Consigli e ricette di Maria Cristina

Non soltanto ricette, ma tutto ciò che le rende tali: esperienza, passione, perfezione. Tutto ha un perché e niente è lasciato al caso. Con Maria Cristina, “A modo mio”  è il monito a rendere arte la cucina, così come un vero sapiente insegna.

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Featured Il capodanno cinese

Riccardo Pallotta

Anche se dalle nostre parti sembra una cosa lontana e di nicchia, il capodanno lunare cinese è celebrato da oltre il 20% del mondo. Si tratta della festa più importante di tutto l’anno per i cinesi di tutto il mondo.

Vediamo insieme dieci curiosità a proposito di questa festa poco conosciuta nel nostro Paese.

1. Il capodanno è anche conosciuto come il Festival di primavera o Chunjie ( 春节). Nonostante il periodo sia quello invernale, la festa segna la fine dei giorni più freddi e la gente fin dall’antichità lo accoglie con gioia perché porta nuovi inizi e semine per i raccolti. Un altro nome che può avere è quello di capodanno lunare perché si svolge secondo il calendario lunare in molti altri paesi come la Corea del Nord e del Sud e il Vietnam.

2. Non ha una data prestabilita, come invece avviene per il nostro: di solito copre il periodo che va dal 21 gennaio al 20 febbraio. Infatti i calendari cinesi, pur adottando il nostro calendario gregoriano, includono le festività lunari e molte persone ancora festeggiano i loro compleanni secondo il calendario lunare.

3. Come molte feste, originariamente si trattava di un giorno cerimoniale per pregare gli dei per una buona stagione di semina e di raccolto.

4. Secondo una leggenda, c’era un mostro di nome Nian ( 年) che si manifestava ogni capodanno e terrorizzava la gente che si rifugiava nelle proprie abitazioni. Un giorno ci fu un coraggioso ragazzo che lo affrontò e lo sconfisse con dei petardi. Il giorno successivo tutti iniziarono a festeggiare scatenando ancora più petardi. Questa pratica poi è diventata cruciale nei festeggiamenti del nuovo anno in tutto il mondo, specialmente in Cina dove le esplosioni si possono sentire per diverse notti.

5. In Cina avere figli e tramandare il cognome è una delle parti più importanti della cultura e questo porta alcuni single disperati a ricorrere all’assunzione di un ragazzo o una ragazza finti da portare a casa durante le lunghe feste del capodanno cinese, per presentarlo alla famiglia.

6. Nel giorno del capodanno ci sono dei divieti particolari: non è permesso fare la doccia, spazzare o gettare la spazzatura, per evitare di “lavare via la buona fortuna”. Infatti esiste un giorno prima del Festival di Primavera dedicato alle pulizie, nel quale si spazza via la sfortuna per far spazio al bene.

7. I cinesi hanno un vino per ogni occasione ed è così anche per il capodanno. Con una cultura così ricca di vino, non sorprende quindi che ci siano un sacco di giochi legati al bere.

8. Il colore dominante durante questa festa è il rosso. Ogni cosa viene decorata di questo colore. Il tutto nasce dalla leggenda del mostro di Nian (punto 4), che è stato spaventato da questo colore che per i cinesi rappresenta un’arma inestimabile e il colore simbolo della Cina.

9. Esistono 12 zodiaci, uno per ogni mese, rappresentati da altrettanti animali: ratto, bue, tigre, coniglio, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallo, cane e maiale. Il 2020 è l’anno del topo. Alcuni animali (come ratto, serpente, cane e maiale) sono normalmente benvoluti nella cultura cinese.

10. In Cina, hai un’età “reale” (实 岁 —shí suì) e un’età nominale “falsa” (虚岁 —xū suì). La vera età è quella che tutti conosciamo e invecchi di un anno in più al tuo compleanno. L’età nominale, tuttavia, aumenta con il Festival di Primavera. Questa numerazione era l’età con cui la maggior parte delle persone andava avanti fino a tempi recenti e resta piuttosto comune ancora al giorno d’oggi.

Riccardo Pallotta

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Featured SCORZETTE D’ARANCIA CANDITE: una fresca dolcezza per le feste!

Cristina Corrieri

Solo a vederle mettono allegria, per il loro colore brillante che si addice al luccichio delle di fine anno, per l’abbinamento perfetto con qualsiasi dolce al cioccolato dato la freschezza dell’agrume. Possiamo utilizzare queste scorzette deliziose sulle torte per decorarle, dentro, per profumarle, come accompagnamento a dei tartufi al cioccolato nero o bianco, infine, messe dentro un bel barattolino di vetro o una scatolina di cartoncino colorato, per un regalo originale.

Il procedimento è semplice ma bisogna giocare d’anticipo. La prima mossa consiste nel far perdere la sua naturale amarezza alla scorza dell’arancia. Usiamo per questa ricetta almeno 3 arance, dalla buccia edibile, meglio ancora biologiche. Se vogliamo prepararle in giornata, bisogna cominciare al mattino: con un coltello molto affilato, di ogni arancia, eliminiamo le due estremità poi facciamo 8 incisioni longitudinali, senza intaccare la polpa possibilmente e stacchiamo delicatamente la buccia. Eliminiamo un po’ di parte bianca (che è la più amara) e ricaviamo tante striscette che lasceremo a bagno in acqua fredda per otto ore, cambiando l’acqua ogni tanto.

La seconda fase ci prenderà un’oretta di tempo: in un pentolino pieno d’acqua sbollentiamo le scorzette. Passato un minuto, le scoliamo e le tuffiamo in acqua fredda. Ripetiamo il procedimento un’altra volta. Adesso, ben scolate, le pesiamo e in un tegame prepariamo lo stesso peso di zucchero e lo stesso peso di acqua.  Portiamo a bollore e inseriamo le nostre buccette d’arancia.  Lasciamo che si riduca lo sciroppo, a fuoco dolce, mescolando ogni tanto delicatamente. Prima che si asciughi del tutto, muniamoci di pinza con la quale preleviamo le scorzette che adagiamo su un vassoio rivestito di carta da forno. Non ci resta che aspettare che si asciughino, serviranno due o tre giorni.

Se invece ci piace l’idea di rivestirle per renderle ancora più gustose, possiamo far passare meno tempo e arrotolarle nello zucchero semolato, quindi saranno subito maneggevoli. Oppure immergere metà di ogni scorzetta in cioccolato fondente fuso…in ogni modo, una delizia.

Buone feste!

Maria Cristina

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Featured INDIVIA BELGA BRASATA CON STRACCHINO, per un antipasto (o un contorno) diverso!

Cristina Corrieri

Da servire tiepido ma anche freddo, questo piatto troverà facile collocazione in un pasto dove si cerca qualcosa di insolito. In queste graziose barchette dorate, incontriamo il gusto amarognolo dell’indivia, mitigato dalla dolcezza e cremosità dello stracchino.

Molto veloci da preparare, queste indivie si mettono in forno senza cottura preliminare. Eliminiamo le foglie esterne se sono un po’ rovinate, tagliamo le piantine in due nel senso della lunghezza. Con un coltellino appuntito scartiamo parte della base e scaviamo un po’ nel centro, eliminando il “cuore”, più duro. Adesso laviamo le nostre “mezze” indivie, passandole sotto l’acqua…senza perdersi le foglie. Facciamo scolare per bene, asciugandole anche con carta da cucina. Facendo un po’ di spazio tra le foglie, saliamo leggermente e pepiamo. Tenendole in mano con la parte tagliata verso l’alto, spalmiamo lo stracchino (o la crescenza) e, se vogliamo, inseriamo una mezza fetta di prosciutto cotto sotto.

Rivestiamo una teglia di carta da forno e ci aggiustiamo le nostre indivie, meglio se un po’ strette tra di loro, in modo che si tengano più ferme. Mezz’ora di forno a 200 ° e avranno preso una bella doratura.

Buon appetito!

Maria Cristina

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Featured INSALATA DI MARE (e monti!): salute ed eleganza a tavola

Cristina Corrieri

Ecco una bella proposta come antipasto per la tavola delle prossime feste, l’insalata di mare fatta con molluschi e crostacei freschi: seppia, calamari e code di gamberi. Volendo anche polpo e cozze. Ma se preferiamo una versione più “campagnola”, aggiungiamo degli ortaggi come cubetti di patate, carote, fagiolini, olive, che gli daranno anche un tocco di colore!

Per questa ricetta, si è puntato sul risparmio di tempo…e di pentolame. In effetti, nell’ insalata di mare, molluschi e crostacei richiedono tempi di cottura diversi, pena ritrovarsi sotto i denti parti rimaste dure, il che non è proprio il massimo…L’unico tegame che ci servirà è la nostra pentola a pressione, stando attenti ai tempi indicati perché i componenti di questo piatto andranno inseriti gradualmente.

Cominciamo con la seppia. La puliamo e la dividiamo in tre, quattro pezzi. Insieme possiamo mettere un polpo, anch’esso tagliato a pezzi grossi. Sistemiamo i molluschi dentro la pentola a pressione con due centimetri d’acqua nel fondo, una presina di sale e la chiudiamo con il suo coperchio. Quando saranno trascorsi 10 min. dall’inizio del fischio, spegniamo. C’è un trucchetto che ci permette di aprire la pentola senza aspettare che si raffreddi da sola: la prendiamo in mano con attenzione e la passiamo, ancora chiusa, sotto l’acqua del rubinetto. In pochi secondi ciò consentirà, alzando anche un po’ la valvola di sicurezza in modo da far uscire un po’ di vapore, di sganciare senza problema il coperchio.

 A questo punto aggiungiamo, alle seppie, i calamari puliti. È questo il momento per inserire volendo, anche dei dadi di patate, rondelle di carote o fagiolini. Chiudiamo di nuovo la pentola con il suo coperchio, aspettiamo il sibilo e contiamo 7 min. Spegniamo e, come prima, sotto il rubinetto, facciamo uscire il vapore e apriamo.

Ora uniamo, poggiandoli solo, senza mescolare niente, le code di gamberi puliti, volendo delle cozze (precedentemente fatte aprire, a parte) oppure anche dei cubetti di salmone o di coda di rospo freschi. Questa volta, mettiamo alla pentola un coperchio normale in modo che le ultime aggiunte si cuociano quasi a vapore ma delicatamente. Ci vorranno dai 5 ai 7 min. Scoliamo tutto ma senza buttare via l’acqua di cottura! Servirà per il brodo di pesce del nostro prossimo risotto…

Tagliamo i pezzi più grossi, leviamo le eventuali pellicine scure poi, per condire, prepariamo un’emulsione di olio extravergine d’oliva, succo e buccia grattugiata di limone, sale, pepe e prezzemolo tritato. Se ci va, possiamo ancora aggiungere ingredienti a freddo come olive nere o dadini di sedano: ecco la nostra insalata di mare arricchita dai colori… della terra!

Buon appetito!

Maria Cristina

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Featured LASAGNE AL SALMONE E ASPARAGI: una bella idea per le feste!

Cristina Corrieri

Realizzare un gustoso piatto di lasagne a casa non è difficile ma richiede innegabilmente un po’di tempo e di attenzioni. Qualunque sia il condimento, ecco qualche mossa da tener presente per non sbagliare, anzi, per…deliziare chi le mangerà!

La ricetta proposta qui è un’ottima idea per il giorno della Vigilia, di Natale o di Capodanno ed è capace di conquistare anche i più scettici. Salmone ed asparagi, avvolti da una cremosa besciamella ma lasciati a tocchetti, conferiscono delicatezza al piatto senza però perdere il loro sapore né la loro consistenza.

Ingredienti per 8 persone:

  • 500 gr. di pasta all’uovo fresca stesa in sfoglie, fatta in casa o del pastificio
  • 300 gr. di asparagi freschi o surgelati
  • 3 tranci spessi di salmone fresco o surgelato
  • 1 mozzarella

Per la besciamella:

  • 50 gr. di burro
  • 50 gr. di farina,
  • circa mezzo litro di latte

Durante l’anno, a causa dei nostri ritmi di vita frenetici (anche di domenica a volte!) possiamo senz’altro concederci degli aiuti per velocizzare la realizzazione di questo piatto: sfoglie di pasta pronte da mettere subito in teglia, asparagi e salmone congelato, besciamella già pronta in busta.  Ma per le feste importanti, è davvero un gran peccato sprecare l’occasione di cucinare questo piatto a regola d’arte (…e di palato!): sono anche gli ingredienti a fare la differenza… Quindi vediamo nei dettagli la preparazione di queste lasagne.

Per prima cosa, puliamo gli asparagi: togliamo loro la base del gambo più duro (circa 5 cm.), le sciacquiamo sotto l’acqua del rubinetto e, interi, li facciamo bollire dolcemente in poca acqua (che teniamo da parte) per 5 min. Se abbiamo solo asparagi congelati, non c’è niente da eliminare e il procedimento è simile.

Prendiamo i tranci di salmone, leviamo loro la pelle, il pezzo di lisca centrale e sfiliamo, magari con una pinzetta le spine che, magari non vediamo ma… le troviamo al tocco! Tagliamo il pesce a cubetti e lo facciamo rosolare per 5 min. in padella con una nocetta di burro e un mezzo spicchio d’aglio schiacciato che poi leveremo.

Spruzziamo un goccio di vino bianco, facciamo evaporare poi insaporiamo con sale, pepe e paprika dolce.

Intanto, tagliamo a rondelle il gambo dei nostri asparagi ma lasciamo intere le punte e mettiamo tutto in padella insieme al salmone. Facciamo andare solo due minuti, rimestando delicatamente. Attenzione a non eccedere sui tempi: ricordiamoci che c’è la cottura in forno dopo!

Ora realizziamo la besciamella: circa 50 gr. di burro sciolto in una pentola piccola, uniamo 50 gr. di farina e  mescolando con una frusta, unire il latte poco alla volta, sempre amalgamando bene prima di aggiungerne altro perché ogni volta il composto si addensa. Verso la fine, invece del latte, usiamo l’acqua di cottura degli asparagi. Insaporiamo con sale, pepe e noce moscata. Il risultato deve essere una besciamella spessa ma fluida.

Passiamo alla pasta. In merito alla cottura delle sfoglie, ci sono due scuole di pensiero: c’è chi le uso subito così, messe in teglia (in tal caso la besciamella -o il ragù di carne- deve essere piuttosto liquido e ricoprire per bene ogni strato) e c’è chi le sbollenta prima. Personalmente, ho sempre preferito la seconda opzione: il risultato è sempre eccellente: cottura giusta ed uniforme.

Quindi, prendiamo una teglia da forno di cui imburriamo generosamente il fondo e i lati. Assolutamente da bandire, per questo tipo di cottura, la carta da forno: rischieremmo di trovarci a mangiare sfoglie…di carta!

In una pentola con abbondante acqua, mettiamo sale e un cucchiaio d’olio. Quando bolle, tuffiamo due o tre sfoglie di pasta, lasciando giusto il tempo che riprenda il bollore (non più di un minuto!) quindi le tiriamo su con la schiumarola e le distendiamo su un canovaccio.  

Cominciamo a comporre i diversi strati delle nostre lasagne: prima un po’ di besciamella, poi il primo strato di sfoglie. Se si arricciano leggermente, non è un problema. Versiamo parte del contenuto della padella, lasciando le punte degli asparagi per l’ultimo strato come decorazione. Una certa accortezza riguarda la distribuzione degli ingredienti: come li mettiamo, resteranno! Perciò attenzione ad arrivare bene negli angoli e vicino ai bordi…o qualche commensale resterà deluso! Lo stesso vale per la besciamella, la stendiamo uniformemente. Adagiamo qualche pezzetto di mozzarella. Di nuovo, sbollentiamo due o tre sfoglie e…il giro ricomincia, fino ad esaurimento della pasta. L’ultimo strato deve essere ricoperto di besciamella con solo le punte degli asparagi, un po’ di mozzarella e dei fiocchetti di burro. Se resta scoperta un po’ di pasta, non succede nulla, anzi, scommettiamo che sarà il pezzo puntato per primo?

Per la cottura, usiamo il forno in modalità ventilato, a 180° per 45 min.

Possiamo, dieci minuti prima della fine stimata della cottura, prelevare la teglia e già tagliare (solo tagliare!) in porzioni le nostre lasagne: ogni pezzo guadagnerà croccantezza sui lati. Un’ultima cosa: quando spegniamo il forno, apriamo leggermente lo sportello e lasciamo intiepidire, senza fretta…

…se ce la facciamo!    (buon appettito)

Maria Cristina

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Featured CAVOLFIORE, gratinato…e non solo

Cristina Corrieri

Assolutamente da adottare quest’ortaggio di stagione: molto versatile nel suo uso in cucina e soprattutto ricchissimo di proprietà benefiche, in effetti contiene preziosi minerali e abbondante vitamina C, il che non guasta in questo periodo…

Nella ricetta di oggi, il cavolfiore diventa un piatto ricco e goloso, anche se semplice da realizzare. Due i passaggi: la cottura a vapore, imprescindibile se vogliamo trattenere maggiormente i suoi preziosi nutrienti, rispetto alla classica bollitura; inoltre, talmente comodo per controllare meglio il giusto grado di cottura! Infine, la gratinatura in forno, con l’aggiunta di prosciutto cotto, formaggio e besciamella.

Nell’acquisto, non temiamo di scegliere un cavolfiore di grosse dimensioni, bianco o verde che sia: lo useremo in diversi modi. Attenti comunque alla freschezza del prodotto: deve essere ben chiuso e privo di macchioline scure.

Per pulirlo, togliamo tutte le foglie esterne e, capovolto, affondiamo, tutt’intorno al centro la punta di un bel coltello da cucina che, tenuto inclinato ci aiuterà a tagliare tutto il cuore duro del nostro cavolo. A questo punto, le cime si dovrebbero staccare quasi da sole. Se sono decisamente grosse, le tagliamo in due. Le tuffiamo tutte in una bacinella piena d’acqua (se vogliamo, con l’aggiunta di un cucchiaino di bicarbonato di sodio) e le lasciamo a bagno per una mezz’oretta.

Nel frattempo, prendiamo una pentola alta, normalissima ma dotata di un buon coperchio, possibilmente bombato. Ci versiamo due dita d’acqua e mettiamo il classico cestello per la cottura a vapore. Facciamo scolare le cime di cavolfiore e tra loro scegliamo quelle di uguali dimensioni, inserendo nel cestello tutte quelle che può contenere. Che fare con le cimette rimaste fuori… dalla selezione? Una” fine” ancora più salutare per noi: mangiarle crude, come spezza fame oppure presentarle anche a tavola e degustarle in pinzimonio, con della salsa allo yogurt, oppure della salsa tonnata.  Lavate e lasciate crude, senza condimento, le cimette di cavolfiore, dentro un contenitore ben chiuso, si conservano benissimo in frigorifero per due-tre giorni.

A che punto sta la nostra pentola? Passati 15 min, controlliamo il grado di cottura pungendo un pezzo di gambo del nostro cavolfiore, se lo sentiamo ammorbidito, fermiamo la cottura perché dobbiamo lasciare le cimette ancora un po’ croccanti. Le trasferiamo in una ciotola e le condiamo con sale e pepe. Niente olio. Foderiamo una teglia da forno e le disponiamo in un solo strato possibilmente. Le ricopriamo di prosciutto cotto tagliato a strisce.

Che fare questa volta con le cimette cotte al vapore ma che non sono entrate nella teglia? Semplicemente, le useremo fredde, in insalata, condite con olio extravergine d’oliva, prezzemolo e aglio tritati fini. Oppure con altre salse, con olive, alici, ecc…

Ma ritorniamo al nostro “gratin”. Prepariamo ora una salsa besciamella che ci prenderà cinque minuti: poniamo una noce di burro dentro una pentola piccola, appena sciolta ci versiamo due o tre cucchiai di farina. Si creano grumi ma non è un problema per adesso, armati di una frusta piccola, aggiungiamo un bicchiere di latte e giriamo energicamente. Quando l’impasto si addensa, aggiungiamo un altro bicchiere di latte o più, secondo la consistenza preferita. Insaporiamo con sale, pepe e noce moscata.

Non ci resta che versare la besciamella calda nella teglia e distribuire del formaggio grattugiato su tutta la superficie. Mettiamo nel forno a 180-200° e lasciamo una mezz’ora, comunque fino a doratura.

Che profumo e che bontà!

Maria Cristina

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Featured CROSTATA “SPRINT” ALLE PERE

Cristina Corrieri

Abbiamo bisogno di preparare un dolce ma…non c’è molto tempo a disposizione o magari non abbiamo voglia di fare un impasto impegnativo? Ci viene in soccorso quel rotolo di pasta sfoglia pronta, là nel frigorifero, comprato magari quel giorno senza uno scopo culinario preciso…Quindici minuti per la preparazione, meno di mezz’ora per la cottura ed avremo uno di quei dessert golosi che…spariscono in un attimo!

Cominciamo con la pasta sfoglia che srotoliamo, lasciandogli sotto il suo foglio che sarà utile in cottura.
Prendiamo due belle pere di tipo Abate, mature ma ancora ben sode, le peliamo e le affettiamo a 1 cm di spessore poi le passiamo 5 min in padella insieme a 20 g. di burro.
In una boule, rompiamo due uova e le sbattiamo con la frusta, insieme a 120 g. di zucchero e 100 cc di panna da cucina. Insistiamo fino ad ottenere un composto un po’ spumoso. Accendiamo il forno.
Ora riprendiamo la nostra sfoglia di pasta che sistemiamo in una teglia da forno bassa, lasciando un bel bordo di pasta sui lati. Qui, un’annotazione: possiamo naturalmente utilizzare sia la pasta sfoglia rotonda che quella rettangolare ma se intendiamo sfamare/…deliziare più di sei persone e sfruttare al meglio la capienza del forno, usiamo la leccarda. In quel caso, dobbiamo avere a disposizione due rotoli di pasta sfoglia quadrati e mentre le adagiamo sulla teglia, se ne cresce un po’, non facciamo scarti, possiamo tranquillamente tagliare la sfoglia ed usare gli avanzi per riempire gli spazi e invece di stenderla perfettamente in piano, lasciamo la sfoglia arricciarsi un po’ qua e là, premiamo leggermente, anche sul punto di giunzione delle due sfoglie. Ricordiamoci sempre di lasciare un bordo abbastanza alto tutt’intorno.
Componiamo il nostro dolce: con una forchetta, punzecchiamo tutta la superficie della sfoglia poi ci disponiamo le fette di pera e versiamo il composto di uova/panna/zucchero preparato in precedenza. Ovviamente, se abbiamo optato per la dose doppia di sfoglia, ci tocca aumentare anche il resto, ma non del doppio “matematico”, sarebbe eccessivo. Quindi, invece di due, usiamo tre pere poi tre uova, 180 g. di zucchero e 150 cc di panna. Per decorare, possiamo disseminare sulla superficie della crostata qualche mandorla sfilettata.
Non ci resta che mettere in forno a 180° fino a doratura.

Buon appetito!

Maria Cristina

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Featured ZUPPA DI CEREALI e LEGUMI: sempre un’ottima idea!

Cristina Corrieri

Con l’arrivo della stagione fredda, non c’è niente di meglio del profumo ed il calore di una buona zuppa. Oltre che gustosa e confortante, la zuppa di cereali e legumi ci apporta degli ottimi nutrienti: proteine, fibre e sali minerali. Sana e sostanziosa, è praticamente un piatto completo!

In commercio ormai, troviamo un’ampia scelta di sacchetti con tutti tipi di cereali e legumi misti: grano, orzo perlato, farro, insieme a fagioli, ceci, lenticchie…In ogni caso, la cosa migliore, è optare se possibile, sempre per la coltura biologica. Per facilitare l’acquisto, le modalità di utilizzo (con o senza ammollo) e i tempi di cottura sono generalmente indicati sul retro di questi sacchetti.

Il modo più semplice per insaporire questa zuppa rustica è arricchirla di ortaggi: i classici carota/sedano/cipolla. Ma anche patate, zucca, pomodoro, verza…Solitamente si usa cuocerli insieme ai cereali: l’inconveniente, qual‘è? Ritrovarsi con pezzetti di ortaggio che hanno perso ogni consistenza. Personalmente, uso due modi contemporaneamente:

Cominciamo portando ad ebollizione una pentola d’acqua con i nostri cereali e legumi e durante i primi minuti, leviamo la schiuma che si forma in superficie con una semplice schiumarola. A questo punto, aggiungiamo una costina di sedano, una carota intera e mezza cipolla, un cucchiaio di passata di pomodoro e lasciamo sobbollire per 30 minuti, con il coperchio: ecco che abbiamo il nostro brodo vegetale.

 A parte, prendiamo un’altra carota, un ‘altro gambetto di sedano, l’altra mezza cipolla e per esempio una zucchina o quello che preferiamo. Tagliamo tutto a cubetti regolari e li mettiamo a dorare leggermente in una padella con un giro d’olio extravergine d’oliva, cominciando magari dalle carote che sono le più dure. Una volta, si usava il grasso d’origine animale per dare più gusto a questo tipo di pietanza: possiamo anche noi, volendo, prima di inserire i vegetali nella padella, far sciogliere insieme all’olio, un po’ di strutto, di grasso di prosciutto, o dei pezzetti di pancetta…Insaporiamo con sale e pepe e spegniamo il fuoco appena raggiunta una certa morbidezza.

Ora dalla pentola che bolliva, preleviamo con una pinza i pezzi di ortaggi che sono rimasti più o meno interi, aggiungiamo un po’ d’acqua (calda!) se ne è rimasta poca e solo adesso mettiamo un po’ di sale. A questo punto, se assaggiando, i cereali e anche i legumi ci sembrano cotti, uniamo i nostri cubetti di verdure stufati.

Se ci piace un po’ di cremosità, basta passare al mixer un po’ di legumi e la carota che ha bollito insieme ad essi, quindi aggiungerle al tutto. Spegniamo il gas ma aspettiamo almeno cinque minuti prima di servire…anche per non ustionarci la bocca!

Buon appetito

Maria Cristina

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Featured PERSICO CON POMODORI AL FORNO: una delizia express!

Cristina Corrieri

In questa ricetta da forno, c’è una furbizia: invece di cucinare i classici mezzi pomodori ripieni, si usano pezzi di pomodoro più piccoli in modo che, accostati ai filetti di pesce, rilascino durante la cottura la loro salsetta e il loro aroma.

Questo pesce d’acqua dolce ha il gran pregio di aver un sapore delicato, di non sfasciarsi in cottura e di essere praticamente… già pronto. Tra preparazione e cottura, otterremo un secondo e un contorno squisiti in meno di un’ora! Se optate per la leccarda del forno e la riempite tutta, abbiamo una cena per cinque persone.

Cominciamo con l’accendere subito il forno a 180°. Per primo, occupiamoci dei pomodori: devono essere belli maturi ma ancora sodi. Li laviamo. Se sono grandi, li tagliamo in quattro spicchi, se sono pomodorini, li tagliamo solo in due. Li mettiamo in una ciotolona a fondo piatto, aggiungiamo un po’ d’olio extra vergine d’oliva, sale, pepe e il mix pan grattato/ prezzemolo/aglio. Mescoliamo e li versiamo nella teglia che abbiamo scelto e foderato di carta da forno. Inforniamo subito cosicché si comincino ad asciugare.

Prendiamo ora i nostri filetti di persico (uno a persona, se piccoli), li passiamo rapidamente sotto l’acqua, li asciughiamo con carta assorbente. Li mettiamo nella ciotolona di prima e condiamo anch’essi con olio extra vergine d’oliva, sale, pepe e il mix pangrattato/prezzemolo/aglio, badando a insaporire bene i due lati. Riprendiamo la teglia dal forno, facciamo spazio al pesce tra i pezzi di pomodoro, irroriamo con un po’ di vino bianco, inforniamo di nuovo: in trenta- quaranta minuti, pesce e pomodori saranno dorati, croccanti e questo, senza aver avuto bisogno di rigirarli…e che profumo in cucina!!

Maria Cristina

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Featured FAGOTTINI DI CARNE: un secondo gustoso, semplice e creativo!

Cristina Corrieri

Questi fagottini sono irresistibili, una volta capito l’astuto procedimento, tutto è da inventare: il contenuto del ripieno, la forma, la cottura. Si possono cuocere in forno, in padella, con un sugo di pomodoro. Tuttavia, l’ingrediente che non può mancare dentro la farcitura è il formaggio, meglio filante. Possiamo accontentarci del formaggio e basta, oppure aggiungere qualche verdura senza cottura preliminare: una manciata di foglie di spinaci freschi, di rucola, striscette di zucchina cruda, pezzetti di pomodoro maturo, ecc…

Nella ricetta di oggi, il formaggio è, certo, quello che dà morbidezza al fagottino. Ma l’incontro inaspettato e molto gradevole è con il cavolo bianco cappuccio che, tagliato a listarelle, conferisce croccantezza al ripieno senza coprire gli altri sapori.

Prepariamo un bel piano di lavoro, comunque non si sporcherà niente grazie all’aiuto quanto mai prezioso della carta da forno. Per le dosi, ci vorranno, per un fagottino a testa, circa 140 g. di carne mista tritata che saliamo e pepiamo leggermente. La stringiamo un po’ fra le mani e la mettiamo al centro di un foglio di carta da forno, per l’appunto. Ricopriamo con un altro foglio e la appiattiamo, fino allo spessore di un centimetro circa, dandogli una forma ovale. Togliamo il foglio e prendiamo una piccola manciata di strisce (lavate e sgocciolate) di cavolo cappuccio e le disponiamo solo su una metà della carne. Aggiungiamo una sottiletta, dei pezzetti di provola oppure di mozzarella e con l’aiuto della carta forno, ripieghiamo la metà vuota di carne sul ripieno. Sigilliamo un po’ i bordi con le dita e il gioco è fatto!

 Se decidiamo di cuocere in padella i nostri fagottini, mettiamo un filo di olio extra vergine d’oliva sul fondo e li facciamo dorare a fuoco medio-alto, quindi proseguiamo la cottura per altri venti minuti a fuoco dolce, con un coperchio, rigirandola solo una volta. Se optiamo per il forno, prendiamo una teglia rivestita con la carta che abbiamo usato per la preparazione dei fagottini e li mettiamo a cuocere a 180-200 gradi per circa mezz’ora.

Chi se l’immaginava un’alternativa alle classiche polpette, così gustosa e divertente? 

Maria Cristina