La talentuosa Mileva Marie studiosa di matematica e fisica
“Mileva Marie studia matematica e fisica a Zurigo nello stesso corso di Albert Einstein: le donne sono cinque in tutto, lei è l’unica del suo anno”. Così comincia il ritratto profilato all’interno della carrellata di figure femminili racchiuse nel volume dal titolo “Un mondo di donne”, edito da Pratiche Editrice, con introduzione di Natalia Aspesi. Ritornando alla figura di Mileva Marie, sembra che la stessa riuscì, sin da subito, a ben impressionare Einstein grazie alle sue svariate doti. Stando a quanto viene evidenziato nel ritratto narrativo, la giovane era infatti dotata di una straordinaria facilità di apprendere, di una grande determinazione e di una considerevole attitudine al “problem solving” si direbbe oggi.
Un’attrazione che da intellettuale ben presto si tramutò in qualcosa di più completo, tanto che Mileva Marie ed Albert decidono di fare il grande passo e convolare a nozze. A partire da questo momento però per lei inizia una fase di rinuncia alle ambizioni personali in ambito scientifico. Non solo infatti rinuncia a conseguire il diploma, ma lascia campo libero al marito anche quando si tratta di brevettare una macchina ideata insieme. Una decisione, la sua, che non mancò d’interrogare chi circolava loro intorno. E così sembra che a chi la incalzava sul punto, lei abbia risposto senza mezze misure: “E perché mai? Noi siamo Ein-Stein!” Ovvero “una sola pietra”.
E così, una volta diventata madre, Mileva Marie non si risparmia su nessun fronte pur di mandare avanti la vita della famiglia. Rimaneva infatti a lavorare nottate intere alla teoria della relatività, ma visto che le risorse economiche scarseggiano, la signora Einstein si dà fare anche con gli studenti che si trovano a pensione nella loro casa. Una vita quindi spesa in varie dimensioni, tanto che fu lo stesso Einstein a dichiarare: “ho bisogno di mia moglie…mi risolve tutti i problemi matematici”. Un sodalizio, il loro, che culmina con l’elaborazione definitiva della teoria della relatività e con l’assegnazione del premio Nobel. Sembra inoltre che furono proprio questi gli anni più produttivi di Einstein. Ma via via che cresce la fama di lui, lei sembra prendere sempre meno parte al loro lavoro di squadra, tanto che le fondamenta del matrimonio cominciano a vacillare.
Più passa il tempo e più la sua figura si fa defilata, mentre Einstein è ormai celebre tanto da insegnare in città prestigiose come Praga, Zurigo e Berlino. E’ questo il preludio alla successiva separazione e al divorzio. Si apre così per lei una fase di vita in cui, messi da parte i libri, si dedica a gestire il menage economico, nonché a prendersi cura del secondogenito affetto da disturbi mentali. Un’attività di cura, la sua, che non le verrà riconosciuta nemmeno alla morte del figlio sulla cui lapide viene scritto “figlio del defunto professor Einstein” mentre la madre non viene proprio citata. Un astro, quello di Mileva Marie, che avrebbe potuto affermarsi nella fisica, viste le sue eccellenti capacità naturali e invece si spegnerà sconosciuto e solitario in un ospedale di Zurigo.
Maria Teresa Biscarini