Il favoloso giro di Como in 48 ore

In questi mesi il Comune di Como propone l’itinerario turistico della città lacustre da percorrere in due giorni.  

Adagiata tra le braccia delle montagne, la città di Como si specchia nelle acque calme del suo lago, dove il tempo sembra scorrere con la lentezza di un sospiro. Qui, le facciate pastello delle antiche dimore accarezzano la riva e i piccoli borghi si arrampicano, silenziosi, sulle sponde, mentre la brezza della sera porta con sé il profumo di giardini fioriti. La città di Alessandro Volta è la promessa di un eterno abbraccio tra la terra, l’acqua e il cielo, in un mosaico di luci e ombre che rapisce l’attenzione del turista che si trova a godere delle atmosfere di questa città.

Ed è proprio su questi impulsi che il Comune di Como in questi mesi sta proponendo l’iniziativa chiamata, “48 ore per scoprire la città e il lago”.

Si tratta della descrizione di due giornate tipo, con il pernottamento di una notte.

La prima parte della giornata può essere dedicata al centro storico di Como, uno scrigno prezioso di edifici e memorie del passato. Si possono visitare i resti archeologioci che testimoniano le origini romane della città.

Sempre nell’ambito delle bellezze storico-culturali, ecco che troviamo la Porta Torre, una struttura medievale con le relative mura romaniche, luogo del mercato del martedì, giovedì e sabato.

Sempre dell’artre romanica sono le basilche di San Fedele e di Sant’Abbondio, l’una nel centro storico, l’altra in una posizione un po’ più defilata e custode di afferschi trecenteschi. Con la visita in Piancoteca  finisce la prima mezza giornata turistica della città.

Dopo pranzo, si può proseguire con una passeggiata sul lungolago, dove si può ammirare “The life Electric”, ovvero la scultura realizzata nel 2015 dal Maestro polacco Daniel Libeskind. Costeggiando il lago si può giungere fino alla splendida Villa Olmo, pregevole esempio di architettura neoclassica.

Accanto allo stadio, che quest’anno ospiterà per la prima vola nella propria storia le partite di Champions Legaue, troviamo il Tempio Voltiano, unico mausoleo al mondo dedicato ad uno scienziato; sempre in quell’angolo della città ecco il monumento ai caduti.

Dal parco di Villa Olmo, si prosegue a piedi verso il “Chilometro della conoscenza”, ovvero il percorso naturalistico, che porta fino a Tavernola e a Cernobbio, dove si trova l’elegante villa, simbolo del lusso.

Si può ritornare nel centro di Como col battello.

Con un aperitivo davanti alla Cattedrale ecco che si può chiudere la prima giornata.

Il secondo giorno potrebbe iniziare con il “Vedere il lago, dal lago”, prendendo i battelli. Qui gli itinerari rientrano nel detto “c’è l’imbarazzo della scelta”, si possono infatti andare a visitare Cernobbio, Moltrasio, Torno e Urio, con tappe a Villa del Balbianello a Lenno, Villa Carlotta a Tremezzo, Villa Melzi a Bellagio, Villa Monastero e Villa Cipressi a Varenna.

Dopo pranzo, si può ritornare a Como, sempre in battello, prendere l’autombolile e recarsi (a mezz’ora dal centro lariano) al Sacro Monte di Ossuccio, parimonio dell’Unesco.

Chi non avesse l’automobile, oppure non la volesse usare, può optare su un giro in funicolare che, partendo da Piazza De Gasperi, si reca a Brunate,  paese noto soprattutto per la presenza di numerose ville in stile eclettico e Liberty, nonchè per la vista mozzafiato sul lago.

Così può terminare il secondo giorno a Como: 48 ore non sono sufficienti per vedere tutte le bellezze di questa città, ma certamente danno un’idea di quale “gioiello” sia.   

Buffa Fabio

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