Addio ad Angela Luce, voce e volto di Napoli

Angela Luce ci ha lasciati lo scorso 20 febbraio, all’età di 87 anni.

Lo scorso 20 febbraio ci ha lasciati Angela Luce, attrice e cantante partenopea che ha rappresentato (e rappresenterà per sempre) una delle figure più iconiche dell’arte poliedrica dell’interpretazione. Al cinema aveva lavorato con Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini e Totò. Si è spenta nella sua Napoli, a 87 anni, colei che è sempre stata considerata una stella luminosa della canzone e del teatro. Il suo nome era  Angela Savino, nel gennaio 2025, in Senato, aveva ricevuto un premio alla carriera.

“Io nasco come cantante, poi mi sono appassionata al Teatro, mi presentai ad Eduardo De Filippo per un provino, lui, senza neanche farmi provare, decise di accogliemi nella sua compagnia”, raccontò alcuni anni fa in un’intervista a Rai 3.  

Sul libro uscito nel 2024, gli autori, Antonio Sciotti e Giavanna Castellano, l’hanno definita “la Dea dello spettacolo”. Degli 87 anni di vita, 73 li aveva trascorsi nel mondo dell’arte, canora e recitativa, tra canzoni, film, opere teatrali e prose televisive, guidata (oltre ai nomi già citati) da Mario Bonnard, Dino Risi, Luigi Comencini e Pupi Avati, e altri maestri della regia.

Angela Luce è stata una delle artiste più complete nel panorama italiano: nata a Napoli, a 14 anni debutta davanti al grande pubblico, partecipando alla Piedigrotta Bideri, con il brano “Zi Carmilì”: parliamo di un festival organizzato dalla casa editrice Ferdinando Bideri, impostata nella promozione della canzone napoletana.

All’attivo la Luce ebbe circa 20 album, registrati tra il 1972 e il 2009 (tra cui citiamo, “Dedicato a”, “E a Napule ce sta” e “Senza frontiere”), diversi singoli, uno dei quali, “Ipocrisia”, partecipò al Festiaval di Sanremo del 1975, arrivando al secondo posto, a pari merito con la canzone proposta da Rosanna Fratello.

Poi c’è il cinema, per il quale Angela Luce ha recitato in circa 60 film, svariando dalla commedia (“Il vedovo”, “Totò Fabrizi e i giovani d’oggi”, “Io tigro, tu tigri, egli tigra”), al genere drammatico (“Il gioco della verità”, “Morte di un amico” e “L’amore molesto”), al grottesco (“Il Decameron” e “Pacco, doppio pacco e contropaccotto”), passando per pellicole che fecero scadalo, come “Malizia” e “Homo Eroticus”.

A teatro l’abbiamo vista recitare in opere che hanno fatto la storia della cultura internazionale, come “Natale in casa Cupiello”, “Il malato immaginario” e “Rugantino”.

Ma per Angela Luce c’è spazio anche per la prosa televisiva, i così detti sceneggiati (tra le tante opere citiamo “Il contratto” e “Al cavallino bianco”).

Vincitrice di innumerevoli premi, ha sempre rappresentato la bellezza (materiale e spirituale) di un mondo partenopeo ormai sbiadito dal tempo. 

Ottenne come la Targa speciale Premio De Curtis, un Oscar Internazionale dello Spettacolo e il Premio Europeo Massimo Troisi.

Angela Luce fu una entità artistica che seppe modellare la propria carriera dandole più forme, sempre alla ricerca della qualità e sempre con l’obiettivo di soddisfare il pubblico.

Fabio Buffa

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