Buona degustazione!

Maria Cristina

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Featured SPAGHETTI ALLA CALABRESE: un primo in quattro e quattr’otto

Cristina Corrieri

Ecco una ricetta utilissima e molto gustosa per chi ha fretta ma non vuole rinunciare ad un bel piatto di pasta. Questo piatto è calabrese e anche siciliano, per questo esistono diverse varianti. Oggi vi propongo la più veloce.

INGREDIENTI:    olio extravergine di oliva, aglio, peperoncino (facoltativo), prezzemolo, acciughe sott’olio (almeno una a persona), capperi sotto sale, pane raffermo.

In una padella antiaderente bella capiente mettete tre cucchiai d’olio extravergine di oliva poi un aglio intero, non pelato che avrete solo schiacciato con la lama di  un coltello. Appena noterete la doratura dell’aglio, eliminatelo. Sempre a fuoco basso, ora mettete qualche filetto di acciuga sott’olio senza sgocciolarli troppo.

Schiacciateli un pò con una forchetta poi, se vi piace, aggiungete un pò di capperi sciacquati (quelli sotto sale) e anche del peperoncino. Per uno “stacco” di colore, potete inserire alcune olive nere denocciolate, tagliate a rondelle. Dopo tre minuti aggiungete del prezzemolo tritato poi spegnete il fuoco.

Intanto, mentre portate a ebollizione l’acqua per la pasta, prendete una piccola padella antiaderente e mettete a tostare, senza grasso né olio, dei pezzetti di mollica di pane del giorno prima: attenti a non farli bruciare, non perdono la disattenzione!

Una volta cotti gli spaghetti (al dente), versateli nella padella grande, aggiungete i pezzetti di pane tostati, mescolate il tutto velocemente, a fuoco alto per due minuti. Spolverate il tutto con del pepe fresco macinato ed aggiungete un filo d’olio, se necessario.

Una variante è fare un sughetto più “impegnativo” con l’aggiunta di pomodorini o di salsa di pomodoro da far cuocere nella padella con le acciughe, per una ventina di minuti.

Buon appetito!  

Maria Cristina


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Featured IL FREEZER: Perché non averci pensato prima?

Cristina Corrieri

In un passato non così lontano, conservare cibi freschi a lungo era impresa ardua. Per certe tipologie di alimenti si usava la salatura o l’essiccatura.

L’era moderna e l’arrivo della corrente elettrica ci consentono ormai di poterli riporre in frigorifero o in congelatore: non pensiamo quasi mai a questo eppure è stato un tale guadagno di comodità che nessuno di noi  oggi, potrebbe più farne a meno!

Può succedere però di affidarci troppo al frigo e dover poi buttare verdure ammuffite o salsicce invecchiate,  perché scordate o rimaste nascoste in fondo al nostro apparecchio domestico. Oppure perché, per evitare la fila al banco gastronomia abbiamo preso al volo quelle confezioni più grandi rispetto a quello che ci serviva realmente.

C’è una soluzione per rimediare: occupiamoci subito dopo l’acquisto della loro conservazione in caso di utilizzo non immediato. Prendiamo per esempio le nostre salsicce una ad una, le fette di pancetta o di guanciale, tagliate spesse, la carne macinata che avremo diviso in pallottine, magari di diverse dimensioni, secondo la quantità di sugo o altro da cucinare. Avvolgiamo questi cibi, ognuno con della pellicola per alimenti. Riponiamoli in freezer o congelatore, in un posto molto accessibile. Ben stretti nel loro involucro, privi d’aria, si manterranno settimane ed avremo sempre una scorta degli “indispensabili” per cucinare I nostri primi piatti!

Maria Cristina