Il lancio del Pallone a San Marcello

Secondo la tradizione, la storia del Lancio del Pallone sarebbe legata ai fratelli Montgolfier, che, durante un loro viaggio in Italia, furono ospiti a San Marcello nella villa della famiglia Cini

La tradizionale manifestazione del Lancio del Pallone di San Marcello è una delle feste più caratteristiche della Montagna pistoiese. Si tratta del suggestivo volo di una grande mongolfiera di carta ad aria calda, che ogni anno, l’8 settembre, si innalza nel cielo in occasione della festa di Santa Celestina, patrona di San Marcello.

San Marcello è un antico paese della Toscana e proprio qui, da generazioni, si rinnova questa particolare tradizione popolare, le cui origini risalgono all’Ottocento.

Secondo la tradizione, la storia del Pallone sarebbe legata ai fratelli Montgolfier, che, durante un loro viaggio in Italia, furono ospiti a San Marcello nella villa della famiglia Cini, proprietaria di una cartiera. Nel 1835, Elia Montgolfier avrebbe donato ai Cini la formula per produrre una particolare carta, adatta alla costruzione dei palloni ad aria calda.

Il primo lancio documentato risalirebbe probabilmente al 1838, in occasione dei festeggiamenti organizzati per celebrare la famiglia Cini, premiata con la medaglia d’oro alla prima Esposizione dei prodotti delle manifatture toscane, promossa dall’Accademia dei Georgofili.

Da allora, seppure con alcune interruzioni nel corso del tempo, il lancio del grande pallone di carta è diventato uno dei simboli più caratteristici della festa di Santa Celestina e della tradizione di San Marcello Pistoiese.

Nel pomeriggio dell’8 settembre, intorno alle cinque, nella centrale piazza Matteotti, il grande Pallone viene preparato e gonfiato grazie all’aria calda prodotta dalla combustione. Quando tutto è pronto, viene recisa la corda che lo trattiene a terra e il gigantesco aerostato si libra lentamente nel cielo, tra la curiosità e l’entusiasmo della popolazione.

Attorno al suo volo si è sviluppata, nel corso degli anni, anche una curiosa tradizione: l’altezza raggiunta dal Pallone sarebbe considerata un auspicio per l’economia locale nell’anno successivo. Il principale punto di riferimento è la cima del campanile del duomo. Se il Pallone riesce a superarla, il presagio è favorevole e si può sperare in un anno prospero. Se invece, come è accaduto in rare occasioni, rimane sospeso tra cielo e terra, magari a causa di condizioni atmosferiche sfavorevoli, la tradizione vuole che si debba temere qualche difficoltà o addirittura una possibile calamità.

Il gigantesco aerostato viene costruito ancora oggi artigianalmente. È formato da 24 spicchi di carta colorata, decorati con variopinte gale e ornamenti. Le sue dimensioni sono imponenti: raggiunge un’altezza di circa 15 metri, ha una circonferenza di circa 30 metri e un peso complessivo che si aggira intorno ai 90 chilogrammi.

Anche la quantità di combustibile necessaria per gonfiarlo è considerevole: occorrono infatti circa 40 chilogrammi di combustibile per permettere alla grande mongolfiera di raccogliere sufficiente aria calda e prepararsi al suo spettacolare volo.

Il Lancio del Pallone, dunque, non è soltanto uno spettacolo suggestivo, ma rappresenta una tradizione profondamente radicata nella memoria collettiva di San Marcello. Ogni anno, quel grande involucro di carta che si stacca dalla piazza e sale verso il cielo rinnova un rito antico, nel quale storia, fede popolare, artigianato e speranza per il futuro si incontrano in un unico, affascinante momento.

Bruno Cimino

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