Brian Riente artista eclettico di Sacrofano tra musica e pellicola

Vita oggi a colori domani in bianco e nero come i film, ama il cinema per il quale aspira a orchestrarne colonne sonore. Come tutti i bambini segue attività pomeridiane per la formazione, a casa una vecchia chitarra del papà, Brian Riente affascinato da un oggetto ormai in disuso, ne fa uno strumento attivo che sarà il suo primo amore ; se la toccava suonava, questo lo affascinava.

Corso di chitarra classica con Enzo Di Pietrantonio, maestro attivo nel territorio; il suo mentore carpisce che la direzione musicale di questo giovane talento è un’altra e lo asseconda, dal percorso accademico trasla verso la musica leggera.

Per anni continua questa linea, cantare e suonare transitano parallelamente, lo strumento senza il canto lo sente castrazione di qualcosa, limitazione di ciò che merita consesso.

Arriva la folgorazione a 14 anni con Jimy Hendrix, acquista una Fender colore sunburst, ma recatosi al negozio non sa il nome di questa tonalità e dice “Voglio la chitarra dal colore strano!”

Tutt’oggi sua compagna di vita, fedele estensione corporea l’utensile che per  Leroy-Guran è allungamento del braccio nel suo saggio Il gesto e la parola

( Enaudi 1977).

Brian cerca il miglioramento e incontra un altro mentore Vincenzo Grieco, l’elettrica trionfa.

Hard and heavy nascita, evoluzione fino all’obsoleto, ci sta il grunge nato a Seattle (USA) dei Nirvana, Pearl Jeam, Alice in Chains.

In contemporanea in oscilla, non scarta altri generi, spazia, a lui interessano suono e essenza dell’artista e la sua capacità di trasformare esperienza interiore in linguaggi accessibili.

Si laurea al DAMS di Roma tesi il sonoro in David Lynch, continua gli studi presso Il Sant Luis College of Music della capitale, istituto di alta formazione, con lode meritata. Grazie a questo percorso, ( con l’aiuto dei suoi maestri Antonio Affrunti e Giacomo Anselmi) impara la professione al di là del lato artistico che vede più personale, si inserisce nel settore con scambi costruttivi arricchendo e affinando le sue competenze tecniche e umane.

Membro dei Kutso, band storica romana: Matteo Gabbianelli frontman e guru del gruppo, Bernardino Ponzani alla batteria, Luca Lepore al basso.

In 10 anni televisione, palchi festival e tournee internazionali ( ad esempio Primaverra Sound a Barcellona) con il loro alternative rock si guadagnano il secondo posto al Festival della Musica Sanremo Giovani nel 2015, Brian ne va fiero seppur ai tempi non suona con loro(entrato nel 2016)  2026 gruppo spalla per Elio e le storie tese e lui tra loro.

Collabora anche con i Flowing Chords, orchestra corale di 30 elementi affiancando Noemi,, Diodato, Achille Lauro, Tosca e i Marilloon gruppo musicale di spicco, progressive Rock,  tournè.

Quest’anno live a Pompei palco faticoso ma emozionante che ha segnato la storia del rock internazionale, “Oi annamo a vedere i Pink Floid” (Brano dei Pittura fresca per il famoso concerto a Venezia ), no Oi annamo a vedere i Flowing Chords a  Pompei, “ Pompei c’hanno sonato i Pinkefloydde” umoristicamente sul suo profilo Instagram.

Brian è soprattutto cantautore oltre sfera concertistica, nel 2023 l’esigenza di metterci la faccia come artista ed esprimersi fa capolino.

Scopre la sua voce attraverso il dialetto romanesco cercando di fondere la parlata con i linguaggi musicali che ama: rock, blues , Brian sta a Roma come Pino Daniele sta a Napoli.

Il dialetto per lui è uno dei modi più veloci di colorare un concetto anche elevato, strumento di autenticità che avvicina le genti attraverso la comunicazione popolare, folk.

Scrive anche in italiano, come ad esempio su Hind Rajab, alla quale ha dedicato l’idioma ufficiale, affinché tutti comprendessero il suo verso che con sensibilità narra di un omicidio insanguato dalla guerra e dall’odio.

 Già musicato cortometraggi, un video gioco di un’app, scritto un brano per un film di Peter Del Monte “Nessuno ti pettina bene come il Vento”.

Il Riente vive a Sacrofano (apparso svariate volte su questa rivista) paese devoto a San Nicola. Tradizione molto sentita, soprattutto durante la festa dove tutti i bambini partecipano calorosamente,  stampata nei suoi ricordi di un fanciullo molto attaccato al suo villaggio, di un fanciullo al cui collo pendeva nela festa solenne la ciambellina dolce come da costume “scrofanese”.

Dirige un documentario dal titolo “Fulgida splende”, sulle note di una canzone autoctona sacrofanese dedicata al santo.

Fa del suo luogo natio, un palco per narrare storie, storie tra anziani e vari soggetti, tra ricordi e animazioni della ricorrenza.

Mente e animo al servizio dell’’arte come mezzo per tutte  le musa, cioè che si veicola è espressione suprema, la sua vita non è la musica la sua vita è variopinta, oggi a colori domani in bianco e nero come i film.

Sfaccettata, multy task non si definisce un musicista si definisce Brian dalle mille attrazioni, ama la gente, la natura, la cultura, si diletta a cucinare!

brianriente Ufficiale: TikTok, Instagram, Facebook | Linktree

Laura Tenuta

Articoli simili

Elisa Montessori

‘Custodi del tempo’ è in mostra a Roma

A Padova la presentazione di Gurnèa