Ancora una volta per Tadej Pogacar è missione compiuta
Ancora una volta per Tadej Pogacar è missione compiuta. Nella sua bacheca lo sloveno può aggiungere finalmente il quinto Tour de France, raggiungendo in vetta alla classifica assoluta Merckx, Anquetil, Hinault e Indurain. Vittoria prevedibile e già messa in chiaro nella sesta tappa, quando ha rifilato 2 minuti e mezzo a Vingegaard e 3 minuti agli altri rivali. La caduta, con ritiro del danese alla 15ª tappa gli ha poi semplificato il compito, permettendogli anche di lavorare (lui, il capitano della UAE) per il compagno Del Toro, con lo scopo di fargli conquistare il podio finale e la maglia bianca di miglior giovane: missione compiuta anche in questo caso.
Tra i promossi oltre ai due UAE, anche Evenepoel, che risponde a chi non lo considera uomo da grandi giri, conquistando due tappe e il secondo posto finale, migliorando il terzo del 2024. Promossi anche il giovane Seixas che a 19 anni ha affrontato il suo primo grande giro chiudendo quarto, senza guizzi ma con grande regolarità, e Lenny Martinez quinto.
Molto bene hanno fatto Mads Pedersen, che ha vinto una tappa e la classifica a punti e Richard Carapaz, con due vittorie in fuga e la Classica scalatori; ottimo Tour anche per Merlier, con tre volate vinte, prima del ritiro.
Male invece è andato sopratutto Ayuso, alla fine settimo (dietro al compagno di squadra Skjelmose) ma respinto come prima volta da capitano della sua Lidl, ma anche gli italiani: nessuna vittoria di tappa, poche fughe e unico sussulto il successo di Affini nella cronosquadre iniziale (che però non vale come vittoria individuale); discreta la prova di Piganzoli, prima scudiero di Vingegaard, poi troppo stanco per restare in fuga a lungo, che alla fine chiude 14° ma a un’ora dalla maglia gialla.
Daniele Capello